La Radio non deve cambiare ma evolversi

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La Radio non deve cambiare ma evolversi

Si è tenuto Giovedì 5 Ottobre 2017 l’incontro Radio Goes Digital.

L’evento si è svolto su invito presso il lussuoso Hotel Principe di Savoia a Milano, non lontano dalla sede di Radio Mediaset, ed è stato organizzato dalla DigitalMDE.

L’incontro è stato un’occasione per scoprire le possibilità e le opportunità che il Digital Audio Advertising offre a editori, inserzionisti, concessionarie e agenzie. Erano presenti anche alcuni personaggi del panorama radiofonico italiano come Daniele Tognacca e Marina Minetti, station manager e conduttrice di R101, Filippo Solibello, speaker di Rai Radio2, e altri. La IAB Italia ha anche fornito una guida pratica ed accessibile a tutti per scoprire meglio, e sensibilizzare l'utente, all'uso di tutte le funzioni offerte dal Digital Audio Advertising.

Noi di Radiospeaker.it abbiamo già avuto l’occasione di scambiare due parole con Mirko Lagonegro, fondatore di DigitalMDE, ex station manager di R101 e Discoradio, in vista della sua presenza al Web Radio Festival 2017.

Nella prima parte dell’incontro è intervenuto lo storyteller e speaker di Rai Radio2 Matteo Caccia che ha rotto il ghiaccio parlando della Forza dell’Audio, di come l'ascolto, la narrazione e il contenuto di qualità sappia conquistare e trascinare l'ascoltatore in un viaggio personale e creare empatia con esso. Mirko Lagonegro ha parlato poi del presente italiano del Digital Audio, coadiuvato da Daniele Sesini, di IAB Italia, e da Andrea Lamperti, direttore osservatorio internet media del Politecnico di Milano.

Il mercato del Digital Audio Advertising è sempre più in crescita, soprattutto negli Usa. Questo settore va ad affiancare brand già targetizzati con servizi come simulcast, webradio, music apps e podcast. La fruizione dei contenuti è sempre più digital e accessibile da smartphone, soprattutto tra i giovani.

Tramite il Programmatic Audio è possibile appunto programmare contenuti specifici in base ai device, alla località, all'audience degli utenti andando a migliorare l'esperienza di ascolto e il proprio business. Da considerare che l'audio è un linguaggio smart e fruibile anche quando non è presente un contenuto video. Oltretutto tramite l'utilizzo del digitale è possibile misurare e monitorare gli ascolti con precisione, e non su sondaggio, e muoversi di conseguenza. Uno spot pubblicitario può posizionarsi prima dei contenuti, Pre Roll, in mezzo, Mid Roll, dopo, Post Roll, per i podcast audio o in parallelo a un cluster di pubblicità FM, Spot Replacement.

Il mercato italiano del Digital Audio, legato anche al video, ha un giro di 2,4 miliardi di euro circa. Una delle prime esperienze italiane di Digital Audio Advertising è stata raccontata da Mara Negri di Mediamond che ha raccontato come l'offerta pubblicitaria del gruppo Mediaset, da proporre al cliente, si sia allargata grazie ai numerosi device di fruizione dei contenuti radiofonici e all'utilizzo del Digital Audio.

È possibile poi fornire al cliente un dato per vedere come sia andata la campagna pubblicitaria e, nel caso, ottimizzarla. Il co-fondatore di DigitalMDE Davide Panza ha illustrato l’evoluzione e i nuovi contesti d’uso.

La radio non deve cambiare ma evolversi e adattarsi alle tecnologie utilizzate al giorno d'oggi e sfruttarle per dare un'esperienza migliore all'utente e monetizzare. Gli aggregatori di streaming radiofonico non vengono visti di buon occhio per il Digital Audio in quanto esso può essere utilizzato solo su mezzi proprietari, come l'app dell'emittente, e non su terzi e conseguentemente non monetizzabili. Unica eccezione per Radio Player, un aggregatore di flussi radio che può essere gestito autonomamente dall'agenzia pubblicitaria dell'emittente.

Oltretutto questa App è hybrid, ovvero commuta da sola tra FM, DAB e streaming per garantire l'ascolto migliore possibile. Questa potrebbe essere la soluzione per utilizzare il Digital Audio anche tramite Car Play. Un mondo affascinante e ricco di possibilità si prospetta per l’Audio e per la Radio, rigorosamente...Digital!

Articolo a cura di Stefano Tumiati