David Guetta e il suo arrivederci alla Radio

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David Guetta e il suo arrivederci alla Radio

Era il primo settembre 1979, mi ero appena diplomato, non avevo, come si dice, ne’ arte ne’ parte, solo una gran voglia di fare il giornalista e partiva l’avventura. Se non ci fosse stata Radio Blu non so come sarebbe andata a finire, quasi sicuramente avrei avuto una vita molto più “normale”. In questi 35 anni di avventura bellissima ed indimenticabile non ho mai pensato di essere qualcuno e ancora oggi mi sorprendo se qualcuno vuole fare una foto con me o mi chiede un autografo. La mia idea è sempre stata quella di entrare nelle case e nelle auto delle persone e proprio per questo ci vuole garbo, educazione, sensibilità: pur avendo commesso diversi errori, spero di essere stato all’altezza di ciò che chiedevano le persone che ascoltavano. Radio Blu è stata la mia vita fuori dalla mia famiglia, le ho dato e mi ha dato tutto, per tanto tempo l’ho chiamata “la mia bambina”, poi ho smesso perché è talmente cresciuta che mi sembrava riduttivo. Il prossimo 30 giugno si chiude una storia bellissima ed il primo luglio ne comincerà un’altra, sempre col Pentasport e i suoi “figli”, oltre che con “Viola nel cuore”. Triste? Direi più emozionato, sapevo da mesi che sarebbe arrivato il momento dell’annuncio, poi saranno le 20 dell’ultimo giorno di giugno e si chiuderà il sipario.” (Una bellissima storia d’amore- blog di David Guetta)

Pur non essendo una grande sportiva, ammetto che raccontare qualcosa della Fiorentina mi fa dolcemente sorridere. Per curiosità ho sbirciato la sua storia e ne sono rimasta incantata. Premetto che sono neutrale e non ho una fede calcistica particolare, ma amo l’Italia e mi fa simpatia il tifoso italiano che lotta e suda per la sua squadra del cuore.

Dalla storia dei Viola si scopre la memoria di un intero popolo sportivo e devo dire che lo stile fiorentino mi piace parecchio: Le iniziative “Viola Fair”, il “Terzo Tempo” e il “Cartellino Viola” ci permettono di apprezzare valori comuni come la correttezza in campo e fuori campo. Una scelta di fondo che sottolinea quanto un buon spirito di gruppo si alimenti non solo di fede calcistica, talento e trofei da incorniciare ma anche di qualità umane come lealtà e solidarietà.

Virtù sociali che spiccano anche nelle ultime scelte manageriali che hanno portato alla creazione nel 2008 della Fondazione Fiorentina Onlus in  difesa dei diritti delle realtà sociali più bisognose , seguita nel 2010 dalla sponsorizzazione solidale a favore di Save The Children, la più grande organizzazione internazionale indipendente per la difesa dei diritti dei bambini. Per non parlare delle tante iniziative riportate dal club di Firenze tra cui rileva la costituzione nel 2012 della Foundation for Sports History Museums, organizzazione nata per diventare  un vero polo culturale calcistico fiorentino.   Una squadra che dimostra nei fatti che il calcio non è solo un pallone e una rete, ma una realtà sociale ben strutturata. Poeticamente mi piace guardare allo sport e al calcio in particolare da quest’ottica socio-solidale.  A parte i principi di fondo, perché parlare della Fiorentina?

Perché è impossibile inquadrare il giornalista David Guetta senza notare la squadra ViolaE’ il mio atteggiamento mentale consueto: prendo una botta, magari pure di quelle tremende che ti fanno boccheggiare per settimane o mesi, ma poi riparto, provo a ripartire, combatto, ce la metto tutta. Ecco, bisognerebbe fare così anche con il calcio e la Fiorentina: piovono rigori e favori vari a Napoli, Roma, tra un po’ sicuramente anche a Milano? Noi ce ne freghiamo e non andiamo a vedere cosa c’è nel piatto degli altri (e qui chiunque abbia almeno due figli mi capisce benissimo).Basta arrabbiarsi, non serve a niente, meglio concentrare le nostre forze solo sulla Fiorentina, sfruttando magari la nostra grande arma dell’ironia, che davvero non ha confronti in Italia

Le radio e in particolare le redazioni giornalistiche si occupano di Calcio giocato e guardando alla Fiorentina rientrano nella lista: Radio Blu Toscana e Radio Sportiva. La prima votata alla fede del club Viola, la seconda rivolta all’intero stivale si occupa di sport  senza sconti, cantando tutte le realtà calcistiche e sportive italiane. Due emittenti diverse nello stile eppure vicine nella direzione grazie all’attenta guida del giornalista David Guetta, direttore di entrambe le testate radiofoniche. Una direzione appassionata e leale che, tra poco, resterà solo un dolce ricordo, ma siamo certi che la storia farà memoria del talento e dell’intuito di Guetta.

Qualche giorno fa è stato annunciato anche attraverso il suo blog della sua dipartita, infatti Radio Blu e Radio Sportiva perderanno la loro guida a breve: il 31 gennaio David Guetta lascerà l’incarico di direttore di Radio Sportiva, che ricopre fin dal 2010, mentre il 30 giugno ci sarà l’epilogo della sua storia professionale con Radio Blu, dopo oltre 35 anni di lavoro.

La sua vicenda non segna tuttavia un addio, ma solo un arrivederci. Guetta cambia casato, ma resta in carica, diventando secondo voci autorevoli direttore di Radio Bruno. La notizia è stata accompagnata da un suo comunicato ufficiale “Auguro alle due radio da me dirette con grande entusiasmo in tutte queste stagioni di continuare a raccogliere le soddisfazioni avute in anni così difficili per l’editoria nazionale e locale

A questo punto i fedelissimi sono avvisati, il calcio radiofonico non perde nessuna stella, c’è solo una diversa formazione di forze in gioco, ma il tessuto strutturale siamo convinti che non perderà in elasticità e lungimiranza.

 

Articolo a cura di Nicoletta Zampano