Svizzera: la radio è il media più ascoltato

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Svizzera: la radio è il media più ascoltato

Un dato particolarmente rilevante, quello riguardante il successo dell’emittenza radiofonica svizzera, che si attesta come il media più ascoltato. A dimostrarlo i dati pubblicati dal panel radiofonico del software Mediapulse, secondo cui, nel secondo semestre del 2017, 5,9 milioni di persone godono della fruizione della radio, secondo una fascia d’età che va dai 15 anni in poi. Un’analisi che trova un riscontro maggiormente favorevole nella Svizzera italiana, con il dato dell’87%.

In particolare, dalla medesima statistica, nella Svizzera tedesca e nella Svizzera italiana, gli ascoltatori, restano sintonizzati circa 2 ore.

Un risultato, questo, che fa riflettere, in modo particolare, sul tipo di programmazione offerta dalle società di produzione, come SRG SSR o la Radiotelevisione svizzera ( RSI).

A tal proposito, le emittenti che appartengono alla SRG SSR detengono il primato nelle varie regioni linguistiche, in particolare nella Svizzera italiana con il 74%, nelle altre due con il 64% della quota di mercato.

Dinanzi a tale scenario, permane la difficoltà delle radio straniere di farsi largo in questa concorrenza che, anche secondo diversi addetti ai lavori, è il risultato di un lavoro distante da quello prodotto in altri contesti della radiofonia. La differenza traspare nella programmazione offerta che, tra l’altro, spinge molti ascoltatori italiani a tendere l’orecchio verso un palinsesto estero che sembra soddisfare i propri gusti musicali.

In alcuni casi, proprio tra coloro che vivono l’intricato sistema della radiofonia, vi è solitamente una discussione ed un’attenta analisi su ciò che avviene altrove e i commenti si sprecano relativamente alla gestione e alle abitudini di altri ascoltatori, probabilmente, più legati all’FM.

A confermarlo questi dati svizzeri? Forse.

Molti italiani auspicano ad un cambiamento, altri invece restano nostalgici dinanzi all’avvento delle nuove tecnologie e della contaminazione radio/tv.

Cosa succederà in futuro? Staremo a vedere!

Articolo a cura di Maurizio Schettino