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Antitrust su Mediaset e Finelco: niente più raccolta pubblicitaria

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Il fattore pubblicitario resta sempre l’aspetto principale e sicuramente indispensabile per la crescita e stabilità di un’emittente radiofonica.

Tale elemento, come abbiamo spesso ribadito, è strettamente legato ai risultati d’ascolto, sulla base dei quali in alcuni casi vengono rimescolate le “carte in tavola”, con il conseguente riposizionamento o, nei casi peggiori, licenziamento dei conduttori.

Pertanto il lavoro di raccolta pubblicitaria risulta essere il chiodo fisso in primis per gli editori, che ambiscono ad un guadagno in grado di soddisfare l’intero organigramma.

A tal proposito, negli ultimi giorni si è svolto un incontro in cui si è deciso di limitare tale raccolta fino al 2020, in particolare dall’emittente di Mario Volanti, Radio Italia, gestita dalla concessionaria Mediamond, di proprietà Mediaset, dove sono inclusi altri importanti network dell’etere nazionale, quali Radio 105, Rmc, Virgin, R101, Radio Subasio, Kiss Kiss, Radio Norba.

A rendere noto tale provvedimento, “Il Sole 24 ore”, secondo il quale tale azione “commerciale” porterebbe l’Antitrust a dare avvio all’acquisizione da parte di Mediaset del Gruppo Finelco, come già preannunciato nei mesi scorsi, con il conseguente abbandono di alcune radio presenti nel proprio “bouquet”, vedi Radio Kiss Kiss, seppur la scadenza del contratto per quest’ultima è prevista per la  fine del 2017.

Insomma, pare siano diversi i cambiamenti in termini di raccolta pubblicitaria per l’azienda di Cologno Monzese che negli ultimi anni ha avuto il monopolio in tal senso, senza dimenticare il “piccolo schermo” che, sempre secondo il quotidiano economico, avrebbe provocato una sovrapposizione, la cui percentuale si aggirerebbe intorno all’82%.

Insomma, staremo a vedere cosa succederà e in che termini influirà tale decisione ai fini dell’acquisizione di pubblicità da parte delle varie radio, di contro scopriremo la reazione dei proprietari e le nuove strategie di pianificazione, che devono fare i conti con una concorrenza sempre più spietata.

Articolo a cura di Maurizio Schettino

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