Belen, Barty Colucci e Giovanni Alibrandi al World Radio Day: “La radio è senza filtri”
Sul main stage del World Radio Day 2026, evento organizzato da Radio Speaker, sono saliti Belen, Bartiy Colucci e Giovanni Alibrandi, direttore di Rai Radio 2, per raccontare il nuovo percorso dell’emittente, il rapporto tra radio e televisione e il valore dell’autenticità davanti al microfono.
Per Belen, l’arrivo in radio è stato prima di tutto una scoperta. Raccontando la sua esperienza a Radio 2, ha spiegato che stare in radio è stato qualcosa di nuovo “a livello umano”, anche grazie al gruppo con cui lavora, formato da professionisti con grande esperienza radiofonica.
La conduttrice ha ammesso di vivere sempre un po’ di ansia da prestazione, ma di considerarla anche una spinta positiva: se gestita bene, può dare energia. Allo stesso tempo, ha sottolineato che l’approccio alla radio è arrivato in modo spontaneo e naturale.
Belen e la radio: “Mi sento appartenere a questo mondo”
Durante l’intervista, Belen ha raccontato di sentirsi ormai parte del mondo radiofonico. Il lavoro con Barty Colucci, Mario Benedetto, Francesco Arienzo e il resto del gruppo è stato fondamentale per imparare e comprendere un linguaggio diverso da quello televisivo.
Secondo Barty Colucci, Belen ha dimostrato fin da subito una attitudine radiofonica innata. Il conduttore ha spiegato che lavorare con lei è stato semplice perché, oltre ai contenuti e alla cura della sonorizzazione, il vero segreto del programma è stato portare in onda il rapporto costruito anche fuori dallo studio.
Per Colucci, la sintonia nata tra loro è stata la chiave del programma: ascoltandoli, ha detto, sembra che siano in onda insieme da dieci anni.
Giovanni Alibrandi: “Radio 2 ha rimesso la musica al centro”
Il direttore Giovanni Alibrandi ha raccontato il percorso intrapreso da Radio 2 negli ultimi mesi. L’obiettivo è ricostruire un’identità forte, con la musica al centro, un flusso riconoscibile e contenuti precisi.
Alibrandi ha citato alcuni tasselli importanti del palinsesto, dal Good Morning Radio 2 a Fiorello, definito il “capitano” e il “Maradona” della radio, capace di realizzare un programma che va oltre le aspettative radiofoniche e televisive.
Nel racconto del direttore trovano spazio anche programmi storici come Radio Social Club e Caterpillar, insieme al nuovo pomeriggio di Radio 2 e al programma con Belen, pensato per regalare un momento di spensieratezza ma anche di riflessione.
Radio e televisione: la differenza secondo Belen
Uno dei passaggi più significativi dell’intervista riguarda il rapporto tra radio e televisione. Belen ha spiegato che in televisione non conta solo la prestazione, ma anche il look, l’immagine e il modo in cui si appare davanti alle telecamere.
In radio, invece, si sente più libera. Per lei fare radio è come stare “nel salotto a parlare con i miei amici” e il fatto che non ci sia il video la rilassa profondamente. Sentendosi soltanto la voce, ha spiegato, arrivano soprattutto i contenuti, i discorsi e l’informazione.
Belen ha aggiunto che in radio riesce a non prestare attenzione alla superficialità e ai pregiudizi che spesso accompagnano l’immagine televisiva. È proprio questa, secondo lei, una delle cose più belle della radio: non ci sono filtri, makeup, abiti o telecamere, ma solo voce, spirito e concetto.
Barty Colucci: “Il pubblico chiede programmi curati nei dettagli”
Parlando dell’evoluzione del pubblico radiofonico, Barty Colucci ha spiegato che le aspettative degli ascoltatori sono rimaste in parte le stesse, ma è cambiato il linguaggio.
Secondo lui oggi c’è bisogno di un linguaggio più veloce, di contenuti nuovi e di grande attenzione nella costruzione del programma. La radio deve adeguarsi ai tempi, perché la vita è diventata più rapida, ma senza perdere la cura dei dettagli.
Belen, invece, ha offerto un punto di vista diverso: proprio perché il mondo corre velocemente, lei tende a parlare più lentamente in radio rispetto alla televisione. Il suo obiettivo è creare un clima più rilassato, e alcuni ascoltatori le hanno restituito feedback positivi proprio per questa scelta.
La forza della radio secondo Giovanni Alibrandi
Nel confronto sul futuro del mezzo, Giovanni Alibrandi ha ricordato i 30 anni de Il Ruggito del Coniglio come esempio della forza della radio nel tempo. Per il direttore, il successo di una trasmissione così longeva dimostra che la radio ha una resilienza speciale e una capacità unica di conquistare generazioni diverse.
Alibrandi ha sottolineato anche la forza del mezzo rispetto alla TV lineare, spiegando che la radio riesce ancora a raggiungere un pubblico che la televisione tradizionale fatica sempre più a intercettare. Se poi il media più antico viene unito ai nuovi media e ai social, ha aggiunto, la miscela diventa esplosiva.
Radio 2, social e nuove generazioni
Parlando dei social, Alibrandi ha spiegato che Radio 2 è lanciatissima e sta lavorando per potenziare la propria presenza digitale anche grazie a creator capaci di raccontare la radio attraverso nuovi linguaggi.
Il direttore ha definito Radio 2 una realtà crossmediale, citando il canale visual 202, RaiPlay, Social Club e la forte presenza a Sanremo, dove la radio ha colorato la piazza con una squadra social molto attiva.
Tra gli esempi citati, anche un contenuto social capace di superare gli 11 milioni di visualizzazioni, segno di una strategia sempre più orientata a raggiungere anche il pubblico più giovane.
Il consiglio di Belen e Barty ai giovani
Nel finale, Belen ha dato un consiglio alle ragazze che vogliono intraprendere una carriera nel mondo della radio o della televisione. Secondo lei, la prima difficoltà è riuscire a crearsi l’opportunità di esserci, perché questo mestiere è fatto di gavetta, fortuna, lavoro, costanza e perseveranza.
Barty Colucci ha aggiunto un concetto a lui caro: quello dell’ossessione positiva. Per chi vuole lavorare in radio o in televisione, secondo lui è fondamentale essere ossessionati in modo sano dal proprio obiettivo, ascoltare, studiare, provarci e continuare a inseguire il proprio percorso.
L’intervista si è chiusa con l’arrivo dello staff di Radio Speaker sul palco, in un momento di saluto collettivo che ha segnato la conclusione del World Radio Day 2026.
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