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Intervista ad Alessia Marty: dall’Ungheria a Radionorba

Intervista ad Alessia Marty: dall’Ungheria a Radionorba

Alessia Martino, in arte Alessia Marty, pugliese DOC, ci racconta della sua passione per la radio che due anni fa l’ha portata in una città sperduta in Ungheria per un anno intero. Oggi Alessia è in onda sulla radio del sud, Radionorba; ma come ci è arrivata?

Abbiamo parlato di questo ed altro durante l’intervista ad Alessia Marty.

Ciao Alessia, raccontaci: quando nasce la tua passione per la radio? Quando hai scoperto di esserti affezionata a questo mezzo?

“Ciao Adriano! L’ho scoperto relativamente tardi rispetto a molti miei colleghi, era il 2015: sono stata ospite di una trasmissione radiofonica, intervistata come attrice (lavoravo molto a teatro); il direttore di quella radio mi chiese se  fossi interessata ad iniziare un percorso in radio e io dissi sì. Da lì poi mi sono resa conto che tutti gli studi fatti fino ad allora, dalla laurea in comunicazione fino alla specializzazione in marketing, erano funzionali a questo lavoro che mi permetteva di essere me stessa mettendo in gioco una serie di competenze acquisite negli anni. Fu una bella liberazione: la radio è entrata nella mia vita all’improvviso, tra l’altro mentre scrivevo la tesi in marketing del turismo e stavo tornando a Bari dopo aver vissuto più di due anni a Roma. Era un momento di transizione in cui mi faceva comodo avere un’ancora di salvezza. Posso dire che la radio è stata la mia ancora di salvezza.”

E poi sei andata all’estero a fare radio?

“Sì, dopo due anni di radio locale ho capito che quello era il lavoro che volevo fare ma volevo migliorare prima di passare in una radio più grande, a cominciare dalla padronanza dell’inglese. Un amico mi segnalò un progetto europeo in Ungheria, che consisteva nel fare diversi programmi radiofonici in una radio FM locale. Era a Nyíregyháza, un paesino sperduto ai confini con la Romania. Feci la domanda e dopo il colloquio fui presa. Così iniziò la mia esperienza ungherese: per un anno ho fatto radio in inglese e in italiano con colleghi russi, francesi, spagnoli, tedeschi e anche italiani. È stata una delle esperienza più belle della mia vita.”

E poi come sei arrivata a Radionorba?

“Una volta tornata in Italia, dopo l’esperienza vissuta al Festival di Sanremo in Sala Stampa, lasciai la radio per cui avevo lavorato fino ad allora, per cui avevo anche condotto un programma proprio dall’Ungheria… e tu lo saprai benissimo visto che eri il regista dall’Italia! Era un programma che trasmettevo dalla mia stanza a Nyíregyháza e che veniva mandato poi in onda a Bari e provincia in FM. Ho capito che mi sarei dovuta dare un’occasione più grande e che ero pronta per mettermi in gioco. Chiesi un provino ad Alan Palmieri, il direttore artistico di Radionorba che tra l’altro ancora non conoscevo. Lui accettò, feci il provino ed eccomi qua. Pensai che prima di andare in altre città e lasciare la mia terra, che amo molto, avrei potuto provare ad entrare nell’eccellenza del sud Italia. Ho provato, ci sono riuscita e ne sono molto molto contenta.”

Ami fare le interviste: c’è qualcuno che sogni di intervistare?

“Sì e non è un personaggio del mondo della musica come molti si aspetterebbero. Sogno di intervistare Valentino Rossi. Sono appassionata di gare di moto da quando ero piccola e lui mi affascina particolarmente (non solo perché ne sono innamorata da quando avevo 10 anni, ma anche perché mi piace per il suo carisma). Gli farei diverse domande. Per esempio gli chiederei cosa avrebbe fatto se non si fosse appassionato alle moto. Magari l’avremmo davvero visto nel mondo dello spettacolo… certo con quella parlata, magari non in radio (ride ndr). Mi piacerebbe tiragli fuori questo lato da showman che secondo me lui ha.”

Se dovessi mettere a confronto il fare radio di adesso con quello estero e quello locale, quali sarebbero le differenze? E qual è stato il maggior cambiamento?

“La differenza principale sta nei tempi: Radionorba essendo una radio di flusso ha i tempi brevi; nella radio locale ricordo che i tempi erano molto più lunghi. Anche all’estero i parlati erano molto lunghi. Per i contenuti dipende, anche dallo speaker: quello che sono riuscita a mantenere in tutte e tre le realtà è la personalità. I vari passaggi sono stati una bella prova perché ho imparato a fare radio in un minuto, tre minuti o cinque minuti. Come diceva una regista con cui ho lavorato “a teatro è più facile togliere che aggiungere”, avevo in mente questo mantra quando Alan mi dava le indicazioni sui tempi.”

Torneresti all’estero?

“Sì, probabilmente sì. Ci ho pensato perché vivere all’estero mi darebbe l’opportunità di vivere due vite grazie all’uso di lingue diverse: l’Italiano che utilizzerei per condurre il programma e la lingua locale. Mi piace intervistare artisti internazionali in inglese ma l’idea di condurre un programma interamente in un’altra lingua non mi fa impazzire, l’umorismo viene penalizzato… almeno il mio (ride ndr). Ricordo quando in Ungheria facevo una battuta in inglese con il mio spirito di patata italiano e vedevo lo sguardo perso della mia collega russa. Poi hanno iniziato a capirmi o anche a compatirmi e a ridere (ma secondo me in maniera finta) alle mie battute. Sarebbe anche interessante poter trasmettere dall’estero in Italia.”

Grazie Alessia, a presto!

“Grazie a te e a Radiospeaker per questa intervista e ricordatevi di seguirmi su Radionorba!”

Cosa fa Alessia Marty quando non è in radio?

Durante la chiacchierata abbiamo scoperto anche cosa fa Alessia Marty quando non è in onda e non solo… ha una passione molto particolare: ne ha parlato in questo video

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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