Radio, una canzone italiana ogni tre: la proposta della Lega

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Radio, una canzone italiana ogni tre: la proposta della Lega

Poco più di un anno fa si parlò di una proposta di legge fatta da Dario Franceschini secondo la quale le radio italiane avrebbero dovuto dedicare una certa percentuale della propria programmazione a musica prodotta nel nostro paese e ad artisti emergenti; noi affrontammo questo argomento in un articolo ma poi, probabilmente per il cambio dei vertici al governo non se ne parlò più.

La proposta di legge è stata recentemente ripresa in considerazione e rivisitata dopo l’ultimo festival di Sanremo in cui si è parlato molto di questo argomento.

Secondo la proposta di legge firmata da Alessandro Morelli, presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera e fino allo scorso anno direttore di Radio Padania, ogni radio Italiana dovrebbe dedicare un terzo della propria programmazione musicale ad artisti Italiani dando anche spazio agli esordienti e “tutelando la nostra musica”.

"La vittoria di Mahmood all'Ariston dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica" dice all'AdnKronos Morelli. "Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro Paese attraverso gli strumenti che ho come parlamentare". "Mi auguro infatti che questa proposta - dice parlando del suo progetto di legge - dia inizio a un confronto ampio sulla creatività italiana e soprattutto sui nostri giovani".

Secondo alcuni dati citati dallo stesso Morelli, in Italia, nella maggior parte delle radio, la quota di musica italiana trasmessa è pari o inferiore al 23% e in alcuni casi si parla addirittura del 10%.

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Il cantante salentino Al Bano ha commentato questa proposta schierandosi a suo favore: "Occorre tutelare di più la nostra tradizione, come fanno gli altri Paesi – ha detto - forse a Sanremo c'è stato un po' troppo rap, che è un genere più parlato che cantato. La nostra tradizione melodica non va dimenticata perché quando arriva un brano come Con te partirò, allora sbanca in tutto il mondo. Quindi - conclude - viva la musica italiana e soprattutto, almeno nella musica, che è portatrice di serenità e pace, non creiamo casini".

Verrà approvata questa volta la proposta di legge volta a modificare le programmazioni musicali delle radio Italiane? Ma soprattutto il pubblico sarà d’accordo? Presto scopriremo di più.

Articolo a cura di Adriano Matteo

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