Radiospeaker.it incontra Alessandro Lippi, Speaker di M2O!

Interviste

Radiospeaker.it incontra Alessandro Lippi, Speaker di M2O!

Radiospeaker.it oggi “viaggia” sulle frequenze della “musica allo stato puro” di M2O ed incontra Alessandro Lippi, conduttore di “Main Stage”, il nuovo format radiofonico dell’emittente del “Gruppo L’Espresso”, in onda ogni sabato alle 18.00.

La voglia di dare vita ad idee nuove, mediante la scrittura, ha investito anche la sua conduzione; da qui l’attività autoriale di Alessandro, indispensabile per la realizzazione anche dell’appuntamento radiofonico del fine settimana. Una comunicazione fluida e dinamica che gode di una predisposizione alla “dialettica”, già presente, seppur in maniera diversa, nelle prime esperienze legate all’animazione turistica di Lippi. Idee mediatiche e spunti creativi interessanti nella nostra imperdibile intervista!

Tra le tue passioni, anche quella per la scrittura giornalistica…
Si, è la mia prima passione. Tutto è nato con il giornalismo. Da piccolo sognavo di essere un bravo giornalista. Un interesse che mi ha fatto avvicinare al mondo della scrittura che poi per vari motivi ho ritrovato in ambito dapprima televisivo e poi radiofonico.

Descrivici “Main Stage”, il nuovo format di M2O, da te condotto. “Main Stage” è il nuovo programma di M2O che racconta i personaggi e i luoghi della musica elettronica, in onda tutti i sabati alle 18,00...
Il programma ha un taglio “documentaristico”, in ogni puntata analizzo i Dj più importanti o i luoghi dell’universo musicale elettronico. Insomma, con “Main Stage” focalizzo l’attenzione su questa nuova corrente musicale, l’Electronic Dance Music”, che si sta diffondendo in tutto il mondo anche grazie “all’aiuto” di artisti come Lady Gaga o Rihanna che l'hanno - come dire - sdoganata. Un genere che credo sarà rilevante per il futuro della musica.

Come è avvenuto il tuo importante ingresso ad M2O?
Nel 2010 mi contattò Laura Gauthier, dicendomi che ad M2O erano in cerca di una figura che avesse una funzione di co-conduzione con lei, per il programma dal titolo “Glam”, in onda nella fascia oraria tra le 18,00 e le 19,00. Inoltre la personalità da reclutare avrebbe dovuto avere anche capacità autorali e quindi la stessa Laura, essendo a conoscenza di questa mia dote, mi fece incontrare il direttore della radio, Fabrizio Tamburini. Successivamente abbiamo registrato una serie di demo per programma. Dopo diverse settimane, il direttore mi ha permesso di essere “on air”.

Ascolta qui l'audio dell'intervista ad Alessandro Lippi di M2o:



Tra le tue esperienze, anche quella iniziale in veste di animatore. La tua conduzione radiofonica risente di quell’iniziale approccio al microfono?
Si. Il passaggio in radio, credo sia naturale per chi abbia avuto esperienze legate all’ animazione o all’intrattenimento in genere. Ovviamente l’approccio e i metodi sono differenti: il modo di parlare in radio è diverso da quello esprimibile in spiaggia o in un villaggio turistico.

Credi che oggi ci sia una percentuale di persone che decida di fare lo speaker solo per la fama, al contrario di un aspetto puramente professionale?
Credo che questo valga soprattutto per la televisione. Oggi la radio ti permette di diventare un “personaggio” riconoscibile grazie ai social network, ma penso che molti si avvicinino alla radio perché principalmente spinti dall’amore per il mezzo, la parola e la musica. - Data la tua esperienza in veste anche di autore radiofonico, rivolgi un consiglio a tutti gli speaker “in erba” che magari sono in cerca di nuove idee per la costruzione dei propri format.

L’invito è quello di coltivare la passione per la scrittura, anche in ambito radiofonico, perché esistono molti format che vengono scritti in radio, ad esempio, lo “Zoo di 105”o “Ciao Belli”...
Anche io ho dato da sempre molto spazio alla scrittura per la realizzazione dei miei format radiofonici, così come sta avvenendo per “Main Stage”. Redigere testi per la radio credo sia un ottimo esercizio, considerando anche la difficoltà dello stesso rispetto alla scrittura televisiva. La differenza è data dal fatto che ovviamente in radio l’unico elemento è dato dalla parola. Credo che la motivazione per cui esistano meno format radiofonici, sia data proprio da quest’ultimo aspetto, senza tralasciare la funzione “ di compagnia” abitudinariamente svolta dal mezzo ( “di flusso”).

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?
E’ un sito molto utile che affronta in maniera approfondita l’universo radiofonico. Oltre ai tanti siti che parlano di televisione, è bello scoprire che esista anche qualcosa concernente la radio.

Intervista a cura di Maurizio Schettino