Radio in auto, FM e DAB+ al centro del confronto europeo
La presenza della radio FM e DAB+ sulle nuove automobili sta diventando una questione europea. Emittenti, associazioni di settore e diversi governi chiedono che la radio terrestre rimanga disponibile gratuitamente e facilmente accessibile anche sui veicoli di nuova generazione, senza dipendere necessariamente da app, connessione dati o piattaforme digitali.
A fare il punto è Confindustria Radio Televisioni, che nella propria newsletter ricostruisce il confronto in corso in vista del Digital Networks Act (DNA), la proposta della Commissione europea destinata a sostituire l’attuale Codice europeo delle comunicazioni elettroniche.
Radio in auto: perché FM e DAB+ rischiano di perdere spazio
Il nodo riguarda soprattutto l’evoluzione dei sistemi di infotainment.
I cruscotti delle nuove automobili assomigliano sempre di più a vere piattaforme digitali, nelle quali radio, streaming musicale, podcast e altri servizi audio convivono all’interno della stessa interfaccia.
L’attuale normativa europea stabilisce che, quando un’autoradio è installata su una nuova automobile, questa debba essere in grado di ricevere anche la radio digitale terrestre. Non viene però stabilito esplicitamente l’obbligo di installare il ricevitore.
È proprio su questo punto che il settore chiede un intervento: garantire che FM e DAB+ continuino a essere presenti sulle nuove vetture e che per ascoltare la radio non sia necessario utilizzare una connessione internet o passare attraverso servizi intermediari.
In Francia si chiede un accesso diretto alla radio
Il confronto è particolarmente avanzato in Francia.
Il 21 settembre Radio France, Alliance de la Radio e Les Locales hanno rivolto un appello al Governo chiedendo che tutti i nuovi veicoli, compresi quelli commerciali, continuino a essere dotati di ricevitori FM e DAB+.
Ma la presenza tecnica del ricevitore non è l’unico tema.
Le organizzazioni chiedono anche che la radio rimanga immediatamente raggiungibile dal conducente, attraverso un tasto dedicato oppure direttamente dalla schermata principale del sistema multimediale.
Tra gli argomenti portati a sostegno della richiesta c’è anche il ruolo della radio nelle emergenze. La trasmissione terrestre può infatti continuare a diffondere informazioni anche quando le reti mobili o altre infrastrutture di comunicazione presentano problemi.
Anche il Belgio porta la radio in auto al tavolo europeo
Una posizione analoga è stata assunta dal Belgio, dove il 22 luglio i ministri competenti delle tre Comunità linguistiche hanno sottoscritto una posizione comune.
Anche in questo caso la richiesta è quella di preservare un accesso diretto e gratuito alla radio in automobile, senza obbligare l’ascoltatore a utilizzare applicazioni, sottoscrivere abbonamenti o consumare traffico dati.
Il Belgio punta ora a portare il tema direttamente nel confronto europeo sul Digital Networks Act.
EBU, AER e WorldDAB chiedono garanzie per la radio
La richiesta è sostenuta anche dalle principali organizzazioni europee del settore.
L’EBU – European Broadcasting Union chiede che la radio terrestre, analogica e digitale, rimanga direttamente accessibile nelle automobili senza intermediari capaci di condizionare l’accesso ai contenuti.
Anche l’AER – Association of European Radios, di cui fa parte CRTV, sostiene la necessità di garantire ricevitori radio sulle diverse categorie di veicoli e di mantenere gratuito l’ascolto.
WorldDAB e Broadcast Networks Europe chiedono a loro volta un quadro normativo europeo che protegga la presenza della radio broadcast nelle automobili del futuro.
Il tema è arrivato anche al Parlamento europeo, dove a settembre si è tenuto un incontro dedicato proprio al ruolo della radio nel Digital Networks Act.
L’Italia ha già avviato il percorso su FM e DAB+
In questo scenario, l’Italia viene indicata da Confindustria Radio Televisioni come uno dei Paesi che si sono mossi in anticipo.
Nel recepimento del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, il nostro Paese ha esteso gli obblighi anche ai veicoli commerciali, prevedendo la ricezione FM e DAB+.
Nel febbraio 2026 CRTV ha inoltre promosso la campagna #RadioInAuto, affiancando successivamente il MIMIT nella procedura europea di notifica.
A maggio è arrivato il nulla osta comunitario alla norma italiana destinata a rendere obbligatoria la presenza dei ricevitori FM e DAB+ sugli autoveicoli. Il percorso dovrà ora essere completato con l’adozione definitiva della normativa nazionale.
Parallelamente, il settore punta a portare lo stesso principio nel Digital Networks Act, arrivando così a una disciplina condivisa a livello europeo.
Negli Stati Uniti il confronto riguarda la radio AM
Un dibattito simile è in corso anche negli Stati Uniti.
Il 16 settembre la Camera dei Rappresentanti ha approvato l’AM Radio for Every Vehicle Act, provvedimento che punta a mantenere la ricezione AM sui nuovi veicoli, compresi quelli elettrici, senza costi aggiuntivi per gli acquirenti.
Il testo dovrà ora passare al Senato.
Anche negli Stati Uniti uno degli argomenti principali riguarda la funzione della radio come infrastruttura di comunicazione nelle emergenze e all’interno del sistema pubblico di allerta.
Il futuro della radio passa anche dal cruscotto
La discussione europea non riguarda quindi soltanto quale tecnologia utilizzare per ascoltare la radio.
Con la trasformazione dell’automobile in un ambiente sempre più connesso, la questione diventa anche chi controlla l’accesso ai contenuti audio e quanto sia facile trovare una stazione radio sul display dell’auto.
Confindustria Radio Televisioni richiama, oltre alla resilienza delle reti broadcast nelle emergenze, temi come gratuità dell’ascolto, pluralismo, informazione locale e privacy.
Per FM e DAB+ la sfida sarà quindi mantenere nel cruscotto digitale quella semplicità che ha sempre caratterizzato l’ascolto in automobile: accendere la radio e scegliere una stazione senza dover necessariamente passare attraverso app, account o connessione internet.