HomeMagazineIntervisteMax Viggiani di RTL 102.5 si racconta su Radiospeaker.it

Max Viggiani di RTL 102.5 si racconta su Radiospeaker.it

Max Viggiani si racconta ai nostri microfoni.

Max Viggiani di RTL 102.5 si racconta su Radiospeaker.it

Una redazione particolarmente corposa, quella della prima radio d’Italia, RTL 102.5. Ed è proprio curiosando tra le varie personalità che compongono la testata giornalistica dell’emittente di Lorenzo Suraci, che Radiospeaker.it incontra Max Viggiani.

Una grande esperienza alle spalle, presso la radio dei “very normal people”, alla guida di programmi d’informazione, come “Non Stop News”.

Tuttora presente nei giornali orario, Max Viggiani, nel corso della sua carriera giornalistica in radio, ha intervistato esponenti del mondo politico, dello sport e della cultura.

Gli stessi che menziona nell’intervista che ci ha rilasciato, dove non mancano interessanti spunti di riflessione sul percorso da intraprendere nel settore dell’informazione radiofonica.

Ecco le parole di Max Viggiani!
In un periodo in cui l’attuale emergenza sanitaria ha contraddistinto buona parte delle cronache giornaliere, come hai vissuto tale situazione dal punto vista professionale in radio?

Una full immersion durata più di un anno. Dare notizie in successione, spesso contrastanti. All’inizio, anche noi abbiamo fatto fatica a capire cosa stesse accadendo, considerando la novità di tale virus. Dopo tanti mesi e vittime, a qualcosa si è arrivati. Si spera che il vaccino possa essere una prima soluzione. Professionalmente, è stato un incubo, forse anche più di quello personale. Seguendo lo sviluppo delle varie notizie e i fatti delle persone in terapia intensiva, non è stato semplice. Spero che mai più dovremmo assistere a scene del genere.

Considerando il tuo lavoro giornalistico ad ampio raggio, quanto è importante la gestione di una diretta radiofonica? In particolare, riferendoci a fatti che potrebbero capitare casualmente mentre si è in onda?

La gestione di una diretta è fondamentale. Bisogna essere in grado di raccontare una vicenda che sta andando in onda in quel momento, imprevista. Mi viene in mente l’11 settembre del 2001, eravamo in diretta e capitò ciò che tutti sappiamo. Riuscire a raccontare i fatti, in tali circostanze, spesso contrastanti. Ci vuole equilibrio, senza creare allarmismo, panico, che le persone possono provare nel sentire una diretta. L’esperienza, insieme alla passione, fa la differenza. All’inizio, magari sbagliando. Anzi, spesso contano, in misura maggiore, gli errori che si commettono. Perché l’errore ti da un valore in più che nella prossima occasione ti permetterà di non rifarlo.”

A proposito della passione a cui facevi riferimento, in radio, considerando la tempistica stretta, anche un giornalista deve necessariamente adeguarsi, giusto?

Si, questo è vero. La passione è fondamentale. Questo lavoro l’ho voluto a tutti i costi. Ho iniziato alla fine degli anni “80 quando non era considerato un impiego retribuito a tutti gli effetti. Ma ora posso dire, a distanza di anni, di fare il lavoro che mi permette anche di vivere. Oggi è più complicato, la radio è diversa, c’è meno possibilità di fare “palestra”. In passato, il passaggio da una radio locale a una nazionale era sinonimo di un premio da doversi guadagnare. C’era tantissima concorrenza. Il bello di passare ad una radio nazionale è dato dalla consapevolezza di essere ascoltato da tantissime persone e pertanto, non bisogna deluderle.”

Nel corso della tua carriera giornalistica, c’è stato un messaggio di qualche ascoltatore che ti ha colpito particolarmente, in riferimento ad una notizia da te analizzata?

Nel ricevere tanti messaggi ed e-mail, l’aspetto che maggiormente mi ha fatto piacere è stato il ricordo, da parte di molti, del periodo in cui conducevo “Non Stop News”, il programma d’informazione del mattino di RTL 102.5, in onda tra le 6,00 e le 9,00. Qualche messaggio è stato caratterizzato dall’apprezzamento per un’intervista andata bene con personalità del mondo politico, come Matteo Renzi o dello sport, come Maradona o ancora, dello spettacolo, come Gianni Morandi.

Cosa ti aspetti dal 2021?

Me lo auguro con la salute e con tantissimo lavoro. Spero sia un anno soddisfacente dal punto di vista lavorativo. Mi auguro che la gente trovi serenità, in termini sociali ed economici. Il 2020 è stato un anno difficilissimo per tutti.

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?

Siete professionali e ci mettete passione. Due presupposti fondamentali per fare informazione. Sono convinto che il web sia la strada che ci porterà ad essere informati in futuro. Vi auguro di poter crescere tanto, con molteplici contatti che apprezzino il vostro lavoro. Buon 2021, ricco di soddisfazioni!

Maurizio Schettino

Maurizio Schettino

Maurizio Schettino è speaker radiofonico, redattore giornalistico per testate e blog regionali e nazionali, ideatore organizzatore e presentatore di eventi, manifestazioni e/o concerti per enti pubblici e privati, con famose personalità del mondo dello spettacolo. Leggi i miei articoli

Articoli popolari

Cavallone e Sara fuori da R101: ecco perché!

Cavallone e Sara fuori da R101: ecco perché!

Intervista ad Armando Traverso e DJ di Rai Radio Kids

Intervista ad Armando Traverso e DJ di Rai…

Articoli recenti

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle novità del Settore Radiofonico.