International Radio Festival 2016: 10 Riflessioni

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International Radio Festival 2016: 10 Riflessioni

Come molti di voi avranno potuto leggere, vedere, sentire, il fine settimana appena trascorso è stato molto importante per tutti gli amanti della radio perché a Milano c’è stato l’International Radio Festival 2016.

La squadra di Radiospeaker.it era ovviamente presente e parte attiva di questa iniziativa insieme al nostro direttore Giorgio D’Ecclesia ed io mi sono divertito a “gironzolare” per la sede dell’evento cercando di intercettare informazioni, sensazioni, testimonianze legate alla radio ed al suo mondo.

Ecco allora quello che penso di avere imparato:

1) Gli amanti della radio sono proprio tanti e non credo che un evento o un programma televisivo possa mai riuscire a concentrare in un unico spazio tanti appassionati e seguaci, come invece è accaduto nel corso di questo Festival.

2) In questo evento non c’è stata una netta separazione (se non negli spazi fisici) tra radio locali, grandi network o web radio: per una volta si era tutti accomunati dalla passione per il mezzo radiofonico, indipendentemente dalla quantità di ascoltatori o dall’importanza dello stesso.

3) Chi fa parte del mondo della radio (siano essi speaker, registi, fonici o tecnici in generale) per sua indole tende sempre a volersi migliorare ponendosi obiettivi e mete sempre più ambiziose.

4) Un tempo si iniziava a fare radio guidati solamente dalla passione, mentre oggi (purtroppo) molte persone si avvicinano a questo mezzo di comunicazione con l’obiettivo principale di voler diventare “famosi”.

5) Nonostante quanto detto nel punto precedente, ci sono ancora tanti sognatori che fanno questo mestiere (o hobby) mossi da una grandissima passione per le sensazioni che solo la radio può trasmettere.

6) Ho notato che mentre alcuni degli speaker attuali dei grandi network hanno incominciato a far radio per passione, trasformatasi poi in un vero e proprio lavoro, al giorno d’oggi le possibilità di riuscire in questo “passaggio” sono molto più remote: sia perché il livello di uno speaker deve essere già abbastanza elevato in partenza ma anche perché la radio si è trasformata in una vera e propria azienda e deve fare i conti con molteplici dinamiche.

7) Moltissimi appassionati sono giovani laureati in discipline completamente diverse da quelle inerenti la comunicazione, che coltivano però il sogno (e il diritto) di far diventare la radio un vero e proprio mestiere.

8) Anche in questo mondo, come in molti altri ambiti del nostro Paese, è necessario che venga dato spazio ai giovani pieni di idee e spirito d’iniziativa.

9) Tra tutte le iniziative, la presenza di radio ed emittenti straniere provenienti da tutto il mondo, è quella che ha reso unico questo evento.

10) Per la nostra squadra è stata un’esperienza meravigliosa ed unica, che vogliamo assolutamente ripetere! E allora grazie a tutti quelli che ci sono stati ed hanno animato questa “tre giorni” radiofonica.

Mi piacerebbe chiudere con una domanda che mi hanno fatto in molti, che però giro direttamente a voi: come avete trovato questo Festival? Critiche in positivo e negativo? Per chi è stato presente anche lo scorso anno, quale dei due avete preferito?

Articolo a cura di Mattia Savioni