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11 settembre 2001: quando la radio diventò essenziale

11 settembre 2001: quando la radio diventò essenziale

L’11 settembre 2001 è rimasto nella memoria collettiva soprattutto attraverso le immagini televisive delle Torri Gemelle. Ma mentre New York affrontava uno degli eventi più drammatici della sua storia, la radio svolse un ruolo fondamentale nel tenere informate le persone.

Telefoni e reti cellulari furono rapidamente messi sotto pressione da un volume eccezionale di chiamate, mentre il crollo del World Trade Center danneggiò importanti infrastrutture di comunicazione e trasmissione. Anche alcune emittenti radiofoniche furono direttamente colpite, ma molte altre frequenze continuarono a trasmettere e a raccontare ciò che stava accadendo.  

A 25 anni dall’11 settembre, quella giornata ricorda una delle funzioni più importanti e forse meno raccontate della radio: essere un mezzo capace di accompagnare, informare e orientare una comunità anche durante un’emergenza.

L’11 settembre e una New York alla ricerca di informazioni

La mattina dell’11 settembre la situazione cambiò nel giro di pochi minuti.

Con il crollo della North Tower vennero distrutti anche gli impianti di trasmissione collocati sulla sua sommità. Diverse televisioni e alcune radio persero il proprio segnale, mentre altre emittenti continuarono a trasmettere o ricorsero a strutture alternative.  

Contemporaneamente, le reti telefoniche e cellulari furono sovraccaricate dalle persone che cercavano di mettersi in contatto con familiari e amici. Il traffico telefonico raggiunse in alcuni casi livelli fino al 400% superiori alla norma.  

In questo scenario la radio diventò per molti newyorkesi una fonte immediata di aggiornamenti.

Radio World, ricostruendo quelle ore, ha ricordato come dopo il crollo del World Trade Center la radio fosse diventata una delle principali fonti d’informazione per gli abitanti della città.  

Quando la normale programmazione lasciò spazio all’emergenza

Quel giorno il palinsesto passò inevitabilmente in secondo piano.

News radio, talk radio e stazioni musicali interruppero o modificarono la normale programmazione per seguire gli attentati, riportare gli aggiornamenti e raccogliere testimonianze.

Una recente ricostruzione della Broadcasters Foundation of America ricorda come le radio di New York passarono a una copertura continua: le emittenti all-news informarono, le talk radio discussero quanto stava accadendo e anche le stazioni musicali adattarono completamente la propria programmazione.  

La radio tornava così alla sua funzione più elementare: una voce in diretta che racconta ciò che sta succedendo mentre sta succedendo.

Howard Stern e una diretta diventata documento dell’11 settembre

Tra le testimonianze radiofoniche più note di quella mattina c’è quella di Howard Stern, che era in diretta da New York quando arrivarono le prime notizie dell’attacco.

Il suo normale morning show cambiò immediatamente natura. Stern, Robin Quivers e la squadra continuarono a trasmettere mentre gli eventi si susseguivano, raccogliendo informazioni, reazioni e telefonate degli ascoltatori.

Anni dopo Stern ricordò di non sapere inizialmente quanto sarebbe rimasto al microfono. Il general manager di K-Rock, Tom Chiusano, lo incoraggiò a continuare finché lo avesse ritenuto necessario.  

Quella trasmissione è rimasta negli anni una testimonianza sonora dell’11 settembre vissuto in tempo reale, proprio perché non nasceva da una ricostruzione successiva: speaker e ascoltatori stavano cercando insieme di comprendere cosa stesse accadendo.

L’11 settembre vissuto in diretta dentro una redazione radiofonica

Le registrazioni di quella mattina permettono oggi di osservare anche come lavora una radio quando un evento imprevedibile interrompe completamente la normale programmazione. La normale conduzione lascia progressivamente spazio ai giornalisti e al responsabile delle news, mentre continuano ad arrivare aggiornamenti e telefonate.

Particolarmente significative sono proprio le chiamate delle persone che si trovano a New York: personalità della radio, ma anche semplici cittadini diventano in quei minuti testimoni diretti e raccontano al telefono ciò che stanno vedendo.

La radio diventa così un punto di raccolta delle testimonianze e, nello stesso momento, un mezzo capace di restituirle immediatamente a tutti gli ascoltatori. Il video mostra quindi non soltanto la cronaca dell’11 settembre, ma anche le dinamiche di una redazione radiofonica costretta a trasformarsi, nel giro di pochi minuti, per raccontare un evento mentre sta ancora accadendo. 

Perché la radio è così importante durante un’emergenza

L’11 settembre mette in evidenza una caratteristica tecnica molto semplice del broadcasting.

La radio terrestre non ha bisogno di creare una connessione individuale con ogni ascoltatore. Un unico segnale viene trasmesso e può essere ricevuto contemporaneamente da un numero enorme di persone.

Una rete telefonica o dati, invece, può essere sottoposta a una forte pressione quando milioni di utenti tentano contemporaneamente di comunicare o accedere ai servizi.

Per ascoltare una normale radio FM o AM non servono una SIM, una connessione internet o il Wi-Fi. Serve un ricevitore e, naturalmente, che l’emittente riesca a mantenere operativo il proprio sistema di trasmissione.

È una differenza apparentemente banale, ma durante un’emergenza può diventare molto importante.

Non solo 11 settembre: la radio durante catastrofi e disastri

La storia della radio offre molti altri esempi.

Durante uragani, terremoti, incendi, alluvioni e blackout, le emittenti possono diventare un punto di riferimento per comunicare allerte, indicazioni delle autorità, condizioni delle strade, evacuazioni e informazioni utili alla popolazione.

Dopo l’uragano Katrina nel 2005, per esempio, molte stazioni dell’area di New Orleans furono costrette a interrompere le trasmissioni, ma quelle rimaste operative svolsero un ruolo essenziale. Emittenti concorrenti arrivarono anche a collaborare per garantire un servizio continuo alla popolazione.

Negli Stati Uniti, non a caso, le emittenti broadcast costituiscono ancora una componente fondamentale dell’Emergency Alert System, utilizzato per distribuire rapidamente allerte durante situazioni che rappresentano un pericolo immediato per la popolazione.  

Lo stesso principio si ritrova in altri Paesi e in altre catastrofi: quando le normali infrastrutture vengono compromesse, poter raggiungere contemporaneamente un’intera comunità diventa una risorsa preziosa.

Una radio a batterie nell’era dello smartphone

Oggi potrebbe sembrare quasi anacronistico parlare di una piccola radio portatile a batterie.

Abbiamo smartphone, social network, notifiche, applicazioni, streaming e connessioni molto più sofisticate di quelle disponibili nel 2001.

Ma proprio le grandi emergenze ricordano che questi strumenti dipendono da infrastrutture che possono essere sovraccaricate, danneggiate o temporaneamente indisponibili.

La radio terrestre non è invulnerabile. Anche l’11 settembre alcune emittenti persero i propri impianti. Ma il suo punto di forza rimane nella semplicità e nell’immediatezza del broadcasting.

Un segnale può raggiungere contemporaneamente migliaia o milioni di ricevitori.

Ed è anche per questo che, nelle emergenze, la radio continua ad avere un valore che va ben oltre l’intrattenimento.

L’11 settembre ci ricorda cosa può essere la radio

Normalmente raccontiamo la radio attraverso programmi, speaker, musica, ascolti, podcast, streaming e nuove tecnologie.

Ci sono però momenti nei quali tutto questo passa in secondo piano.

L’11 settembre 2001 fu uno di quei momenti.

Mentre New York cercava informazioni e le comunicazioni attraversavano una crisi senza precedenti, le voci che continuavano ad arrivare dalle radio accompagnavano una città che cercava di capire cosa stesse succedendo.

Ed è forse questa la riflessione più importante a 25 anni di distanza.

La radio può divertire, fare compagnia, raccontare musica e creare comunità. Ma nei momenti più difficili può tornare alla funzione dalla quale nasce gran parte della sua forza: raggiungere le persone, nello stesso momento, con una voce e un’informazione.

Perché nei giorni normali la radio accompagna la nostra quotidianità. Nelle emergenze può diventare un servizio essenziale.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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