Radio in auto: tra streaming e prominence, la sfida è restare accessibili
Come cambia la radio in auto tra streaming, DAB+ e nuove plance digitali. La prominence diventa una sfida per le emittenti.
La radio in auto continua a essere un punto di riferimento per milioni di ascoltatori, ma le nuove plance digitali stanno cambiando il modo in cui si accede ai contenuti audio. Tra streaming, podcast, smartphone e infotainment, la sfida per le emittenti non riguarda soltanto gli ascolti: riguarda anche la possibilità di essere facilmente trovate.
A riportare l’attenzione sul tema è un’analisi di Umberto Labozzetta pubblicata su Rockol il 2 novembre 2026, che mette a confronto le abitudini d’ascolto negli Stati Uniti e in Italia e approfondisce il ruolo della prominence, ossia la visibilità dei servizi radiofonici nelle interfacce digitali.
Radio e streaming: come cambia l’ascolto negli Stati Uniti
Secondo i dati del Public Radio Techsurvey di Jacobs Media citati nell’analisi, su un campione di oltre 17.000 ascoltatori abituali il 54% della fruizione rilevata avviene attraverso AM/FM, mentre il 43% passa dai canali digitali, tra app, streaming, smart speaker e podcast. Tredici anni prima, la quota dell’analogico era pari all’83%.
Anche l’automobile sta attraversando questa trasformazione: tra gli ascoltatori coinvolti nella rilevazione, la quota di tempo dedicata all’AM/FM durante la guida è scesa al 52%. La diffusione degli smartphone e dei servizi on-demand amplia le possibilità di scelta degli automobilisti. Si tratta, però, di risultati riferiti al campione statunitense della ricerca, non direttamente confrontabili con l’intera popolazione italiana.
La radio in auto in Italia: il ruolo di FM e DAB+
Il mercato italiano presenta caratteristiche differenti. La radio mantiene un rapporto stretto con la mobilità, sostenuto dalla diffusione dell’FM e dalla progressiva affermazione del DAB+. L’auto resta un ambiente strategico non soltanto per la ricezione del segnale, ma anche per il rapporto quotidiano tra ascoltatori, programmi e conduttori.
In Italia, la riconoscibilità delle voci e la continuità dei palinsesti hanno un peso importante. Programmi come Deejay Chiama Italia, Il Ruggito del Coniglio, Tutto Esaurito, Caterpillar e La Zanzara sono esempi di format che hanno costruito una relazione duratura con il proprio pubblico.
Si aggiunge poi la radiovisione, che affianca alla trasmissione audio una distribuzione televisiva e digitale. L’esperienza di RTL 102.5 e quella di altre emittenti nazionali mostrano come la radio possa ampliare i propri canali senza rinunciare alla diretta.
Prominence: perché la radio deve essere visibile sulle auto connesse
La trasformazione dell’infotainment introduce una domanda centrale: quanto è semplice trovare e ascoltare una stazione radio in un’auto di nuova generazione? Con i display touchscreen, funzioni un tempo raggiungibili con un pulsante dedicato possono finire all’interno di menu digitali, mentre le app di streaming occupano spesso posizioni immediatamente visibili.
Qui entra in gioco la prominence radiofonica: il principio secondo cui determinati servizi media di interesse generale devono poter essere individuati e raggiunti con adeguata facilità. In Italia il tema è stato portato all’attenzione delle istituzioni anche attraverso il lavoro di Confindustria Radio Televisioni (CRTV) e il confronto con Agcom.
Per le emittenti, infatti, essere disponibili su FM, DAB+ o internet non equivale automaticamente a essere accessibili all’ascoltatore. La progettazione delle interfacce può influire sulla possibilità concreta di scegliere la radio.
Sicurezza alla guida e accessibilità dei comandi
Accanto al tema regolatorio emerge quello della sicurezza stradale. La digitalizzazione delle plance ha alimentato il confronto sull’opportunità di mantenere controlli fisici per le funzioni più utilizzate durante la guida. Pulsanti facilmente riconoscibili possono ridurre la necessità di cercare comandi in più schermate.
Non si tratta di contrapporre tecnologia digitale e comandi tradizionali, ma di progettare sistemi intuitivi, che permettano di raggiungere i servizi audio senza distrazioni inutili.
Il futuro della radio passa anche dalle interfacce digitali
La trasformazione dell’ascolto va oltre il passaggio dall’FM allo streaming. Per le emittenti diventano importanti anche la presenza di loghi, informazioni sui programmi, titoli musicali e contenuti digitali nelle dashboard, insieme alle opportunità offerte da podcast, video brevi e radiovisione.
La sfida non è scegliere tra radio tradizionale e nuove piattaforme, ma garantire che la radio rimanga facilmente accessibile anche quando cambiano i dispositivi attraverso cui viene ascoltata. In questo scenario, prominence e progettazione dell’infotainment sono due temi centrali per il futuro del settore.