iHeartMedia: la più grande azienda radiofonica statunitense rischia la chiusura

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iHeartMedia: la più grande azienda radiofonica statunitense rischia la chiusura

Con un debito finanziario di oltre 20 miliardi di dollari, iHeartMedia, la più grande azienda radiofonica statunitense, rischia di dover chiudere definitivamente.

iHeartMedia, colosso di San Antonio (USA) che sul suolo americano possiede 850 stazioni radiofoniche e noltre 14 mila dipendenti, è in grossa crisi e l'unica speranza che ha di sopravvivere è il Chapter 11, una norma del Bankruptcy Code, assimilabile alla nostra istituzione di amministrazione controllata, che permette di rimettersi in sesto. Questa situazione può andare avanti per mesi o addirittura anni, e permette di ripagare i debitori e riprendersi definitivamente, secondo quando riportato da Newslinet.com, anche se è stato assicurato che, nonostante questo periodo di transizione, non cambierà nulla all'interno dell'azienda, che continuerà ad avere lo stesso rapporto con i fornitori e che non licenzierà nessuno.

Secondo gli analisti, il modello di business di iHeartMedia era tutt'altro che consigliato, dunque tutti questi problemi erano prevedibili e, di conseguenza, evitabili. Ecco le parole del CEO Bob Pittman, riportate da Radioworld.com, che ha rilasciato alcune dichiarazioni alla stampa riguardo questa spiacevole situazione: "L'accordo che abbiamo presentato è un traguardo significativo e ci permette di affrontare definitivamente il debito di oltre 20 miliardi di dollari che ha affossato la nostra struttura. Raggiungere questo obiettivo, migliorerà ulteriormente la posizione di iHeartMedia come compagnia numero 1 in America per quel che riguarda la musica".

Il 27 marzo ci sarè l'udienza definitiva, per capire quale sarà il destino di iHeartMedia: noi di Radiospeaker.it ci auguriamo che la situazione possa avere un lieto fine e che possa continuare a trasmettere, anche perché è un punto di riferimento per tutto il nostro settore.