Film sulla Radio: Un Volto nella Folla

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Film sulla Radio: Un Volto nella Folla

I media nel mirino di Un volto nella folla. Un lungimirante Elia Kazan firmò nel 1957 un film capolavoro, in bianco e nero, sul potere subdolo della radio e della televisione; mezzi capaci di trasformare un uomo qualunque in un divo manipolatore dell’opinione pubblica.

Quest’uomo è Larry Rhodes (l’esordiente Andy Griffith), uno squattrinato cantante folk nonché ex galeotto, scoperto da Marcia Jeffries (Patricia Neal), giornalista e conduttrice di Un volto nella folla, un programma rivolto alla gente comune e trasmesso dalla stazione radio KGRK, la voce del nord-est dell’Arkansas. Battezzato Lonesome (Solitario) dalla sua scopritrice, fa subito breccia nel cuore degli ascoltatori.

Semplice, diretto, spigliato incanta il pubblico con canzoncine e barzellette; Losenome è uno di loro, usa il mezzo radiofonico per dire ciò che vogliono sentirsi dire e, talvolta, per denunciare quello che non va. Inevitabile il successo dell’ex galeotto che ricorda Will Rogers (noto umorista americano negli anni venti, citato più volte nel corso del film), tanto da spingere un pubblicitario a dire: “Giovanotto, ricordi sempre Will Rogers. Era solo un cow-boy che masticava gomma e tirava il laccio, ma arrivò al punto che le cantava chiare ai presidenti e ai re”.

Peccato che Losenome, intuendo la potenza del medium radiofonico, inizi a sfruttarlo in modo così meschino da spingere la gente a prendere per oro colato tutto quello che dice. Non dura molto. Insieme a Marcia, che intanto si è innamorata di lui, abbandona la radio (“Non mi ci potevo più vedere”- dice con arroganza) per approdare in televisione, mezzo di persuasione per eccellenza, gestito da poteri forti quali la pubblicità e la politica. Poteri che Losenome impara a sfruttare per condizionare ulteriormente l’opinione pubblica e accrescere la sua popolarità.

Il giovane divo si rivela un ottimo venditore quando sponsorizza prodotti improponibili come le pillole Vitajex (falsi integratori alimentari); conduce Il cantuccio di Solitario Rhodes, spettacolo trasmesso da un network nazionale, per rinvigorire la fiacca campagna politica del senatore Fuller, candidatosi alla presidenza degli Stati Uniti, in cambio di una carica politica. “La farò amare, la farò amare da tutti” queste le parole che Losenome rivolge al senatore dopo il debutto. Sono le parole di un mostro travolto dall’ambizione e il delirio di onnipotenza.

Un mostro chiamato a manipolare il pensiero della gente, di milioni di spettatori che considera un “gregge di pecore” ma, ovviamente, non lo dice. E, non contento, agisce in modo meschino anche nel privato; infrange il cuore di Marcia, la sua scopritrice, e sposa in Messico una donna più giovane. Poi, arriva al capolinea. Marcia, delusa dall’uomo, diffonde un fuori onda in cui Losenome si prende gioco del pubblico e appare per ciò che è veramente. Le sue parole, ancora adesso, sono un pugno nello stomaco.

È la fine, la morte mediatica. Losenome dice addio ad applausi e audience. Il pubblico lo reputa un mostro e gli sponsor, che tanto gli hanno dato, si allontanano per lo scandalo.

Consiglio col cuore la visione di Un volto nella folla, una pellicola di un’attualità sconcertante.Kazan, negli anni cinquanta, aveva intuito la pericolosità dei media (radio e televisione), l’influenza negativa che avrebbero esercitato sulle persone al punto da spingerle a comprare l’impossibile o a votare il senatore di turno.

Oggi è cambiato qualcosa? A me sembra che i poteri forti, la pubblicità e la politica, si siano rafforzati.

Genere: Drammatico
Regia: Elia Kazan
Soggetto e sceneggiatura: Budd Schulberg
Cast: Andy Griffith, Patricia Neal, Anthony Franciosa, Walter Matthau
Origine: USA, 1957
Durata: 125 min.

Articolo a cura di Sofia Napoletano

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