Albertino: la radio non molla mai, ce la faremo anche questa volta

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Albertino: la radio non molla mai, ce la faremo anche questa volta

In un'intervista di TuStyle, il direttore artistico di m2o Albertino ha parlato della situazione attuale che sta vivendo in radio: "Per fortuna posso ancora fare le mie due ore di programma, ma se e quando non sarà più possibile, scatterà il piano B. Internamente ci siamo organizzati fin da subito con lo smart working, in totale siamo una trentina e per fortuna abbiamo format semplici, all'americana: gli speaker si fanno autoregia, senza il tecnico. Alterniamo i conduttori in fasce di tre ore così non hanno contatti, e tutti quelli che possono lavorano da remoto, come la redazione. Noi, per esempio, eravamo in cinque a fare il programma, ora siamo in tre".

Il noto dj non ha ancora pensato di interrompere le dirette: "Finché me lo permetteranno andrò avanti: ho notato che agli ascoltatori un po' di leggerezza fa bene, me lo scrivono. E poi serve anche a me, sono le mie due ore di gioia. L'unico motivo per cui esco di casa".

Il ruolo dello speaker, in questo periodo si è infatti rivelato un importante supporto per i milioni di italiani chiusi in casa:"Mai come in queste settimane ho la sensazione di essere socialmente utile, nonostante io non ia alle gente delle informazioni, faccio "solo" intrattenimento, ma mi sento importante, so di fare la mia parte. E la radio non molla mai: abbiamo superato l'avvento delle tv private, di internet, dei social e dello streaming. Ce la faremo anche questa volta".

Albertino: la radio non molla mai, ce la faremo anche questa volta

A breve il primo compleanno dell'emittente rinata: "Ho fatto fatica ad abbandonare Radio Deejay anche se conduco ancora il Deejay Time del sabato. E poi siamo la stessa famiglia, condividiamo lo stesso building. Ma m2o mi ha ridato stimoli energia, voglia di fare. Anche la cosa più bella del mondo dopo 35 anni stufa. Mi sentivo fantozziano nella mia routine lavorativa".

Una radio, quella che ha progettato lo scorso anno, che si differenzia molto rispetto alle altre: "Tutte le radio vanno in una direzione mentre noi siamo tornati al modello "old school", come quando avevo cominciato: belle voci, tanta musica, e poche chiacchiere. Oggi in radio si tende a paralare molto e a suonare musica tutta uguale, non c'è voglia di osare, di sperimentare. Si preferisce essere rassicuranti. Invece bisogna fare ricerca. Radio m2o a livello di copertura nazionale ha una quarto delle frequenze, ma è molto monitorata dalle altre stazioni".

Successivamente Albertino parla del rapporto con il fratello Linus: "Siamo diversi. Il problema vero è che io sono il fratello minore e resti sempre il piccolo, anche se hai fatto delle cose eccezionali. Abbiamo un modo differente di vedere la radio, la nostra è stata una scissione serena, siamo anche complici in un certo senso, ma comunque non c'è competizione. A lui piacciono delle cose e a me altre"

Infine uno sguardo sul futuro: "Il dramma è non poter fare programmi. Per il mio primo anno a m2o stavamo organizzando un secret party con dj internazionali, ospiti e ascoltatori. Ci siamo fermati, dobbiamo superare questo brutto momento".

Articolo a cura di Francesco Pinardi

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