Film sulla Radio: Good Morning, Vietnam

Film sulla Radio

Film sulla Radio: Good Morning, Vietnam

Ironico, dissacrante, sboccato. È Adrian Cronauer, dj e aviere americano, giunto a Saigon nel 1965 con l’intento di rallegrare le truppe. Film comico sul conflitto vietnamita (1960-1975), ispirato ad un personaggio vero, “Good Morning, Vietnam” di Levinson mise d’accordo critica e pubblico nel 1987.

A calarsi nei panni del protagonista, uno strepitoso Robin Williams. “Gooood Moooorning Vietnaaaam” così Adrian Cronauer apre il suo programma che, tra una battuta e l’imitazione di un politico statunitense, accende i riflettori sulle assurde ragioni della guerra (una “sporca guerra” per impedire il dominio comunista nel Vietnam del Sud). A condire il tutto, la ribelle musica rock. Il dj rivoluziona la radio militare finora caratterizzata da programmi melensi; mette in un angolo i dischi di Paul Anka per suonare quelli di James Brown, Wilson Pickett.

 

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Un successo. Le simpatiche performances di Cronauer conquistano i soldati ma non i suoi superiori, il sergente maggiore Phillip Dickerson ed il tenente Steven Hauk preoccupati e non poco dal suo anticonformismo che, più che diseducativo, reputano pericoloso. Pericoloso perché avrebbe potuto risvegliare le coscienze dei soldati, metterli in riga per poi spingerli al dietrofront; meglio, quindi, affidarsi ad uno strumento di potere che ne manipolasse il pensiero.

Non è un caso che la radio militare, prima dell’arrivo di Cronauer, si attenesse ad uno stile sobrio e trasmettesse musica tradizionale; un modo per tranquillizzare tutti anche di fronte ai crimini dell’aviazione americana, rea di aver bruciato tanti vietnamiti con le bombe al napalm.

Ma vediamo Cronauer all’opera. Ecco la prima imperdibile performance dell’istrionico Robin Williams:


Un vero portento ai microfoni dell’emittente dell’esercito, Croanuer-Williams parla ad una velocità travolgente e non risparmia niente e nessuno. Si diverte e diverte ma presto subentrano i sensi di colpa e l’impotenza. Nel tentativo di diramare un comunicato ufficiale, viene bloccato da un superiore; mai un comunicato sarebbe stato letto ai microfoni della radio senza la supervisione degli alti comandi. E questo la dice lunga sulla guerra. Cronauer disturba e lo dimostra anche fraternizzando con i vietnamiti o, meglio, con i vietcong (comunisti del Vietnam del Sud); diventa amico di Tuan e si innamora della sorella.

Un fatto naturale per il dj che non vede in loro il nemico semplicemente perché il nemico non esiste. “Incontriamo notevoli difficoltà a trovare chi è il nemico. Chiediamo alla gente se è il nemico e se dice sì gli spariamo” dice, con ironia, imitando un agente segreto alla radio. Inevitabile il rimpatrio. Accusato di collusioni con i vietcong, Cronauer lascia il Vietnam mentre giungono altri soldati per combattere la guerra.

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Piacevole, a tratti commovente, “Good Morning, Vietnam” deve molto all’interpretazione di Robin Williams, premiata con un Golden Globe. Memorabili i suoi monologhi on air, pertanto, consiglio la visione del film a tutti coloro che volessero ascoltare una voce squillante che, dai microfoni della radio dell’esercito americano, deride e accusa gli artefici di una guerra-farsa. Una guerra che si concluse il 30 maggio 1975 con la presa di Saigon ad opera dell’esercito del Vietnam del Nord e la fuga dei militari americani.

Genere: Commedia/Guerra
Regia: Barry Levinson
Soggetto: Adrian Cronauer, Mich Markowitz
Sceneggiatura: Mich Markowitz
Cast: Robin Williams, Forest, Whitaker, Bruno Kirby, Richard Edson, Richard Portnow, Juney Smith, Floyd Vivino, J.T. Walsh, Noble Willingham
Origine: Usa, 1987
Durata: 120 min.

Articolo a cura di Sofia Napoletano

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