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Agcom rivoluziona la misurazione delle audience digitali

Agcom rivoluziona la misurazione delle audience digitali

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato una nuova direttiva che introduce uno standard unico per la misurazione delle audience digitali, con l’obiettivo di rendere i dati più trasparenti, comparabili e affidabili.

Il provvedimento, approvato il 25 marzo 2026, rappresenta un passaggio chiave per l’intero settore dei media e della pubblicità. All’istruttoria ha partecipato anche Confindustria Radio Televisioni, contribuendo al confronto tra broadcaster, piattaforme digitali e operatori del mercato.

Audicom al centro del nuovo sistema

Elemento centrale della riforma è il ruolo di Audicom, il joint industry committee nato dalla fusione tra Audiweb e Audipress, che diventerà il soggetto di riferimento per la rilevazione delle audience digitali.

L’obiettivo è creare un sistema basato su criteri condivisi e verificabili, in grado di superare le attuali criticità legate alla frammentazione dei dati e alla mancanza di standard comuni.

Dati certificati e fine dell’autocertificazione

Uno dei punti chiave riguarda il superamento dell’autocertificazione da parte delle piattaforme digitali.

Finora, infatti, gran parte dei dati sugli ascolti online veniva fornita direttamente dagli operatori, senza un sistema di controllo indipendente.

La nuova direttiva introduce invece:

  • verifiche esterne sui dati
  • audit indipendenti
  • criteri uniformi di misurazione

Un passaggio fondamentale per garantire maggiore affidabilità in un mercato pubblicitario sempre più guidato dalle metriche digitali.

SDK unico e apertura agli OTT

Dal punto di vista tecnico, Agcom individua nello SDK unico – già adottato dai broadcaster – lo standard preferibile per la rilevazione delle audience.

Allo stesso tempo, viene lasciata apertura anche alle soluzioni server-to-server utilizzate dagli OTT, purché rispettino requisiti stringenti in termini di tracciabilità, controllo e certificazione del dato.

Una scelta che punta a trovare un equilibrio tra esigenze industriali e trasparenza del sistema.

Un “Auditel del digitale”

Secondo il presidente Agcom Giacomo Lasorella, il nuovo sistema si avvicina a un vero e proprio “Auditel della rete”, capace di incidere direttamente su tre elementi chiave:

  • valore del mercato pubblicitario
  • valore dei contenuti
  • pricing delle campagne

L’obiettivo è allineare le regole tra media tradizionali e piattaforme digitali, riducendo il divario competitivo esistente.

Impatti per radio e mercato audio

Per il mondo radiofonico, la direttiva rappresenta un passaggio particolarmente rilevante.

In un contesto sempre più ibrido tra broadcasting e digitale, la disponibilità di dati certificati e comparabili diventa fondamentale per valorizzare:

  • l’ascolto in streaming
  • i contenuti podcast
  • le piattaforme digitali delle emittenti

Un sistema più trasparente può contribuire a rafforzare il ruolo della radio anche nel mercato pubblicitario digitale.

Verso uno standard europeo

La nuova impostazione, come sottolineato da Agcom, si inserisce nel quadro dell’European Media Freedom Act e punta a diventare un riferimento anche per altri Paesi.

Audicom avrà ora il compito di adeguare governance e struttura, includendo anche le grandi piattaforme digitali nel sistema di rilevazione.

Un mercato più equilibrato e trasparente

La direttiva segna quindi un passo decisivo verso un mercato più equilibrato, in cui tutti gli operatori – broadcaster, OTT e piattaforme – saranno soggetti a regole comuni.

Un cambiamento che, come evidenziato anche dal contributo di Confindustria Radio Televisioni, punta a rendere il sistema più solido e credibile, in un momento in cui la misurazione delle audience è sempre più centrale per il futuro dei media.

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