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Web Radio: in cosa consiste il progetto di Europhonica?

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Antonio Megalizzi, il giovane speaker radiofonico morto nell’attentato a Strasburgo, è stato uno dei fondatori, nonché coordinatore per l’Italia, di Europhonica, il primo format internazionale per “capire” l’Europa.

Si tratta di un progetto innovativo che ha lo scopo di rendere accessibili ai giovani le evoluzioni legislative a livello europeo, utilizzando un linguaggio più vicino a loro.

Per questo motivo Antonio Megalizzi si trovava a Strasburgo il giorno dell’attentato, che è costato la vita a lui e ad altre 4 persone, tra cui Barto Pedro Orent-Niedzielski, detto Bartek, suo collega e amico, morto ieri dopo giorni di coma. 

Il progetto ha origine nel 2014, come racconta all’ANSA Rossella Biagi di Radiophonica, radio universitaria perugina tra le principali protagoniste di Europhonica: ”Durante l’University Media festival del 2014 che si è svolto proprio a Perugia, a cui avevano partecipato radio universitarie di mezza Europa, i francesi hanno proposto a noi e agli spagnoli di partecipare al progetto europeo”.

Il format, inizialmente, proponeva un appuntamento mensile, in diretta da Strasburgo, in occasione delle sessioni plenarie del Parlamento Europeo, ma nell’attuale quarta edizione si è trasformato in pillole giornaliere di 2-3 minuti.

Ascoltando i podcast delle varie puntate la distanza tra i ragazzi e i meccanismi europei si riduce di qualche passo, grazie alla semplicità con cui vengono raccontati gli aggiornamenti legislativi e le proposte in cantiere del Parlamento Europeo.

All’interno di Europhonica ci sono oltre 90 radio universitarie di sei diversi Paesi (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania e Grecia), ognuno rappresentato dalla sua associazione, RadUni per l’Italia. In un momento storico in cui risulta sempre più difficile essere al passo con i continui cambiamenti, quest’idea propone un filo diretto con l’Europa e con la sua evoluzione, aprendo un canale comunicativo finora sottovalutato. Chi può conoscere il linguaggio più efficace per il mondo giovanile se non i ragazzi stessi?

E così l’Europa non è più un luogo misterioso e il Parlamento Europeo il suo castello incantato.

Articolo a cura di Martina Panunzio

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