Dee Notte Fonda: il segreto del successo di Mauro e Andrea

Interviste

Dee Notte Fonda: il segreto del successo di Mauro e Andrea

Non capita tutti i giorni di provare grandi emozioni e solo chi ha avuto la mia stessa fortuna probabilmente riuscirà a capirlo: entrare in via Massena 2 a Milano, la sede di Radio Deejay, da sempre mi fa questo effetto. Ed ogni volta a questa sensazione si aggiunge lo stupore di conoscere persone che mai avresti immaginato essere così come sono: speciali! E’ sorprendente la bravura e la personalità di questi due ragazzi, entrati quasi in “punta di piedi” in una radio di “giganti”, che subito sono riusciti ad inserirsi in maniera ottimale nella squadra di Deejay e che in breve tempo hanno avuto attestati di stima dalle personalità più importanti della radio (Albertino, il loro idolo, fu il primo ad accorgersi che avevano il “Dee-Factor” durante il concorso “Un giorno da deejay” del 2011).

Mauro e Andrea, conduttori del nuovo programma “Deenotte fonda”, non nascondono il loro entusiasmo, pur rimanendo coi piedi ben fissi a terra. Il fatto è che, volenti o nolenti, saranno i primi ad entrare nella storia ormai trentennale della radio per aver provato, in maniera quasi pionieristica, l’emozione di fare il primo programma completamente notturno.

E’ un rischio” mi dicono. “Lasci il weekend per andare in onda durante la settimana. Di fatto è una promozione, ma se va male rischi di perdere tutto!”. Ed è probabilmente questa consapevolezza che ha fatto sì che le cose stiano andando molto bene ed i risultati siano assolutamente positivi in termini di partecipazione. Ma ciò che mi ha colpito maggiormente è stata l’umiltà di questi due ragazzi che, differentemente da quello che avrebbero fatto altri, non sembrano volersi “dare un tono” per il fatto di essere entrati a far parte della squadra di Deejay, ma anzi sono consapevoli di dover imparare tanto e allo stesso tempo convinti di volerlo fare. “Più vai in onda, più impari. Fare un programma nel weekend è stato bello, ma ogni volta bisognava ripartire… Andando in onda in settimana abbiamo la possibilità di fare tante ore di esperienza”.

L’idea del programma è venuta ovviamente a Linus, direttore artistico della radio che, mi hanno confidato, è rimasto contento dopo averli visti immediatamente entusiasti del progetto (e chi non lo sarebbe!). Se l’intento può sembrare quello di fare concorrenza ad altre emittenti in onda senza sosta per 24 ore, in realtà il progetto è molto più articolato ed anche, a mio avviso, più “radiofonico” e vicino alla vera essenza della radio. Le direttive del capo infatti sono state pochissime ma fondamentali “Linus ci ha detto di cercare una forte empatia con gli ascoltatori, di fargli sentire che ci siamo!” , così Mauro e Andrea hanno saputo coglierle immediatamente. Grande importanza viene data al parlato, ma fondamentale è anche la scelta e il lavoro che sta dietro ad ogni singolo brano trasmesso.

Tutti quelli che vogliono sentire la vicinanza di qualcuno anche durante la notte. Ancora una volta, tra una parola ed un’altra, a colpirmi sono state le loro affermazioni: “In un contesto storico/sociale come quello odierno ci vuole anche questo, un programma fatto dagli ascoltatori!”. Sì perché a sorprendermi è stato soprattutto un aspetto che a molti di noi può essere passato inosservato. Mauro e Andrea fanno tutto da soli: regia, centralino e parlano al microfono. Eppure è proprio questo a renderli grandi a mio avviso: l’essere stati capaci di ricordarsi il passato ed i loro “inizi radiofonici”. E’ qui che probabilmente è tornata utile l’esperienza fatta in radio minori, che per loro incominciò nel lontano 2003. Mi spiegano infatti che l'autoregia gli permette di gestire in modo totalmente diverso il programma rispetto al solito (è tutto più immediato), così come il fatto di prendere direttamente le telefonate (ascoltare la voce di chi chiama in anticipo rispetto alla diretta, ti fa capire meglio con che tipo di persona parlerai e di conseguenza come ti ci devi relazionare).

Mi raccontano che fare “Deenotte fonda” è come trasmettere stando seduti nel proprio pub preferito mentre si parla, si chiacchiera tra amici e si fanno anche tanti incontri nuovi con persone pronte ad “arricchirti” a livello personale. Inoltre, essendo in onda nelle ore notturne, ci sono ritmi completamente diversi rispetto al giorno ed è quindi più facile parlare con la gente oltre che essere se stessi.

Questa deve essere la radio: te riportato agli ascoltatori ed io, sempre più stupito, mi rendo conto di avere davanti ragazzi come me che però, in maniera molto matura, sono diventati dei grandi professionisti pronti a fare sicuramente la storia di radio Deejay. Ed è quello che gli auguriamo noi di Radiospeaker.it, ringraziando Mauro e Andrea, che hanno saputo spendere nei nostri confronti grandi parole: “è un’iniziativa bellissima, in Italia non esisteva una cosa così e a nostro avviso bisogna sempre parlare della radio!”.

Ora non vi resta che conoscerli meglio ascoltandoli in onda da lunedì a venerdì dalla 1 alle 4 di notte su Radio Deejay, aspettando il prossimo articolo per conoscere il loro percorso radiofonico e alcune “dritte” utili per chi fa radio (che mi hanno dato durante la nostra chiacchierata).

Articolo a cura di Mattia Savioni