HomeMagazineRadio NewsAlbertino passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli: “Il dj che ha cambiato tutto”

Albertino passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli: “Il dj che ha cambiato tutto”

Albertino passa dal BSMT di Gianluca Gazzoli: “Il dj che ha cambiato tutto”

Dal BSMT di Gianluca Gazzoli in questi giorni è passato anche Albertino. Lui non ha bisogno di presentazioni, resta il mito di chiunque faccia o voglia fare radio nella sua vita e durante il podcast di Gazzoli Albertino ha parlato della sua vita professionale e personale, del passaggio da Deejay a m2o, quindi di radio e di musica.

Per me la radio è sempre stato un luogo molto intimo – ha spiegato Albertino in apertura al BSMT – La magia della radio stava proprio in quello: usare la voce come strumento e cercare di emozionare magari solo presentando una canzone. Oggi tutti i vari media si sono sovrapposti, è quasi imprescindibile, però rimango sempre fedele a quella fazione dei misteriosi anche se la mia faccia l’hanno vista tutti. Penso che la mia forza sia la mia voce“.

Albertino al BSMT: “Radio Deejay è stato il mio più grande amore”

Un passaggio importante nella vita lavorativa di Albertino è stato il passaggio da Radio Deejay, casa sua da metà degli anni ’80, alla nuova m2o dove è direttore artistico dal 2019. “Per me Radio Deejay è stato il mio più grande amore, professionalmente. Una professione che ti entra dentro, è un mestiere che ognuno di noi farebbe anche se non venisse pagato. Quelle due ore della giornata, sono le ore più belle della nostra giornata lavorativa, è lì che ci esprimiamo, ci divertiamo. Se non ci divertiamo noi non si diverte il pubblico“.

Sulla nuova esperienza a m2o ha detto: “Mi sto molto divertendo con m2o, ho ritrovato molta energia, molti stimoli. C’è voluto coraggio a lasciare radio deejay che è il punto di arrivo di tutti quelli che fanno il nostro mestiere in radio, tanto è così: anche se ci sono radio che hanno ascolti più alti di Radio Deejay, tutti quelli che ci lavorano vorrebbero stare a Deejay. Aver lasciato deejay per un progetto nuovo è un po’ come lasciare il posto fisso“.

Una curiosità, un mito probabilmente, che molti radiofonici conoscono e di cui capita si parli nei corridoi di Via Massena è il volume delle cuffie di Albertino sempre altissimo. Il tutto probabilmente deriva da un’attenzione particolare che lui ha rispetto alla parte tecnica della radio: “Una cosa di cui sono molto orgoglioso – spieganegli anni con tutti i tecnici di radio deejay, ho sempre lavorato sull’ascolto: sono paranoico, ci ho messo anni per raggiungere nello studio blu il giusto livello, il giusto balance fra la voce e la musica“.

Dj, speaker, direttore artistico e anche programmatore musicale

È arrivato a Radio Deejay nell’84 e fu lui stesso a consigliare a Claudio Cecchetto il fratello Linus. Non tutti sanno che Albertino è stato anche programmatore di Deejay, non solo del Deejay Time: “Il Deejay Time come lo conosciamo è arrivato alla fine degli anni ’80 – spiega il Albertino al BSMT – ma era una fascia oraria in cui la musica veniva scelta dai programmatori musicali e io piano piano conquistai la fiducia di Claudio e ho cominciato a occuparmi della programmazione musicale sia della mia fascia che di tutta la radio. All’epoca scoprire la musica era un pochino più difficile: le fonti erano alcuni negozi di importazione, oppure andavi a Londra a farti il weekend e scoprivi nuova musica“.

Non fu un lavoro facile innovare con i nuovi generi che si stavano diffondendo in quegli anni nel resto del mondo: “Mi innamorai dell’house del filone un po’ techno e hip-hop soprattutto e ho fatto un po’ fatica con Claudio. Per fortuna arrivò Lorenzo Jovanotti in quel periodo che aveva gli stessi miei gusti. Era un personaggio anomalo rispetto a noi radiofonici ma forse un po’ rifiutavamo chi non era come noi, faceva tutto a modo suo. Però a livello di gusto, di passione, ci siamo subito trovati

La positività in radio è fondamentale

Ha lavorato con i più grandi ma il suo modo di comunicare è sempre stato la musica: “Cercavo di essere riconoscibile. C’era Fiorello, Amadeus, Gerry Scotti, Baldini, tutti super star e dovevo trovare anche io il mio modo per distinguermi. Ho cercato la mia personalità per distinguermi e devo dire che Claudio mi ha dato la sua fiducia per farlo

Fondamentale in radio è la positività e qui c’entra tanto Fargetta: “Mario è una presenza positiva, fondamentale. È importante avere un clima sereno perché solo così puoi trasmettere a tua volta serenità, l’ascoltatore lo percepisce”.

Col suo nome d’arte ci ha fatto pace dopo un bel po’: “Non volevo essere Albertino – spiega – ma tutti mi chiamavano così. Ho avuto un po’ di crisi per questa cosa ma oggi la vivo come un brand, è un marchio. Mia figlia una volta da piccola disse: ‘mio papà si chiama Alberto, per la voro fa Albertino’

La chiacchierata si chiude parlando di musica e di nuove tendenze: “Bisogna sapersi adeguare e saper riconosceredice Albertino da Gazzoli parlando della difficoltà nell’accettare novità restando spesso attaccati al passatoNon mi piacciono frasi tipo ‘prima la musica era meglio’, ci sono cose buone oggi come un tempo. Mi dispiace però che ci siano meno novità, manca un po’ di creatività“.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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