HomeMagazineIntervisteGerry Scotti: “La radio è la mia prima passione”

Gerry Scotti: “La radio è la mia prima passione”

Gerry Scotti: “La radio è la mia prima passione”

Gerry Scotti, uno dei personaggi televisivi più amati e conosciuti, si racconta in vista della serata conclusiva di “I love my radio”, di cui vi avevamo parlato qualche giorno fa.

Il conduttore, nonostante non faccia radio da un po’, a TV Sorrisi e Canzoni dichiara: “Metto la radio al primo posto delle mie passioni lavorative. Il Gerry Scotti che entra nelle vostre case ogni giorno l’avete conosciuto perché la radio non poteva più contenerlo“.

Gerry racconta poi i suoi inizi: “Ero uno studentello al primo anno di Giurisprudenza e andavo a catalogare i dischi in una radio di periferia, Hinterland Radio Milano 2. I disc jockey facevano i programmi e lasciavano tutto in disordine. Una mattina alle 7 chi doveva andare in onda non si presenta. Il padrone della radio mi dice: “Tu sei quello che ha fatto il Classico? Saprai parlare dentro un microfono!”. Non ho più smesso per vent’anni”.

“Herbert Pagani su Radio Monte Carlo era il mio idolo: è stato un artista, un paroliere, un cantante. E poi Corrado con “La Corrida” e Arbore e Boncompagni che hanno segnato il solco del sacro cazzeggio”.

Gerry Scotti: “la radio mi ha insegnato a non aver paura della diretta”

«Chi faceva la radio era un “figo” incredibile – continua Gerry – più di un calciatore. Quando ero a Radio Milano International in ogni ristorante, negozio, discoteca dove entravo, solo dicendo “Buongiorno!” mi riconoscevano dalla voce. È stato il lasciapassare per la notorietà e per il benessere”.

Poi i primi guadagni: La prima “marchetta” (pagamento dei contributi, ndr) all’Enpals mi fu versata da Radio Milano International il 1° giugno del 1978, dopo due anni e mezzo! Guadagnavo 500 mila lire al mese, che non erano male”.

Ed è diventato un lavoro: “Quando Claudio Cecchetto decise di fare Radio Deejay mi disse: “Hai giocato per cinque, sei anni, vuoi farlo diventare un lavoro?”. Ho lasciato l’agenzia pubblicitaria dove lavoravo e mia mamma non mi ha salutato per sei mesi“.

La radio gli ha insegnato “a non aver paura della diretta, una brutta bestia. In radio impari cosa fare se c’è un intoppo o un imprevisto”.

E infine: “Ora quando metto piede in uno studio radiofonico mi viene in mente Renato Zero che canta “I migliori anni della nostra vita”…”.

Domenica sera, Gerry incontrerà tanti amici radiofonici ospiti all’evento: Arbore, Amadeus, Carlo Conti, Fiorello e Linus.

Francesco Pinardi

Francesco Pinardi

Conduttore radiofonico, speaker, giornalista e studente di Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Torino. Leggi i miei articoli

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