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Curiosità Radiofoniche: essere famosi facilita l’assunzione?

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E’ sempre un dispiacere prenderne atto, in alcuni casi a dover subire una decisione del genere è chi magari, pur impegnandosi costantemente nella conduzione, non riesce a raggiungere i risultati sperati e tanto ambiti dall’editore.

Una situazione questa che potrebbe spingere la direzione a prendere provvedimenti investendo su qualche “personaggio” in grado di garantire l’audience. Insomma, tutto è relazionato all’analisi dei dati d’ascolto, quei quarti d’ora che vanno a decretare l’efficacia di un format rispetto alle esigenze del pubblico, proteso all’ascolto di un’approfondita informazione o votato al puro intrattenimento.

Diversi sono i casi di speaker che dopo anni di lavoro sono stati costretti ad abbandonare cuffie e microfono, per motivi variegati, dipesi da una situazione finanziaria interessata dall’emittente o proprio dalla volontà di chi è alla guida di voler fare “piazza pulita” per dare voce a nuove figure che possano risollevare il picco d’ascolti.

Prima di giungere a una decisione drastica, i primi sintomi, sinonimo di un preludio, si avvertono quando lo speaker viene collocato in una fascia oraria a lui particolarmente estranea, magari proprio quella non influente ai fini del rilevamento dati. Un modo per continuare ad assicurarsi una presenza utile, anche se in maniera limitata, nello stesso tempo dando spazio a nuove figure prese dal “piccolo schermo”.

Ma a questo punto si potrebbe notare una differenza netta rispetto a chi precedentemente ricopriva quell’appuntamento della giornata ed ora relegato ai margini, forse notturni o nel fine settimana, di un palinsesto.

Una differenza in termini proprio di conduzione ed approccio al mezzo, con una tecnica ben lontana probabilmente da quella ben acquisita da chi ha sempre avuto la possibilità di trasmettere in FM. In questi casi non sono solo gli addetti ai lavori ad accorgersi del divario di professionalità, ma gli stessi ascoltatori che all’improvviso vedono sostituire il proprio beniamino radiofonico con una figura ben distante dai canoni d’intrattenimento a cui si è abituati.

In ogni caso, chi è soggetto a licenziamenti per qualsivoglia motivo, forte della passione per il media non arresta facilmente la sua voglia di continuare a condurre, indipendentemente dall’emittente in cui ha la possibilità di essere “on air”.

Insomma, non si trasmette per la gloria ma per la gioia di comunicare ed intrattenere.

Se foste Direttori di una Radio che decisione prendereste? Meglio uno bravo Speaker o qualcuno che alza l’audience per la sua popolarità?

Articolo a cura di Maurizio Schettino.

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