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Radio: cosa è cambiato tra ieri e oggi?

Radio differenze tra ieri e oggi

Alcuni anni fa, mi trovai a riflettere sul fatto che molte canzoni famose del passato e del presente contenessero la parola “radio”. Alcune di loro, sebbene in numero inferiore alle precedenti, erano addirittura dedicate a questo mezzo di comunicazione.

Non sono inoltre mancati i casi in cui, anche in Italia, diversi artisti abbiano sottolineato l’importanza di questo mezzo di comunicazione, dichiarandogli apertamente il loro amore come nel caso di Cesare Cremonini

Qualche giorno fa ho letto con piacere un’intervista rilasciata dal celebre Max Pezzali, che raccontava del nuovo singolo uscito proprio qualche settimana fa dal titolo Le canzoni alla radio”, canzone in cui si parla delle emozioni provate nell’ascoltare pezzi del passato e del presente proprio attraverso questo mezzo di comunicazione. Il cantante, tra l’altro, non è nuovo a questo tipo di brani, avendo scritto con gli 883 “La radio a 1000 watt”.

Ho trovato interessanti gli spunti di riflessione offerti dalle parole di Max durante l’intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui, tra ricordi intrisi di un po’ di malinconia “…mi ricorda la Golf di mio padre e quel momento in cui la radio raccontava la mia passione nascente per la musica underground si riafferma ancora una volta l’importanza e il ruolo sociale posseduto da questo fantastico mezzo di comunicazione: La radio era un veicolo che arrivava a tutti. Cosa che non è riuscita alla televisione.

Certo, al giorno d’oggi la realtà e il mondo che ci circonda sono molto cambiati ed anche se la radio vive ancora brillando di luce propria, Pezzali non ha esitato a porre l’accento su un fatto innegabile: Con lo streaming è tutto più frammentato, non c’è più qualcosa di unificante.

Dunque da una parte la vecchia radio in grado di riunire migliaia di persone virtualmente connesse tra loro e all’ascolto di una trasmissione radiofonica (come nel celebre film “I love radio rock”), dall’altro il mondo di oggi e lo streaming, che dà voce a tutti in maniera democratica (nessuno escluso, grandi network o piccole realtà) ma forse, come suggeritoci dal cantante, frammentando i possibili utenti e ascoltatori.

Trovo che sia un tema interessante di dibattito, senza cadere nella contrapposizione tra i “nostalgici” del passato e i sostenitori dei mezzi e delle tecnologie del presente/futuro: cosa pensate abbia perso la radio rispetto a qualche decennio fa e cosa invece pensate abbia guadagnato? E’ sempre la stessa, si è trasformata, in che modo? A voi la parola…

Articolo a cura di Mattia Savioni

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