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La radio unisce: dopo il World Radio Day i radiofonici si incontrano a Milano per una cena “unofficial”

La radio unisce: dopo il World Radio Day i radiofonici si incontrano a Milano per una cena “unofficial”

Per quanto l’unione e la coesione fra i radiofonici e le radio non sia una novità – l’abbiamo visto al World Radio Day pochi giorni fa – è importante sottolineare quanto, da sempre, i radiofonici, senza distinzione di emittente, ruolo o copertura, spesso prima che colleghi siano grandi amici.

Fa parte della storia della radio italiana, dagli albori della radio privata, che fra l’altro quest’anno festeggiano 50 anni di attività, quando fra Radio Milano International e la prima Radio Deejay venivano fuori i primi nomi di grandi disk jockey, molti dei quali fra radio e tv oggi sono ancora in attività. E ogni tanto spunta qualche foto o qualche testimonianza di incontri fra alcuni dei “ragazzi di via Massena” che, anche con strade diverse alle spalle, sono rimasti grandi amici.

La radio che da sempre unisce tutte le generazioni di radiofonici

L’ultima di queste foto l’ha postata Albertino che, in viaggio verso la Puglia, ieri si è ritrovato in aeroporto con Amadeus e Mario Fargetta. Ma la lista sarebbe lunghissima se pensiamo alle storiche voci che da decenni ci accompagnano in radio: un altro esempio potrebbe essere la foto che testimonia l’incontro fra sei leggende radiofoniche, ormai tutte voci di radio diverse, scattata in una calda mattinata di luglio del 2020.

Ma a quanto pare questo fenomeno ha “colpito” un po’ tutte le generazioni che fanno questo mestiere e, in modo trasversale, si inserisce fra speaker, tecnici e redattori di tutte le emittenti grandi e piccole, fra Roma, Milano e non solo. Ne abbiamo avuto una prima conferma lo scorso 13 febbraio al Talent Garden Calabiana a Milano durante i festeggiamenti del World Radio Day; sono infatti spuntate foto di incontri e abbracci fra amici radiofonici, grupponi di ragazzi che si rincontrano più o meno spesso ma che quel giorno avevano un motivo in più per farlo: l’amore per la radio.

Dal World Radio Day alla cena “la radiofonica”

Non sono però solo questi eventi a unire, perché attorno a grandi tavolate possono nascere veri e propri format “unofficial” con l’unico scopo di mettere insieme chi ha questa grande passione. È il caso de “la radiofonica” una cena nata per gioco e che sabato scorso ha riunito oltre 20 giovani radiofonici – casualmente in un ristorante che si trovava proprio sotto la storica sede di RMI 101 – con l’unico scopo di passare una serata tutti insieme, fra amici prima che fra colleghi.

Alcuni si conoscevano da una vita, altri solo attraverso i social (o alla radio, è il caso di dirlo) e hanno avuto modo finalmente di incontrarsi, altri lavorano e vivono abitualmente a Roma e si trovavano a Milano per impegni personali o lavorativi: di quale altra scusa avevamo bisogno per incontrarci?

Una cosa è certa: la radio quest’anno festeggia 100 anni di vita e una delle costanti che l’hanno resa forte è sicuramente l’unione che crea non solo fra gli ascoltatori ma, possiamo dirlo a gran voce, anche fra chi la fa.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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