Linus: Fabio Volo non lascia Radio Deejay, Platinette si!

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Linus: Fabio Volo non lascia Radio Deejay, Platinette si!

In questi giorni si è letto in diversi siti web e giornali dell’ apparente o forse meglio dire ricamata notizia per cui i rapporti tra Linus, Fabio Volo e Platinette si sarebbero rotti e adirittura c’è chi ha affermato che non si rivolgevano nemmeno più il saluto tra i corridoi di via Massena.



Questa non vuole essere una difesa di parte, ma la semplice presa di posizione di fronte ad un certo modo di trattare il mondo della radio, che molto spesso non ha nulla a che vedere con i meccanismi "gossippari" che invece gravitano intorno a quello della tv. Ma qualcuno di voi potrebbe obiettare che pur sempre si tratta di personaggi, che con quel mondo si intrecciano.

Da redattrice in erba che per scelta ha deciso di occuparsi da tempo di questo argomento con Radiospeaker.it, mi viene spontanea una riflessione che vorrei condividere con voi. Conservo e cresce sempre di più dentro di me un’immagine della Radio che trae la sua forza dalle personalità di chi la conduce, nonostante la ormai consolidata interattività alla quale si è avvicinata e in alcuni casi affidata. Che non sia questo il motivo per cui, il gossip, in questo caso non veritiero, colpisce anche personaggi radiofonici?

Tralasciando, Platinette e Fabio Volo, strettamente collegati anche all’ambiente televisivo, mi preoccupa e pare strano che anche Linus, raramente presente in tv, venga coinvolto in tutto ciò. Mi spiego meglio: quando la Radio era solo una voce di cui si conosceva il nome, ma se ne ignorava il volto, così come la gestualità che la accompagnava o si doveva immaginare come era fatta la stanza dalla quale trasmetteva, non accadevano certe cose.

L’elemento caratterizzante era il mistero, per cui non esisteva, che io ricordi, il gossip radiofonico. Senza demonizzare l’interattività, mi sembra di assistere alla nascita di qualcosa di nuovo dovuto proprio a quest’ultima, che se da un lato ha arricchito e permesso a tanti di avvicinarsi ancora di più al mondo della radio, dall’altro offre man forte a chi cerca di veicolare e modificare in un certo senso l’immagine dell’ambiente radiofonico.

Ma torniamo ai fatti, di cui siamo orgogliosi, per scelta, di parlarne solo dopo l’avvenuto chiarimento da parte di Linus. Come si apprende dal suo blog, riferendosi al “caso Platinette”, afferma : “Da un mese a questa parte gira la voce che io e la Platy abbiamo litigato. Mai successo, e sfido chiunque, Mauro in testa, a sostenere il contrario. L’unica verità è che ho fatto il mio lavoro, che è fatto anche di decisioni dolorose. Sono stato il primo a credere in lui, ormai quasi quindici anni fa. Ma sapete, perchè ve l’ho fatto capire in tutti i modi, che ritengo che la radio abbia bisogno di rinnovarsi, e l’unico modo per farlo è attraverso alcuni personaggi. Tre mesi fa ho comunicato alla Platy che era arrivato il momento di prendere strade diverse, e l’ho fatto con grande dispiacere dal punto di vista umano. Vorrò sempre bene a Mauro e gli sarò sempre grato per tutto quello che mi ha dato e ci ha dato. Ma ho preso una decisione e devo andare fino in fondo. Raccontare che abbiamo litigato è meschino e fasullo”.

Mentre per Fabio Volo riferisce: "Questa mattina mi chiama e mi chiede: “ma io e te abbiamo litigato? Perchè c’è scritto su un giornale”. Ecco, questa è la credibilità di molta stampa. In tutti questi anni abbiamo giocato al buono e al cattivo, alla vittima e al carnefice, ma, come dico sempre, se fossi veramente stronzo permetterei a chi lavora per me di offendermi in diretta? Non mi offendo perchè è un gioco, e chi non lo capisce non mi interessa. Fabio ha un contratto con noi (chiesto da lui) fino alla fine di agosto 2013. Ma ha anche una vita e degli interessi che sempre più difficilmente si sposano con la quotidianità della radio. E proprio perchè non abbiamo mai litigato stiamo cercando (insieme) una soluzione per l’anno prossimo. Quando l’avremo trovata lo saprete.”

Come avrete notato, stiamo parlando di due versioni, quella dei giornali e quella del diretto interessato, molto diverse tra loro, dove la fantasia dei primi si è liberata in maniera del tutto spropositata oltre a portare con se quel cattivo gusto che contraddistingue da sempre un certo tipo di gossip.

Forse troppo idealista, ma rimango con la speranza nel cuore che la radio sia un giardino segreto dove l’espressione della personalità sia il centro del suo successo. Ora la mia domanda a voi: non vi spaventa l’idea che nasca un certo tipo di gossip radiofonico che possa in qualche modo, attirare di più l’attenzione su questo mezzo, ma che dall’altro ne rovini la sua peculiarità?

Articolo a cura di Catia Demonte