HomeMagazineIntervisteVittoria Marletta: ho registrato la mia prima demo a 13 anni

Vittoria Marletta: ho registrato la mia prima demo a 13 anni

Vittoria Marletta: ho registrato la mia prima demo a 13 anni

Da Radio Zammù a RGS passando per l’RDS Academy, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Vittoria Marletta, speaker con una grande passione per la radio.

Ecco la sua intervista!

Come nasce la tua passione per la radio? 

“Uhmm.. non mi ricordo perché è nata con me – ha iniziato Vittoria – Se vuoi posso raccontarti l’aneddoto buffo, come tutto ciò che accade nella mia vita, in cui ho realizzato di viverla come un bisogno. Ero piccina, avrò avuto tredici anni, e senza neanche capire bene perché, ho deciso di registrare la mia prima demo. Sai come fanno i bambini? Che utilizzano qualsiasi oggetto come vogliono loro? Ecco, così io ho fatto: ho oscurato, pensa, la webcam del pc, attivando una registrazione video (sì, non audio, perché non conoscevo ancora bene i programmi, ma mi serviva registrare comunque solo la voce) e mi sono collegata con YouTube,usandolo come fosse un mixer dei tempi moderni. Per lanciare la canzone a tempo, alzavo e abbassavo il volume quando serviva, studiando prima la durata delle intro e outro. Cosa fa fare l’istinto, eh?”

Ricordi la tua prima volta on air?

“Certo, ottobre del 2013. La prima volta che ho alzato il cursore del microfono ho riso, senza pronunciare una sola parola. Me ne sono stata lì a 32 denti. Poi ho riordinato tutte le idee che mi erano venute in mente e via: sono andata on air, come fosse la cosa più naturale del mondo. Chi mi conosce sa che intrattenere e raccontare storie mi rende magicamente migliore. A distanza di tempo da quella prima volta, ogni sera dalle 21 a mezzanotte e la domenica mattina dalle 9 alle 12 su Rgs, la radio del Giornale di Sicilia, provo ancora la medesima emozione.”

Hai lavorato a Radio Zammù: qual è il ricordo più bello che ti porti dentro?

“Radio Zammù è casa – confessa Vittoria Marletta – Ci sono mille ricordi che porto con me. Ma principalmente le persone da cui e insieme a cui mi sono innamorata di questo mestiere straordinario. Il direttore dell’Ufficio stampa UNICT Mariano Campo, che mi ha instradata nel mondo del giornalismo e i miei amici, che fanno tutti ancora parte della mia vita da quasi 10 anni. Ho vissuto con grande piacere il FRU – Festival delle radio universitarie di Novara. Quella volta guadagnai il podio del primo concorso in cui ho partecipato, ma soprattutto ho incontrato un sacco di professionisti della radio. Non mi bastava il tempo per intervistarli tutti, così li inseguivo anche la sera in hotel. Non potevo perdermi neanche una suggestione, un consiglio. Sono convinta che è ascoltando che si cresce, anche con una banale conversazione davanti a un caffè.”

Come ti ha cambiata l’esperienza all’RDS Academy?

“Tanto. L’academy rientra, senza dubbio, nella top 3 delle esperienze più belle della mia vita, ma ricordo di averla vissuta con un mood un po’ “particolare”. Sono tanto felice di essere arrivata a Roma, come sempre, da sola con le mie gambe, confrontandomi con altri 2000 giovani. Penso di avere imparato principalmente a livello personale. Sono convinta, infatti, che la formazione radiofonica derivi da ore trascorse davanti al mixer e al microfono. Quando passi il tempo a farti auto regia, la redazione autonomamente e soprattutto quando ti riascolti. Ma al tempo stesso penso che la radio la fanno le persone con la loro personalità, quelle che hanno una bella tempra e la giusta maturità che si acquisisce nel tempo… ecco perché sono contenta di essere cresciuta un po’ anche lì. Ma poi come dimenticare le risate coi miei colleghi Davide, Giovanni, Erica, Rino, Filippo… ho ancora i video: reperti indimenticabili!”

Quale differenza principale hai notato durante l’academy rispetto al lavorare in una piccola radio?

“Fare la radio, per come la intendo io, è uguale ovunque. Sono molto felice di avere lavorato per emittenti locali e adesso di essere approdata nella più importante radio regionale a livello siciliano, Rgs. Amo pensare che quando sono davanti al microfono sto investendo il mio tempo per chi mi vuole dedicare il suo. Tutti diversi. Ognuno con le proprie storie. Che fare radio rimanga sempre un modo per offrire un servizio a chi è sintonizzato: sia uno solo o milioni.”

Una cosa che rifaresti e una che non rifaresti durante il tuo percorso in radio?

“Sono sincera, rifarei tutto – ha confessato Vittoria Marletta – Anche il lancio del titolo di una canzone al posto di un’altra. Solo così si impara e le brutte figure, soprattutto quelle con la voce, temprano molto di più di una sgridata. GARANTITO!”

Quante ore passi al giorno in radio e come prepari le tue dirette?

“Passo tantissime ore a preparare la diretta, perché porto on air ogni spunto che traggo dalla mia quotidianità o da ogni cosa che leggo. Quindi in radio sto quattro orette per puntata, ma con la testa sono sempre lì. Faccio una radio di flusso e quindi non è sempre semplice conciliare la voglia di condividere e di parlare con il clock “stretto” a volte. Il punto di incontro l’ho trovato quando ho riscoperto il piacere di prendermi cura di chi mi ascolta, anche con una sola parola ben assestata all’orario giusto!”

Il tuo sogno nel cassetto?

“Uno solo? Stai parlando con una persona super ambiziosa che si concentra solo su quello che può ancora ottenere, non sui traguardi – ha rivelato Vittoria Marletta – C’è da dire che le mie esperienze degli ultimi quattro anni mi hanno portata a lavorare sia nel front-end degli eventi, sia nella back-end. Mi piace presentarli, organizzarli, fare interviste, occuparmi della loro diffusione a mezzo stampa e sui social. Se puoi devo proprio essere sincera, non posso nascondere che arrivare ad un network sarebbe la ciliegina sulla torta, in una carriera che mi costruisco ogni giorno con tanto entusiasmo, sfidando le difficoltà legate alla territorialità siciliana. Radio Italia mi ha sempre affascinata molto. Stimo Mario Volanti, siciliano come me, un uomo d’altri tempi e Marco Pontini per il suo amore per la radio. Gianluca Di Girolamo è una persona che ho avuto l’onore di conoscere più di un anno fa, custodisco sempre gelosamente i suoi consigli, nel mondo radiofonico ci sono poche persone di alto livello come lui.Mi piacerebbe molto lavorare con Matteo Di Palma, penso che una co-conduzione con lui sarebbe super stimolante.”

Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi al mondo della radio?

“Ascoltare moltissimo gli altri che fanno la radio – ha detto Vittoria Marletta – Non solo se stessi e i grandi nomi. Perché è anche da quello che non ti piace che puoi imparare a fare meglio. Per me non è necessario essere per forza “divertenti” o fare ridere davanti al microfono. Col tempo ho capito che ognuno può trovare il proprio stile, cercando di essere coerente con chi è nella realtà, altrimenti cade tutto. Però una cosa banale la voglio dire e cioè di provare a tenere sempre la bocca sorridente e guardare il microfono come fosse il volto di una personalmentre si parla: il suono che viene fuori è tutta un’altra storia. Provate!”

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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