Staiserena: il nuovo cult di Radio2

Radio News

Staiserena: il nuovo cult di Radio2

Imma: Pietro aggio sapute che nostro figlio Romeo ha perso la testa per una guagliona; Pietro: Imma ma questa è una bella notizia, finalmente pure Romeo si è fatto ‘omm e come si chiama sta guagliona?; Imma: Si chiama Giulietta; Pietro: Giulietta è nu nom’ buono? E come è? E’belela?; Imma: Si Pie’ è belela; Pietro: Eh…ho sapevo che sa sceglieva bona. Mio figlio è proprio nu’ Montecchi; Imma: Pie’ t’aggia dicere una cosa…ma prometem’ che non t’arrage. Sta guagliona è di una famiglia che non ci piace; Pietro: Imma ma tu stai pazziann’? tengo nu brutto presentimento, tu mi vorri’ che sta Giulietta è imparentata co’iss?; Imma: ma iss chi?; Pietro: Iss…lui, cioè tu mi vo’ dir che sta Giulietta è imparentata co’ Salvatore Conte?; Imma: Ma quann’ mai Pie’….maronna tien na’ capa come una zucchina, è molto peggio!; Pietro: Maronna ro’ Carmine! E’ la figlia di Coppola, O’ capo da guardia di finanza?; Imma: Assiettete! Sta guagliona fa parte del Clan dei Capuleti; Pietro: Ma che cazz’ vai ricendo Imma! Tu mi vorri’ che sta guagliona è figlia a Don Pasquale Capuleti? Sta’ storia adda’ finni’ mo’ mo’….aggia parlà co’ Romeo, tu sta’ senza pensieri!”( I atto tratto dal radiodramma classico di Romeo e Giulietta in versione napoletana - produzione Staiserena)

Mamma Rai ha ritrovato la sua diletta figlia primogenita, un autrice e conduttrice radiotelevisiva di spessore, romana di cuore e italiana di testa, dalla spiccata verve comico-satirica: Serena Dandini de Sylva.

Classe 1954, Serena è una capocomica di successo e una talent scout di fama. Conosciuta per la sua proverbiale capacità di tessere alleanze e di trovare sponsor in modo liberale, può definirsi una “perfetta manager dello spettacolo” dal grande cuore.

Unica e irripetibile nei suoi monologhi teatrali sul femminicidio con lo spettacolo “Ferite a morte” in cui spicca la sua anima sociale e liberale femminista, Serena riesce ad unire tendenze alternative e scottanti con temi tradizionali, passando con leggerezza da discorsi alti ed etici a gerghi di quartiere comici, surreali e rozzi.

Da metà settembre ritroviamo la sua firma diretta nel programma radiofonico pomeridiano Staiserena su Radio2, un misto tra linguaggio radio e televisivo in cui riscopriamo la storica Serena in una veste rinnovata.

Un grande contenitore radiofonico in chiave comico-satirica in cui ruota ogni aspetto socio-culturale moderno con punte di alta economia e accenni dandiniani ai principali problemi della nostra società.

Oltre ad ospiti illustri il cast di Staiserena è “da numeri uno”, condito con artisti e grandi “pensatori” della scena nazionale: il presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Andrea Baranes, che si occupa di economia; il curatore e storico dell’arte Costantino D'Orazio con la sua speciale finestra sul mondo dell’arte; il versatile musicista Roy Paci per l’occasione gourmet radiofonico e il regista e sceneggiatore Ivan Cotroneo che ci presenta la sua rubrica sulle cose belle “E’ una rubrica che prende il titolo dal nome di un bel film che è Le cose belle di  Giovanni Piperno e Agostino Ferrente. E’una rubrica che si propone in controtendenza; prendiamo il titolo per parlare, oltre che del film, delle cose belle che succedono: bei libri, bei film, bella musica, belle iniziative”. Una rubrica pazza per gente che ama il rischio di essere classificato gergalmente “buonista”, una prova di amore per la nostra bella Italia.

Alle rubriche si accompagnano momenti esilaranti e grotteschi dal sapore caricaturale e lo spirito ironico-satirico, inscenati e diretti da attori professionisti di grande talento.

Tra i primi artisti scopriamo con piacere la doppiatrice e attrice torinese Germana Pasquero e il caratterista romano Luca Di Giovanni protagonisti, tra l’altro, di una produzione extra di Staiserena, la webserie Pippi&Pippi , storia surreale di due maniaci teledipendenti seriali dai tratti ossessivi compulsivi che spacca di brutto. “Pippi hai sentito che è uscita la versione africana di The Brigde?...pure quella africana!....Fanno tutto un ponte di legno, di paglia, di spago….Ce la scarichiamo dal torrent di corsa?”

Ma la scena in radio è rubata anche da altre voci come quella avvincente dell’attore di improvvisazione Giorgio Montanini e da due volti femminili Rai molto noti: la simpatica attrice comica Rita Pelusio, già conosciuta dal grande pubblico di Radio Due e la napoletana, tutto pepe, Rosalia Porcaro.

Il grande clan Dandini si chiude in bellezza con il promettente e giovanissimo Edoardo Ferrario, premiato recentemente assieme a Luca Di Giovanni al Roma Web Fest.  Oltre al teatro d’autore entra in scena anche la musica live con la Resident Band triveneta dal retrogusto romano, chiamata “L’ Orchestraccia” che anima, in particolare, la puntata speciale aperta al pubblico del venerdi.

Analizzando a campione una serie di puntate del programma, ci si accorge della singolare complessità dei numeri in campo giocati: dal piccolo cammeo pugliese regalato dalla dott.ssa Frisa Kahlo che al suono del jingle “vieni a girare in Puglia, Puglia, Puglia…” sottolinea il grande successo mediatico del Salento, al ruolo chiave di macchietta, conferito all’assistente virtuale digitale di Serena, Sora che ricorda per assonanza la romanissima Sora Lella, bizzarra e giocherellona, la “virtual” tira brutti scherzi durante la diretta. Metafora comica della nuova e inquietante tecnologia moderna. Il suo “Mi ripongo!”è già un classico clichè da repertorio.

Ma un ruolo chiave nel programma è affidato al personaggio di Fortunato Capochino, eterno giovane precario plurilaureato italiano, voce del popolo giovanile “Fa questo stage alla Rai!” “In radio mi sto impratichendo in cerca di occupazione” “La vedo un po’ affaticato, però, che è successo?” “Non è fatica vera e propria, è più un cedimento strutturale di tipo aereo” “Non mi dica che ha trovato un lavoro? Sarebbe uno scoop!”“Eh.. si, non sto più al Forno adesso, ho un’altra occupazione, non si tratta di lavoro vero e proprio, anche perché non c’è un contratto vero e proprio e neanche uno stipendio vero e proprio e orari veri e propri, insomma, per ora di vero e proprio ci sono soltanto i turni di notte e la lombosciatalgia” Detta con le parole di Serena “un vero eroe dei nostri tempi”.

Ogni puntata si condisce di meraviglia e stupore su fatti quotidiani, riletti in una chiave unica. Tra tutte le puntate visionate spicca quella del 23 settembre scorso che ha avuto come protagonisti d’eccezione il giornalista di Rai3 Riccardo Iacona e la ricercatrice del Cnr Maura Misiti. “Urge educare, urgerebbe che gli uomini si facessero veramente un esame di coscienza e avessero il coraggio di fare la rivoluzione che le donne hanno già fatto nell’auto-raccontarsi senza aver paura di mettere le mani anche in questo buio, fatto di milioni di uomini che ogni notte vanno a cercare cosa? Perché è lo scambio simbolico che è importante, certamente non la performance sessuale…”Una puntata simbolo della lotta alla violenza contro le donne.

Ma a Staiserena anche il giornalismo d’inchiesta viene parodiato con simpatia attraverso il consueto e paradossale “ Il Fattaccio” di Edoardo FerrarioMisteri, bugie, omissioni e mezze verità: la scomparsa di Gaetano Troia è uno degli episodi più inspiegabili, accaduti dal rientro delle vacanze. La vicenda è nota a tutti. Troia è un ingegnere nucleare e lavora come impiegato in un grande negozio di giocattoli a Pomezia; la sera di mercoledì scorso Troia sta per rincasare con la sua auto, ma data l’aria frizzantina, decide di fare quattro passi, percorrendo a piedi 50 Km che lo separano da casa. Una volta entrato realizza istantaneamente l’accaduto, il suo labrador ha svaligiato l’appartamento…”

Tra telefonate impreviste a sorpresa, targate Laura da Rovereto e le sue prime volte e le incursioni della cantante neomelodica napoletana Natasha e il suo futuro singolo già famoso “Ncopp' a' feisbuk”, possiamo trascorrere un tempo di divertimento assicurato. Siamo, quindi, convinti che il programma radio Staiserena ha già vinto e ne sentiremo parlare per molto tempo.

 

Articolo a cura di Nicoletta Zampano