MAF 2026 a Milano: radio e broadcasting al centro del confronto
Il 15 ottobre 2026 Milano ha ospitato il MAF – Multimedia Audiovisual Forum, appuntamento dedicato all’innovazione tecnologica e all’evoluzione dell’industria dei media, promosso da HD Forum Italia.
L’evento, organizzato negli spazi di Kready Gadames57, ha riunito nel proprio programma rappresentanti del broadcasting, aziende tecnologiche, istituzioni e professionisti della comunicazione, con particolare attenzione alle trasformazioni che interessano la produzione e la distribuzione dei contenuti.
Tra i temi affrontati dal programma anche il futuro della radio, le infrastrutture di trasmissione, l’intelligenza artificiale e i nuovi modelli di fruizione dei media digitali.
MAF 2026: il futuro dell’industria radiofonica e televisiva
Uno degli appuntamenti principali del MAF 2026 è stato il panel State of the Industry 2026 – Media, Innovazione e Interesse Pubblico, inserito nella sessione mattutina della manifestazione.
Tra i relatori annunciati figuravano Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, e Roberto Cecatto, amministratore delegato di Rai Way.
La sessione era dedicata all’evoluzione dell’industria audiovisiva e al rapporto tra innovazione tecnologica, modelli di business e interesse pubblico.
Un confronto particolarmente significativo anche per il settore radiofonico, chiamato a confrontarsi con la trasformazione delle modalità di distribuzione dei contenuti e con le nuove abitudini di ascolto.
La presenza di Confindustria Radio Televisioni e Rai Way ha rappresentato un collegamento diretto con il mondo delle emittenti e delle infrastrutture di broadcasting italiane.
Radio, web e televisione: il ruolo delle infrastrutture
Uno spazio specifico del programma è stato dedicato al tema Distribution & Infrastructure, con una sessione intitolata Web, Radio, Digital e Televisione: le infrastrutture che abilitano il nuovo ecosistema dei media.
L’incontro ha posto al centro dell’agenda il rapporto tra tecnologie di trasmissione e distribuzione multipiattaforma.
Tra i professionisti indicati nel programma figuravano rappresentanti di aziende tecnologiche come Telestream e Sony.
Le conclusioni della sessione erano affidate a Roberto Zarra, Deputy Manager & Head of New Business di Rai Way, con un intervento dedicato agli scenari evolutivi della distribuzione.
La stessa Rai Way aveva annunciato la propria partecipazione al MAF 2026, indicando tra i casi da presentare anche il progetto tecnologico sviluppato per la trasmissione televisiva Piazzapulita su La7.
L’esempio, pur riguardando il settore televisivo, si inserisce nel più ampio tema dell’integrazione tra infrastrutture, competenze tecniche e distribuzione dei contenuti.
Per la radio, la questione è particolarmente attuale: FM, DAB+, streaming e piattaforme connesse rappresentano modalità differenti attraverso le quali le emittenti possono raggiungere il proprio pubblico.
Intelligenza artificiale, pubblicità e nuovi modelli di fruizione
Il programma del MAF 2026 si è sviluppato attorno a tre direttrici principali: user experience, contenuti e infrastrutture.
Tra gli argomenti inseriti nell’agenda figuravano l’intelligenza artificiale applicata all’informazione e ai processi produttivi, l’evoluzione della pubblicità, l’analisi delle audience e il ruolo delle piattaforme digitali.
Temi che riguardano anche il mercato radiofonico, nel quale le aziende stanno progressivamente affiancando alle attività tradizionali nuovi strumenti di produzione, distribuzione e misurazione.
L’attenzione all’audience intelligence, in particolare, richiama una delle questioni centrali per gli editori: comprendere come il pubblico utilizzi i diversi canali di accesso ai contenuti.
Allo stesso modo, l’intelligenza artificiale apre nuove possibilità per i processi produttivi e organizzativi, richiedendo però valutazioni sul ruolo delle competenze professionali e sull’affidabilità delle tecnologie utilizzate.
Il futuro della radio nell’ecosistema multipiattaforma
Il MAF 2026 non è stato un appuntamento dedicato esclusivamente alla radio, ma ha inserito il broadcasting radiofonico all’interno di una riflessione più ampia sul futuro dei media.
Per le emittenti italiane, uno degli aspetti più rilevanti riguarda la necessità di garantire la disponibilità dei propri contenuti attraverso infrastrutture differenti, mantenendo riconoscibilità e continuità del servizio.
La diffusione terrestre continua infatti ad affiancarsi ai servizi digitali, mentre l’evoluzione delle automobili connesse e dei dispositivi intelligenti introduce nuove modalità di accesso ai programmi.
Il confronto proposto dal MAF 2026 ha quindi richiamato temi che interessano direttamente anche l’industria radiofonica: distribuzione multipiattaforma, innovazione tecnologica e sostenibilità dei modelli editoriali.
Questioni destinate a rimanere centrali nelle strategie dei broadcaster italiani.