Cristina Borra di Rtl 102.5 intervistata da Radiospeaker.it

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Cristina Borra di Rtl 102.5 intervistata da Radiospeaker.it

CRISTINA BORRA DI RTL 102.5

Radiospeaker.it si intrufola nel pomeriggio di RTL 102.5, prendendo in considerazione il format radiofonico in onda dalle 15:00 alle 17:00: “The Flight”.

Tra le tante conduzioni che hanno contraddistinto il programma, vi è anche quella di Cristina Borra, londinese di nascita, con alle spalle un notevole curriculum di esperienze radiofoniche in importanti network. Una passione per la radio, sorta da giovanissima e prolungatasi con la lunga esperienza nell’emittente di Suraci.

Il punto di vista di una speaker proveniente da una realtà diversa dove anche il mezzo radiofonico assume differenti sfaccettature. Infatti, nel corso dell’intervista vengono evidenziati i punti specifici dell’emittenza inglese. Curiosità e amore per la radio nelle parole di una conduttrice “made in U.K.”!

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Tra le tue passioni anche l’amore per la musica Rock , divenuta poi un’occasione per avvicinarti all’universo radiofonico.
Si, ho cominciato a “Rock FM”, una realtà radiofonica di successo in Italia, attualmente inesistente. Tra  l’altro sono stata fortunata perché, vivendo in Inghilterra, ho avuto la fortuna di avere come “tata”, quella dei figli di Jimmy Page. Quindi da subito, il mio inizio, è stato “rock ‘n roll” in tutti i sensi.

Considerando la tua enorme esperienza professionale ad RTL 102.5, c’è un episodio che è risultato significativo per il prosieguo della tua carriera?
Sicuramente la conduzione con Federico, “l’Olandese Volante”, che fino a quel momento non aveva mai condotto in coppia. All’inizio non è stato semplice abituarmi con lui, il Dj per eccellenza, non solo grande di statura ma anche come spessore professionale, però mi ha insegnato un sacco di cose.

Come definiresti la tua conduzione radiofonica?
Spontanea. Ovviamente in questo mestiere bisogna essere sempre di buon umore, ma sicuramente, quando sono in onda, quelle due ore per me diventano la parte più bella della giornata, a prescindere da tutto.

Pensi che l’influenza della televisione in radio possa ostacolare un possibile inserimento di talentuosi speakers in importanti network radiofonici?
Purtroppo si. La radio e la tv appartengono a due ambiti professionali molto diversi.

Il futuro della radio dal tuo punto di vista.
Speriamo che la radio vada avanti, anche se alcuni sono titubanti. Secondo me la radio ci sarà sempre, oggi  grazie alla radiovisione vi è anche la possibilità di scoprire chi c’è dietro al microfono. In verità non saprei la radio che piega possa prendere, non mi sento di fare una previsione, data l’enorme differenza tra la radio italiana e quella presente in Inghilterra.

A tal proposito, qual è la differenza specifica tra la radio italiana e quella inglese?
In Inghilterra ci sono meno radio nazionali ( BBC 1) e c’è la possibilità di realizzare un programma “ di settore”, senza voler essere omogenei. Infatti, vi sono emittenti tematiche: dance, rock etc. Inoltre si lavora tanto anche sulla costruzione del personaggio.

Cosa ne pensi di Radiospeaker.it?
Complimenti a chi da spazio alla radio. E’ sicuramente qualcosa di meraviglioso!

Intervista a cura di Maurizio Schettino