Asta reti 5G: cosa cambirà per la radio?

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Asta reti 5G: cosa cambirà per la radio?

Da poco più di 10 giorni è partita la macchina che a fine anno ci porterà all’asta miliardaria per le frequenze delle reti mobili 5G. Ci saranno dei cambiamenti nell’assegnazione di varie frequenze a diversi servizi. Ma cambierà qualcosa per la radio?

Intanto va detto che secondo la legge di bilancio, solo a Luglio 2022 sarà disponibile una copertura i 5G su tutto il territorio Italiano, quindi si parla comunque di cambiamenti a lungo termine. Per adesso è solo stata pubblicata da AGCOM la prima “bozza” di regole e procedure tecniche per l’asta che, come già precisato, dobrebbe partire non prima di fine anno. Per adesso, gli interessati all’acquisto delle frequenze potranno solo mandare all’autorità garante delle comunicazioni, commenti per migliorare il regolamento che sarà definitivo solo nelle prossime settimane.

A quanto pare ci sono grossi interessi economici dietro l’acquisto di queste frequenze: secondo la suddetta legge di bilancio 2018, l’incasso minimo per lo stato non può essere inferiore a 2,5 miliardi di Euro. Del resto la precedente asta avvenuta nel 2011 per il 4G ha portato allo stato circa 4 miliardi di Euro. Di questi, il grosso fu speso per le frequenze tolte alla televisione di 800 MHz. Questa volta saranno tolte alla TV i 700 MHz che hanno un valore nettamete superiore se consideriamo che più è bassa la frequenza, più è ampia la copertura, quindi basterebbero meno ripetitori su tutto il territrio nazionale per garantire un copertura più ampia; detto in parole povere si parla di costi minori e minor tempo per l’allestimento dei siti.

Molto importanti sono però anche le frequenze più alte, necessarie per raggiungere velocità di svariati Gbit al secondo promessi dalle reti 5G; si parla infatti anche di grosse porzioni di frequenze molto elevate che andranno all’asta, come ad esempio i 3600 – 3800 MHz e i 26 GHz. Per quanto riguarda queste ultime c’è una novità: sarà previsto l’uso condiviso, ossia la possibilità, per operatori terzi, di ultilizzare frequenze momentaneamente inutilizzate per evitare di mantenere accesi ponti inutilmente ed ottimizzare il loro utilizzo sul territorio nazionale.

Delle frequenze citate per adesso destinate a questa famigerata asta, non si parla di bande attualmente utilizzate o destinate alla radio, quindi tornando alla domanda iniziale quindi cosa cambierà per la radio in Italia nei prossimi anni? Nulla se parliamo di FM o di DAB. Ma considerando il fatto che, secondo le previsioni, il futuro della radio probabilmente sarà sul web, con l’arrivo del 5G sarà possibile ascoltare qualsiasi radio in streaming in tutta Italia alla massima qualità prevista e con copertura nettamente maggiore, anche indoor, rispetto a quella odierna.

Articolo a cura di Adriano Matteo

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