HomeMagazineRadio NewsIl 2° meeting della comunicazione radiofonica: impressioni e conclusioni

Il 2° meeting della comunicazione radiofonica: impressioni e conclusioni

Il 2° meeting della comunicazione radiofonica: impressioni e conclusioni

Si è concluso da pochi giorni il Secondo Meeting della Comunicazione Radiofonica, organizzato e ideato da Ubaldo Ferrini e Paola Quattrocchi, presso il Viagrande Studio’s, in provincia di Catania. Molteplici sono state le opinioni e le voci presenti all’evento dedicato al mezzo dei suoni. Dai trascorsi storici agli scenari futuri, a consigli per giovani voci della radiofonia italiana: queste le tematiche discusse.

Di seguito alcune delle opinioni di maggiore rilievo espresse sulla manifestazione dedicata al mezzo di comunicazione che più degli altri sa rinnovarsi e innovare.

Biagio Pepe, ideatore e speaker del format “Stasera che sera” dichiara: “Le aspettative, in parte, sono state abbastanza soddisfatte anche se il discorso si è protratto in un dibattito tra editori e giornalisti, come se i ‘problemi’ della radio vertano solo su questo e, mio malgrado, non è cosi. A mio avviso , questa riunione deve servire per capire cosa serve alle radio locali per innalzare gli ascolti essendo, purtroppo, schiacciata dai network nazionali. In merito a questo, ho espresso, il mio personale punto di vista, mettendo in luce il fatto che le radio locali probabilmente stanno sbagliando proprio nell’impostazione cercando di somigliare sempre più frequentemente a grosse realtà nazionali. Proprio per questo, credo che la radio locale, debba tornare ad occuparsi del territorio anche e soprattutto con l’aiuto dello speaker che dev’essere preparato e all’altezza della realtà dalle quali trasmette”.

Altra importante voce è quella di Chiara Chines, speaker per Radio Smile e presentatrice di eventi, che dice: “Sono state dette parecchie cose, per una buona parte vere e tirare le somme di tutto non è facilissimo. Posso dire che, discutere di argomenti importanti, cioè di come la radio era nel passato, è adesso e quello che potrebbe essere nel futuro è fondamentale per gli addetti ai lavori. La cosa importante – aggiunge Chiara – è confrontarsi e imparare quanto più possibile gli uni dagli altri”.

Il bilancio conclusivo da parte degli esperti presenti appare positivo, concreto, e proiettato verso il futuro. Chi ha detto che non ci si preoccupa mai di migliorarsi e della situazione delle voci della radio di domani?

 

 

Articolo a cura di Annalisa Colavito

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