Ipsos lancia MediaCell, metodo per la rilevazione dei dati di ascolto in radio

Interviste

Ipsos lancia MediaCell, metodo per la rilevazione dei dati di ascolto in radio

Oggi ho avuto il piacere di intervistare Gian Menotti Conti, Director di Ipsos MediaCT, per parlare della conferenza stampa tenutasi a Milano, in merito a quello che si propone di essere il nuovo strumento di rilevazione dei dati di ascolto in ambito radiofonico: Mediacell.

Come è andata la conferenza di questa mattina e quale è stato l’obiettivo di questo evento?
La conferenza è andata molto bene, c’è stata una buona partecipazione e adesso vedremo gli esiti di quanto è stato detto. Oggi abbiamo presentato il nostro strumento “Mediacell”, che potremmo definire un “meter senza meter”, perché opera attraverso un software che viene inserito nei cellulari delle persone e si candida a diventare lo strumento di rilevazione degli ascolti radiofonici in Italia. L’obiettivo era presentare il prodotto ad un primo gruppo di sponsor, per potere poi, incominciando dalle prossime settimane, lanciare una prima misurazione in Italia. Riteniamo che questo possa diventare uno strumento importante se, in futuro, tutte le componenti del mercato si dovranno mettere d’accordo per avere una struttura metodologica unitaria per la rilevazione degli ascolti.

Ho letto che questo è un metodo in realtà già utilizzato nel Regno Unito…
In questo momento stiamo testando, per conto dell’equivalente dell’Audiradio nel Regno Unito (in particolare a Londra), su un campione di un paio di centinaia di persone, il funzionamento di questa applicazione sui loro telefonini. Si tratta di persone normali, reperite in termini rappresentativi. Abbiamo semplicemente inserito l’applicazione nei loro Smartphone se lo gradivano oppure, se non avevano lo Smartphone, lo abbiamo offerto loro.

L’applicazione può dunque funzionare solo su uno Smartphone al momento o ci sarà modo di farla funzionare anche con altri dispositivi?
Il nostro strumento richiede il possesso di uno Smartphone, ma nelle nostre indagini non vengono coinvolte solamente persone che già lo hanno, sebbene al momento, in Italia, stimiamo che circa il 40/45% della popolazione sia già munito di questo tipo di cellulare. Molti non lo sanno, perché pur essendo “tecnofili” usano funzioni molto basilari del telefono, però in realtà solo il 55% delle persone non lo possiede e a questi individui noi sostituiamo l’apparecchio, dando in omaggio uno Smartphone, così da poter compiere le rilevazioni.

In futuro ci sarà un modo per rilevare gli ascolti con questo metodo da tutti i cellulari (siano essi Smartphone o meno)?
Bisognerà sempre installare sul proprio apparecchio una applicazione (scaricabile da Internet o installabile tramite sms) e in futuro si potrà avere un coinvolgimento di un ampio numero di persone in queste rilevazioni, probabilmente saltando anche la fase di sostituzione del vecchio cellulare con un nuovo apparecchio, in quanto è ipotizzabile che nel giro di poco tempo (come ognuno di noi può constatare andando in un negozio di telefonia) gran parte della popolazione italiana sarà in possesso di uno Smartphone.

Attraverso questo strumento si potrà rilevare anche “in che modo” l’ascoltatore sente la radio, con quale mezzo?
Certo, perché Mediacell “ascolta” i codici che noi abbiamo inserito nei segnali radio (che l’emittente può mandare via web, via etere, tramite la televisione). E’ come se noi “vampirizzassimo” il telefonino, facendo in modo che esso “ascolti” quello che è il “suono nell’ambiente”. Quindi se questo strumento “trova” e “riconosce” il codice di un determinato segnale radio è in grado di registrare che l’utente, in quel momento, sta ascoltando una determinata emittente radiofonica. Ogni segnale, se inviato via etere, web o tv, viene codificato diversamente e quando il telefonino “ascolta” il codice, immediatamente sa anche su quale piattaforma si sta ascoltando quella radio.

Avete già avuto un riscontro, in termini di interesse, da parte di qualche gruppo editoriale?
Certamente. Oggi erano presenti alla conferenza stampa la Rai, Mondadori e il Sole 24 Ore. A partire da oggi ci sarà modo di presentare Mediacell anche ad ulteriori gruppi che sono sul mercato. Questo ci interessa perché nel corso del 2012 andrà scelta una nuova formulazione per le rilevazioni degli ascolti ed è nostra intenzione mettere sul tavolo anche la nostra proposta.

Qual è, a suo avviso, l’elemento innovativo di questo strumento?
Sicuramente quello di sfruttare un oggetto che le persone hanno già al fine di compiere le rilevazioni. Per questo l’abbiamo definito “meter senza meter”.

Avete già dei primi dati (in Italia o all’estero) che dicano in che modo si ascolta maggiormente la radio negli ultimi tempi?
Solitamente, per produrre dati rilevanti, è necessario sommare alcuni mesi di rilevazione. Al momento non ci sono ancora dei dati rilasciati, ma sicuramente le emittenti (una ventina, nella zona di Londra) che ci hanno permesso di codificare tutti i loro segnali ci consentiranno, a breve, di capire in media quali sono le piattaforme maggiormente utilizzate per un ascolto della radio univocamente identificato dal nostro strumento.

Pensa che a breve, in Italia, si troverà un accordo per la misurazione degli ascolti radiofonici?
Penso che la spinta ad una ricomposizione sarà forte e credo che per la fine dell’estate il mercato troverà una via di compromesso per poter così iniziare, nel 2013, una nuova misurazione.

Ringraziando per la gentilezza il signor Gian Menotti Conti e in attesa dei primi dati ufficiali, proviamo a dare il via al “sondaggione”: avete voglia di raccontare in che modo ascoltate la radio? Lo fate ancora attraverso un normale apparecchio oppure usate cellulari, lettori mp3, pc, Internet?

Articolo a cura di Mattia Savioni