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Giornalista Radiofonico: la difficoltà dell’assunzione

In Italia il settore dell’informazione giornalistica si fotografa in bianco e nero da anni. Secondo l’ultimo rapporto annuale Fnsi sul mercato del lavoro giornalistico, ci sono sempre meno occupati stabili nei quotidiani, periodici, Rai e tv locali con un crollo generale dell’occupazione nell’emittenza nazionale, ma aumenta il numero dei giornalisti occupati in enti pubblici e privati e nelle agenzie di stampa.

Un anno triste che ha visto incrementare la crisi della professione e dei suoi organismi e, ovviamente, sono sempre meno i giornalisti dipendenti nelle redazioni e sempre più i giornalisti autonomi e atipici in crisi.

La professione risente delle drammatiche difficoltà dell’editoria italiana, penalizzata anche da una inadeguata legislazione sulla previdenza. Attualmente si sta lentamente procedendo a modificare con vari tipi di provvedimenti e iniziative la normativa legislativa in vigore, ma il processo di svecchiamento richiederà sicuramente tempo e intanto i numeri parlano chiaro: 3 iornalisti atipici o autonomi su 10 dichiarano reddito zero, 7 su 10 si collocano sotto i 10 mila euro, mentre resta stabile la media dei redditi (di chi ne dichiara uno) che rimane 6,9 volte (per i co.co.co) e 4,7 volte (per i liberi professionisti) inferiore rispetto alla media dei lavoratori subordinati, fissata attualmente a 10.935 euro lordi annui.

Dalla Toscana arrivano i primi dati allarmanti. I giornalisti assunti nelle oltre 50 emittenti radiofoniche della Regione toscana sono appena ventinove. Principalmente lavorano a Firenze, mentre non si registra nessuno nella provincia di Arezzo. ( In totale 13 a Firenze, uno a Livorno, 2 a Lucca, 2 a Massa Carrara, 5 a Pisa, nessuno a Pistoia, uno a Prato, 5 a Siena) Una mappatura dettagliata, regolata dall’Associazione stampa toscana con il supporto del Corecom regionale.

Il report che  ha censito la salute delle emittenti locali e  l’influenza del digitale è stato condotto dalle giornaliste Elena Guidieri ed Isabella Mancini con difficoltà “Ci sono state emittenti e anche direttori che non hanno voluto rispondere ai nostri questionari”. Il censimento non ha fini discriminatori, ma tende a ripristinare regolarità e legalità in un clima disteso. L’informazione radiofonica permette di raggiungere fasce di popolazione non facilmente contattabili con altri mezzi e merita più attenzione da parte delle Istituzioni che devono sostenere il settore in modo efficiente.

In quest’ottica si è mossa l’Assostampa Toscana. “Con questa ricerca l’Associazione Stampa Toscana propone un ulteriore contributo all’analisi della realtà giornalistica del nostro territorio per rilanciare un tavolo di confronto tra editori, sindacato e istituzioni in grado di liberare risorse economiche e progettuali ed incentivare quelle idee imprenditoriali che riescano a raggiungere un equilibrio tra produttività, qualità dei contenuti e rispetto delle professionalità. Solo così le radio avranno prospettive di sopravvivenza nel rispetto di chi la radio la fa e di chi la radio l’ascolta” – commenta Chiara Brilli, referente Commissione Radio Assostampa.

Un ottima iniziativa che evidenzia il cammino rigoroso che le radio italiane dovranno seguire per rendere il settore stabile e garantito.

Anche Radiospeaker.it si schiera con i professionisti radiofonici affinché la professione più bella del mondo sia salvaguardata a 360 gradi.

Articolo a cura di Nicoletta Zampano

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