HomeMagazineCuriosità RadiofonicheCoronavirus: anche gli speaker di RDS a Milano fanno Smart Working

Coronavirus: anche gli speaker di RDS a Milano fanno Smart Working

Rds smart working 2

Si parla tanto di Smart Working soprattutto in quest’ultimo periodo in cui le aziende, in particolare quelle del nord Italia, stanno dando la possibilità ai propri dipendenti di lavorare da casa, ove possibile.

Ma come funziona per le radio?

A quanto pare RDS già da qualche tempo stava sperimentando ciò con i propri dipendenti, ma negli ultimi giorni l’aumento dei contagi da Coronavirus, soprattutto in Lombardia, ha spinto i vertici della radio 100% grandi successi a provare a far lavorare da casa tutti i dipendenti della nuova sede milanese, o quasi, compresi alcuni speaker.

“Stiamo attraversando un momento delicato per la salute e la tranquillità di tutti – si legge in un post pubblicato ieri sera sulla pagina instargam lifeatrds – e non vogliamo far finta di niente. Per questa ragione, già da Lunedì, ci siamo attivati per i colleghi della sede di Milano al fine di consentire loro di portare avanti i progetti e le sfide del 2020. Lo Smart Working che stavamo sperimentando su un piccolo gruppo di persone è stato esteso alla maggior parte dei colleghi interessati… quindi… di necessità virtù! La nostra attenzione nei confronti degli sviluppi della situazione rimane alta e costante, pronti a tutelare al 100% le nostre persone.”

Ed è proprio da ieri che alcuni speaker di Milano come Claudio Guerrini o Petra Loreggian vanno in onda dalle loro abitazioni, mantenendo comunque le coppie invariate con i colleghi che trasmettono sempre dagli studi di Roma.

Lo stesso Claudio Guerrini negli ultimi giorni sulla sua pagina Intagram ha documentato la cosa con alcune storie spiegando come sarebbero andate le dirette nei giorni seguenti.

Dall’esterno non si percepiscono differenze se non fosse per il fatto che gli speaker stessi ne parlano apertamente, ma comunque per una radio come RDS che non ha una Radiovisione è stato certamente più semplice allestire piccoli studi radiofonici nelle case degli speaker considerando che comunque non c’è la necessità anche di studi televisivi, nonostante comunque le abitazioni pare siano collegate anche in video almeno con gli studi romani per favorire una migliore comunicazione interna.

Quale sarà la prossima radio ad adottare questo escamotage per la salvaguardia dei propri dipendenti?

Articolo a cura di Adriano Matteo

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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