HomeMagazineIntervisteFrancesca Bacinotti, dopo l’addio a R101, si racconta a Radiospeaker

Francesca Bacinotti, dopo l’addio a R101, si racconta a Radiospeaker

Francesca Bacinotti, dopo l’addio a R101, si racconta a Radiospeaker

Dicembre è stato un mese movimentato per R101: dopo l’addio di Matteo Di Palma, Carmelo Maisano e l’arrivo di Chiara Lorenzutti, anche una delle voci più apprezzate, Francesca Bacinotti, non fa più parte dell’emittente milanese. Abbiamo quindi raggiunto la conduttrice per farci raccontare qualcosa di lei e della sua carriera radiofonica.

Ciao Francesca, grazie per aver accettato la nostra intervista. Da qualche giorno non sei più in onda su R101, come mai?

“Grazie a voi di Radiospeaker! Eggià… ho fatto la mia ultima diretta l’11 dicembre. Diciamo che fa parte di questo lavoro. Si chiude un ciclo. Capita come nella vita, quando finisce un grande amore. Restano l’affetto, l’amicizia, la stima, l’aver trascorso anni insieme, ma c’è l’esigenza di altro. Di cambiamento”.

Nell’emittente milanese hai trasmesso per ben 7 anni. Come ci arrivi e che esperienza è stata?

“Ci sono arrivata in treno da Torino! Scherzi a parte… È stata un’esperienza meravigliosa e incredibile. Per me è stato il debutto in un network. Ricordo ancora quando Mirko Lagonegro, all’epoca direttore, mi chiamò per fare un provino. E ricordo la prima diretta, con Cucù (Claudio Randone, il fonico che quel 6 gennaio è diventato il mio psicologo) che mi teneva le mani tremolanti. Questi 7 anni mi hanno fatto crescere come donna, come professionista. Ho imparato moltissimo. Molti colleghi sono diventati cari amici, famiglia. Vado via con un bagaglio stracolmo di cose belle”.

Facciamo un passo indietro: come nasce la tua passione per la radio e come ci arrivi per la prima volta?

“La passione per la radio c’è da sempre. Da quando sono piccola e la ascoltavo in macchina con mio papà. Poi a casa, creavo le mie compilation con le audiocassette. Anche se adoravo ascoltare chi parlava. Spesso cambiavo stazioni sulle canzoni per cercare voci che mi facessero compagnia, che mi raccontassero storie. Li sentivo quasi amici a forza di ascoltarli. Ho sempre fatto parte di questo mondo da ascoltatrice. Poi per caso, ho provato a farla. Ed è stata subito magia”.

Nella tua città natale, Torino, hai lavorato per Radio G.R.P., una delle più seguite in Piemonte e Valle d’Aosta. Cosa ti è rimasto e cosa ti ha insegnato?

“G.R.P. per me è casa. Famiglia. Dopo Radio Gold , la mia prima esperienza radiofonica in assoluto, G.R.P. ha creduto in me. Quando sei all’inizio, non capisci la vera forza di una radio locale. Vuoi mangiare il microfono e imitare i grandi della radio che ascolti da sempre. Poi capisci la vera essenza e potenza della radio locale… allora cambia tutto, perché puoi essere davvero più intimo e vicino agli ascoltatori vivendo lo stesso territorio. Cosa che in un network non puoi fare per ovvie ragioni”.

Nel frattempo, anche una parentesi a Discoradio. Come ti sei trovata?

“Un altro pezzo di cuore. Sento spesso quasi tutti i ragazzi di Disco. Ci vogliamo bene.
Discoradio è energia pura. E non solo per la musica, ma per la gente che la fa. È un ambiente bello, frizzante, giovane”.

Negli ultimi mesi su R101 eri in onda la sera. Quali sono, secondo te, gli ingredienti per un programma serale frizzante e non noioso?

“La sera è magica. Si ascolta in modo più attento. Sebbene ci sia meno gente in macchina, quella che c’è ha voglia di raccontarsi, di condividere. Quando ascolto la radio in generale, mi piace sentire chi si diverte. Che non vuol dire per forza ridere. Ma semplicemente percepire la felicità di fare quella cosa, di comunicare qualcosa. Nelle coppie adoro sentire la sintonia, la lealtà e un rapporto vero. Non so quale sia e se ci sia un ingrediente, però da sola e con Matteo Di Palma, con cui ho trasmesso per tre stagioni, abbiamo cercato e voluto questo”.

Quali consigli pratici daresti ai giovani speaker che sognano di approdare in un network nazionale?

“Ai ragazzi che mi chiedono come fare rispondo sempre che non è una strada semplice. Servono gavetta, esperienza e umiltà. È un lavoro in cui c’è sempre da imparare, a qualsiasi età. Però se c’è davvero la passione per questo mestiere con costanza e perseveranza le cose poi arrivano”.

Dove ti vedresti bene in futuro? Hai mai pensato di tornare alla “casa madre” o aspiri a qualcosa di più grande?

“Lo yoga (che pratico da tanti anni) mi insegna a vivere nel “qui e ora”. Quindi non saprei. Per ora penso al Natale, momento dell’anno che adoro, nonostante la stranezza di questo 2020 particolare”.

Un aneddoto più divertente che hai della tua carriera radiofonica?

“Ne avrei tantissimi. I momenti ridarola con Matteo sono solo gli ultimi. Io che accuso Davide Lentini di rubarmi le penne senza accorgermi di averle in testa come fermacapelli. Però una le supera tutte: durante un’intervista, ho preso il telefono di Luca Argentero e ho tentato di sbloccarlo pensando fosse il mio. Ovviamente il codice era diverso!”.

In bocca al lupo Francesca!

Francesco Pinardi

Francesco Pinardi

Conduttore radiofonico, speaker, giornalista e studente di Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Torino. Leggi i miei articoli

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