L’Italian Style: quando la Radio Cubo ed il Design si fondono

Storia della Radio

L’Italian Style: quando la Radio Cubo ed il Design si fondono

Se c’è una cosa in cui noi italiani ci siamo spesso contraddistinti (e probabilmente lo faremo sempre), è la creatività e la capacità di inventare cose davvero “belle”. Infatti, molti anni fa, Guglielmo Marconi realizzò un sistema di comunicazione con telegrafia senza fili che sfruttava le onde radio, da cui nacque successivamente, grazie all’evoluzione di tale sistema, la radio che noi tutti conosciamo e amiamo.

Alcuni anni dopo, in Italia iniziarono a diffondersi figure di grandi architetti e designer professionisti che diedero vita ad oggetti che, rispetto a quelli un po’ stravaganti di cui abbiamo spesso parlato, sembrano essere di un’altra categoria e di un altro livello. Lo scenario a cui ci stiamo riferendo è quello della metà del secolo scorso, ovvero gli anni ’50, quelli in cui un paese come il nostro, dilaniato dalla guerra, inizia pian piano a riprendersi. Questi sono anni importanti anche per la radio (intesa come “oggetto” presente in gran parte delle case degli italiani).

Prima, essa era una sorta di mobile enorme che troneggiava nei salotti, dalla quale si ascoltavano notizie di imprese sportive o di attualità. Poi, col passare del tempo, nella fase che va dagli anni ’60 agli anni ’70 e che porterà alla nascita delle radio libere, ecco che questo oggetto tende ad incarnare maggiormente lo spirito di un’epoca, cambiando radicalmente forma. Anche grazie al passaggio dalle valvole ai transistor, la radio diventa più piccola e portatile incarnando, con largo anticipo, i nuovi bisogni estetici di un’epoca in cui si vedono comparire nelle case italiane plastiche coloratissime, decori optical, oggetti dalle forme più originali.

E’ in questo panorama che, nel 1964, l’architetto Marco Zanuso e il designer Richard Sapper (di origini tedesche) inventano un capolavoro assoluto del design “Made in Italy”: il “cubo” di Brionvega. "In Italia allora tutto era possibile, il Paese aveva voglia di sorrisi, di colori, di cambiamenti e di imprenditori come i Brion che sapevano cogliere al volo la portata innovativa dei nostri progetti", racconterà alcuni anni dopo questa coppia di professionisti.

Ma cos’è esattamente il “cubo” di Brionvega? Una radio molto bella, che certamente molti di noi vorrebbero avere nella propria casa. Se guardando la foto ve ne siete innamorati, sappiate che è attualmente in produzione, anche se il costo è un po’ elevato. L’attuale radioricevitore TS522 è infatti erede del mitico ricevitore TS502, disegnato nel 1964 da Marco Zanuso e Richard Sapper, un modello degli anni ’60 protagonista del panorama internazionale ed esposto nei principali musei d’arte contemporanea.

Grazie ad un pulsante centrale, la radio si apre simmetricamente in due scocche a forma di cubo, dotate di: griglia altoparlante in lega di alluminio, antenna sfilabile ad alta sensibilità, scala sintonia e stazioni memorizzate segnalate da led. Ma non è tutto! Grazie alla maniglia superiore è possibile portarla con sé, dovunque voi siate.

Inoltre, la radio “cubo” è disponibile nella versione radiosveglia con un display a cristalli liquidi che permette di impostare la sveglia e di visualizzare l’ora, la data o la temperatura della stanza in cui è posizionata. La puntualità dell’orologio e l’aggiornamento all’ora legale, viene assicurata dal collegamento al satellite geostazionario a cui la radio si collega automaticamente tra le 3 e le 6 del mattino.

Ma la caratteristica più interessante è forse la vasta gamma di colorazioni in cui è disponibile questo oggetto: nero notte, rosso, bianco neve, arancio sole, giallo sole, verde menta. L’unica nota “negativa”? Il costo, che è effettivamente notevole (239 euro per il modello base e 269 euro per il modello con radiosveglia), ma se proprio volete fare una “follia”, almeno fatela con gusto!

Articolo a cura di Mattia Savioni