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Ivana Faccioli guarisce dal Coronavirus

Ivana Faccioli, giornalista di RTL 102.5 è guarita dal Coronavirus ed è tornata a lavorare. Ecco la sua testimoniznza esclusiva per Radiospeaker.it.

Ivana Faccioli guarisce dal Coronavirus

Ivana Faccioli, storica giornalista della redazione di RTL 102.5 è finalmente guarita dal Coronavirus.

Dopo aver appreso la notizia della sua malattia qualche mese fa, lo scorso 23 Maggio la Faccioli ha postato una sua fotografia su Facebook accompagnata dal commento “Finalmente e ufficialmente guarita“.

Ivana Faccioli, originaria di Codogno, proprio la zona conosciuta per i primi focolai da Coronavirus nella nostra nazione, è stata costretta a sospendere la sua attività per la radio e poi a lavorare da casa in seguito all’inizio della malattia, potendo tornare “al microfono” dalla sede di RTL solo pochi giorni fa.

Ivana Faccioli ha rilasciato una personale testimonianza in esclusiva per Radiospeaker.it per raccontare la sua esperienza e sensibilizzare i nostri lettori.

La testimonianza di Ivana Faccioli per Radiospeaker.it

“Sono residente a Lodi ma in quei giorni ero sempre a Codogno – racconta la Faccioli – e molto prima che scoppiasse tutto ero in zona perché il 6 Febbraio è deragliato lì vicino il Frecciarossa e quindi ci sono stati già un bel po’ di assembramenti sul luogo del deragliamento e diversi che erano lì poi si sono ammalati; quindi probabilmente una prima fonte di contagio è stata proprio quella.

Mio padre poi frequenta una bocciofila dove ci sono stati molti malati e molti morti quindi anche lui deve essersi contagiato lì; entrambi il 15 Febbraio eravamo già malati e così molti vicini di casa e parenti perché lì la diffusione è stata molto prima del paziente uno.

Abbiamo iniziato a star piuttosto male con la febbre, la tosse, le ossa rotte ma non si sapeva nulla; poi il 21 è esploso tutto il bubbone del paziente uno. Io mi ero un po’ ripresa per cui quel giorno ero andata in giro per la radio per fare servizi dall’ospedale da questa Codogno deserta; lì è stato proprio il momento in cui hanno chiuso tutto, non è rimasto aperto nulla, nemmeno gli alimentari.

La sera mi sono sentita di nuovo male e quindi poi sono tornata a Lodi e mi sono chiusa in casa, hanno messo i posti di blocco per cui sono rimasta separata da tutta la mia famiglia; io stavo molto male a casa ma da sola e mio padre stava male a casa ma fortunatamente circondato da altri parenti.

Abbiamo cominciato a chiamare perché ci venisse fatto il tampone, ho chiamato il numero dell’ATS, il numero di Roma e il 112; una sera quando mio papà stava veramente male ed ero seriamente preoccupata che ce la facesse a guarire, sono stata in attesa con il 112 per tre ore; hanno poi preso i miei dati e i suoi ma non si è visto nessuno.

In quel momento c’era una confusione totale. Se non eri già in condizioni molto pericolose, non venivano a prenderti. Conosco una persona che ha atteso due ore prima che l’ambulanza arrivasse ed è morto in casa. La situazione era davvero brutta: qui c’erano solo sirene, campane a morto, racconti di amici che non ce l’avevano fatta; ogni giorno la chiamata era ‘chi è morto? cos’è successo?’.

Al che poi piano piano noi con i medici di famiglia, antibiotici, ci siamo un po’ ripresi; io ho avuto una lunga coda perché sono stata male per un mese; dopo la febbre e il mal di ossa, queste notti a sudare con queste allucinazioni ho avuto anche la tosse secca; ho dovuto fare degli aerosol col cortisone; poi quando mi sembrava di essere quasi guarita ho avuto problemi fortissimi gastrointestinali, svenimenti e quindi ho dovuto fare delle iniezioni.

Alla fine sono finalmente stata bene ma ho dovuto aspettare per riuscire a fare il sierologico, avere la positività agli anticorpi, fare il tampone, risultare negativa e solo dopo questo sono rientrata a lavoro.

L’ultimo giorno in cui ho lavorato era stato il 20 febbraio in cui mi sembrava di star meglio e sono rientrata in radio ieri, il 26 Maggio; ho lavorato sempre da casa in questi due mesi, ho fatto dei turni intensi però non sono mai potuta rientrare.

Mio padre anche lui con gli antibiotici a fatica si è ripreso però all’inizio è stata veramente difficile sotto tutti i punti di vista, anche e soprattutto sotto quello psicologico.

Una curiosità: il primo sintomo che ho avuto in assoluto è stato che ho perso l’olfatto all’inizio; ho perso anche il gusto ma l’olfatto l’ho perso quando ancora stavo bene. Non sentivo il profumo che mi mettevo la mattina e non capivo perché; pensavo che fosse un profumo tarocco. Alla fine invece era il primo sintomo del corona ma allora non si sapeva.”

Ringraziamo Ivana Faccioli per questa sua testimonianza felici di ritrovarla guarita dal Coronavirus, di nuovo a lavoro su RTL 102.5.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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