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RTL 102.5, Lorenzo Suraci racconta quarant’anni di radio

RTL 102.5, Lorenzo Suraci racconta quarant’anni di radio

Dalla costruzione di una rete nazionale alla radiovisione, fino alla concorrenza delle piattaforme digitali. Sono alcuni dei temi affrontati da Lorenzo Suraci, editore di RTL 102.5, in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo del 21 ottobre.

Nel 2027 ricorreranno quarant’anni dal 1987, quando Suraci acquistò una radio dando inizio al percorso imprenditoriale che avrebbe portato allo sviluppo dell’attuale network.

L’intervista, realizzata da Camilla Bianchi, ripercorre le tappe principali della sua carriera e offre diversi spunti sulla trasformazione del settore.

La scelta della frequenza unica

Uno dei passaggi centrali del racconto riguarda la costruzione della copertura nazionale.

Negli anni Ottanta, il mercato delle radio private italiane era caratterizzato da numerose emittenti locali e da un sistema di frequenze frammentato.

Suraci individuò nella possibilità di utilizzare il 102.5 come frequenza riconoscibile a livello nazionale uno degli elementi fondamentali per costruire il marchio.

Seguì un lungo lavoro di acquisizione delle frequenze sul territorio, destinato a diventare una componente importante dello sviluppo del network.

Una scelta che dimostra quanto la crescita di un’emittente dipenda non soltanto dai programmi e dalle voci, ma anche dalle infrastrutture di trasmissione e dalla distribuzione del segnale.

Dalla radio musicale alla radiovisione

Nell’intervista Suraci ricorda anche l’importanza di sviluppare un’identità editoriale che andasse oltre la semplice successione dei brani musicali.

Informazione, intrattenimento, partecipazione degli ascoltatori e programmi in diretta hanno contribuito a caratterizzare RTL 102.5.

Tra le esperienze richiamate dall’editore figurano le trasmissioni notturne e l’introduzione della radiovisione, che ha affiancato le immagini alla tradizionale programmazione audio.

Un modello diventato negli anni uno degli elementi distintivi del gruppo.

Il digitale e il futuro della radio

Guardando al presente, Suraci individua nelle piattaforme digitali una delle principali sfide per il settore.

La concorrenza non riguarda soltanto le altre emittenti radiofoniche, ma un insieme più ampio di servizi e contenuti disponibili durante la giornata.

L’editore sottolinea comunque la capacità della radio di continuare a trovare spazio nelle abitudini degli italiani.

Nell’intervista trova posto anche il tema della crescita professionale, con Radio Zeta indicata come un ambiente importante per la formazione di nuovi talenti.

Il racconto di Suraci offre così uno spunto per osservare quarant’anni di trasformazioni della radio privata: dalla copertura FM nazionale alla distribuzione multipiattaforma, mantenendo centrale l’identità dell’emittente e delle sue voci.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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