I Cento Passi: il film su Radio Aut, la Radio Antimafia di Peppino Impastato

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I Cento Passi: il film su Radio Aut, la Radio Antimafia di Peppino Impastato

Ben ritrovati in compagnia dei film sulle radio libere italiane degli anni ‘70. Ci siamo già occupati di “Radiofreccia” (1998) di Luciano Ligabue, una pellicola che narra di un’emittente radiofonica immaginaria e “Lavorare con lentezza” (2004) di Guido Chiesa, incentrata sull’esperienza bolognese di Radio Alice.

Oggi è la volta de “I Cento Passi” (2000) di Marco Tullio Giordana che racconta la vita di Peppino Impastato, il militante di Democrazia proletaria ucciso dalla mafia a Cinisi, un paesino vicino all’aereoporto di Palermo, Punta Raisi, il 9 maggio 1978 nonché fondatore e speaker di Radio Aut, emittente privata volta a combattere la mafia locale. Dopo “Pasolini, un delitto italiano” (1995), Giordana continua sulla strada della denuncia firmando, forse, il suo miglior film, merito di una solida sceneggiatura scritta a sei mani con Monica Zapelli e Claudio Fava, ex collaboratore dell’Indipendente e del Giornale e figlio di Giuseppe, giornalista e romanziere ucciso presumibilmente da mafiosi a Catania.

Ma caliamoci nel film. Peppino (interpretato dall’esordiente Luigi Lo Cascio) respira aria di mafia sin da piccolo; vive a Cinisi a cento passi dall’abitazione del boss Tano Badalamenti (Tony Sperandeo) e suo padre Luigi (Luigi Maria Burruano) è legato alla cosca locale. Un mondo che non gli appartiene, un mondo contro cui decide di lottare avvicinandosi alla politica e mettendo su, con un gruppo di amici, Radio Aut. Dai microfoni della stazione radio siciliana, Peppino denuncia i soprusi e le malefatte mafiose con graffiante ironia. Cinisi viene ribattezzata “Mafiopoli” e il boss Tano Badalamenti “Tano seduto”.

D’altronde lui, figlio del sessantotto e dunque della nuova sinistra, non può che tentare di contrastare i signorotti locali, dediti a traffici illeciti (droga, abusivismo edilizio, sfruttamento dei lavoratori), e dare voce alle fasce sociali più deboli: contadini, pescatori, lavoratori in nero, donne. Radio Aut, pertanto, sulla scia di Radio Onda Rossa e Radio Alice diventa uno strumento al servizio dei cittadini proponendo informazione e “cointroinformazione” su fatti di carattere locale, regionale, nazionale e internazionale.

Un’emittente messa su nel 1977 in breve tempo e con pochi soldi. Peppino e i suoi amici affittano un piccolo appartamento a Terrasini, si procurano un trasmettitore, un’antenna, un mixer, due piastre per i dischi, due microfoni e lanciano le prime trasmissioni sulla frequenza 98,800 mhz. Si ricordano, in particolare, il notiziario di Radio Aut, giornale di controinformazione radiodiffuso, e “Onda Pazza”, programma satiro-politico volto a sbeffeggiare gli esponenti politici locali.

Ma fare radio in modo coraggioso, alternativo e creativo in un piccolo paese della Sicilia, dominato dalla mafia, significa firmare la propria condanna a morte; il 9 maggio 1978, infatti, Peppino viene brutalmente assassinato con una carica di tritolo fatta esplodere sotto il corpo, adagiato sui binari della ferrovia Palermo-Trapani. E, dopo di lui, nel 1980 “muore” anche Radio Aut.

Consiglio la visione de “I Cento Passi” a tutti coloro che desiderino tuffarsi negli anni ’70 in compagnia di un giovane rivoluzionario, Peppino Impastato, alle prese con il difficile compito di combattere la mafia attraverso una delle prime radio libere italiane: Radio Aut.

Genere: Drammatico
Regia: Marco Tullio Giordana
Soggetto e sceneggiatura: MarcoTullio Giordana, Claudio Fava, Monica Zapelli
Cast: Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Lucia Sardo, Luigi Maria Burruano, Tony Sperandeo, Andrea Tidona
Origine: Italia, 2000
Durata: 104 min.

Articolo a cura di Sofia Napoletano
Fonte: peppinoimpastato.com

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