China Fm: la radio che parla solo mandarino

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China Fm: la radio che parla solo mandarino

Avete mai sentito parlare di Mandopop?

Se siete curiosi e vi trovate nei pressi di Milano o Firenze, vi basta accendere la radio e sintonizzarvi sulla frequenza 92.4, nel caso del capoluogo lombardo, o 107.9 in caso di quello toscano. Perché da qualche settimana a questa parte, sulla modulazione fiorentina e milanese di Radio Cuore, passano ormai le inconfondibili voci di China Fm, l’emittente che parla esclusivamente in mandarino. Mentre Radio Cuore potete continuare ad ascoltarla sui 90.4 a Firenze e sui 101.7 a Milano.

Canzoni, notiziari, pubblicità, gingle… su China Fm si parla solo mandarino, per un vero e proprio viaggio nella Repubblica Popolare. Tra rock, rap e mandopop, ovvero il pop cinese. Così le città di Firenze e Milano si fanno protagoniste di un record, con la loro prima radio monolingua straniera in Fm, per l’appunto in mandarino. Emittente che, come apprendiamo da www.lanazione.it, porta la firma di Radio We One, gemella della superstation italo-cinese Radio We, con diffusione dal 2015 su larga parte delle infrastrutture toscane e lombarde del network Radio Classica, proprietà di Class Editori.

Ed è una crescita rilevante, quella che nell’ultimo periodo ha interessato l’editore della già citata Radio We (Italia International Radio & Media), che ha infatti acquisito la concessione per la radiodiffusione con tanto di impianto Fm nelle regioni Lombardia e Toscana. Società che fa a sua volta capo al colosso asiatico Hmi, che ha tra le mani varie frequenze radio in giro per il globo. E il risultato, è che ora Firenze e Milano hanno la loro  prima radio Fm che parla esclusivamente in mandarino, a due anni di distanza dalla nascita di radioitaliacina.com, la web radio sempre in lingua cinese nata a Prato nel 2016.

Ad oggi, nel capoluogo toscano, si stima risiedano ad esempio quasi 7 mila cinesi, che sarebbero quindi i potenziali ascoltatori di China Fm a Firenze, dato che dai microfoni della radio pare non esca nemmeno una parola in italiano o in inglese. Ma i dettagli su questo e altro verranno decisi a Milano nei prossimi mesi.

Articolo a cura di Vittoria Marchi