Francesco Martinelli al World Radio Day: “La radio nasce dalla passione (anche giocando)”
Tra i protagonisti dell’Official Vodcast Studio del World Radio Day 2026 by Kit Rooms, anche Francesco Martinelli di Radio Capital, che ha raccontato con ironia e spontaneità il suo percorso nel mondo della radio.
Un percorso iniziato prestissimo, quasi per gioco, quando aveva appena 13 anni e insieme ad alcuni amici simulava una trasmissione radiofonica. Un’esperienza che, come racconta lui stesso, non era nemmeno in onda, ma rappresentava già un primo approccio concreto al mezzo.
Da lì, il passaggio alla prima vera diretta nel 2009, dopo anni passati a costruire programmi “finti” ma curati nei minimi dettagli, tra scalette lunghissime e una passione che andava ben oltre il semplice divertimento.
La prima diretta e la paura della tecnica
Quando arriva il momento della prima esperienza in web radio, la priorità non è tanto la performance al microfono quanto tutto ciò che c’è dietro. Martinelli racconta infatti che l’ansia principale era far funzionare la diretta, più che parlare.
Inizia a fare radio occupandosi di tutto, non solo della parte artistica, perché quando si parte da zero bisogna gestire ogni aspetto della macchina radiofonica. Ed è proprio questo uno dei passaggi più interessanti dell’intervista: la consapevolezza che la radio non è solo voce, ma anche tecnica, organizzazione e capacità di far funzionare un sistema complesso.
Dalle registrazioni “imbarazzanti” alla crescita
Come spesso accade a chi inizia molto giovane, anche Martinelli si è trovato a fare i conti con le prime registrazioni. Materiali che, come racconta con ironia, ha preferito eliminare per evitare futuri momenti di imbarazzo.
Un passaggio che racconta bene quanto la crescita in radio sia fatta anche di errori, tentativi e sperimentazione, elementi fondamentali per costruire uno stile personale.
La radio come punto d’incontro
Nel corso dell’intervista emerge anche una visione molto chiara del ruolo della radio oggi. Secondo Martinelli, ascoltare la radio significa trovare un punto d’incontro, soprattutto quando si è in contesti condivisi come la famiglia o l’auto.
Per spiegare questo concetto, cita una canzone simbolo per lui, “All Night Long” di Lionel Richie, capace di mettere d’accordo gusti musicali diversi. Un esempio concreto di come la radio debba riuscire a unire, più che dividere.

L’esperienza al World Radio Day
L’intervista a Francesco Martinelli si inserisce nel format dell’Official Vodcast Studio by Kit Rooms, spazio che ha ospitato creator e professionisti del settore subito dopo gli interventi sul main stage del World Radio Day.
Un’occasione per raccontare il lato più personale e autentico di chi vive la radio ogni giorno, tra aneddoti, ricordi e visione del futuro.
Anche in questo caso, emerge un elemento comune a molti protagonisti dell’evento: la radio nasce quasi sempre da una passione spontanea, spesso coltivata fin da giovanissimi, e cresce attraverso esperienza, errori e tanta pratica.
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