Radio Capital - Solo Classici, solo Capital

Storia della Radio

Radio Capital - Solo Classici, solo Capital

Fondata da Roberto Tracogna, l’emittente radiofonica nasce come quotidiano radiodiffuso nel 1977; Tra il ’77 e 1980 assume varie denominazioni fino al nome definitivo di Radio Capital con il claim “ Dance all day” che ne sottolineava il Format basato su musica dance. Nel 1982 il fondatore lascia il progetto e l’anno successivo la radio cambia Format con musica dance “non stop”, prima radio di Milano a sostenerne l’idea. L’allora piccola radio Capital di Milano divenne la radio del momento.

Nel 1987 venne acquistata dalla Deejay’s gang di Claudio Cecchetto che ne sperimenta un nuovo format in inglese, il progetto si modificherà in breve in un Format di musica “disco” anni ’70 con grande plauso di tanti radioascoltatori. Con l’entrata in vigore della legge Mammì (legge 223/1990), Cecchetto ne chiese la concessione come radio locale, avendo già richiesto in precedenza una istanza per la concessione nazionale di Radio Deejay, ma nel 1994 cede le quote di Radio Deejay al potente gruppo l’Espresso e si concentra solo sulla gestione di Radio Capital.

Successivamente Cecchetto acquista la concessione nazionale dal gruppo Monti- Riffeser della Radio centro Toscana s.p.a. e la ridenomina Radio Capital solo grandi successi. Trasferisce la sede da via Massena (vicino gli studi di radio DeeJay) al Forum di Assago, dove vi colloca i vecchi impianti della radio locale, avviando anche una campagna acquisti di frequenze. La radio allarga il proprio bacino di utenza a tutta la Lombardia. Cecchetto realizza una grande rivoluzione: persa Radio DeeJay, Radio Capital inizia a cambiare volto.

Arrivano le prime voci: quella di Fiorellino, Manuela Doriani, Zap Mangusta, Pier Paolo Pieroni, Nikki, Luca Laurenti, Jovanotti, Fiorello, Amadeus, Mauro Repetto; con le nuove frequenze Radio Capital è arrivata fino al centro Italia e si fa chiamare Capital Music Network. A Capital si cambia anche la programmazione: Cecchetto da il via a una serie di sperimentazioni, manda in onda personaggi particolari come Fabio Volo e Cesare Ragazzi.

Dalla tv arrivano Giorgio Mastrota e Wanna Marchi, mentre dal settore calcistico Stefano Sacconi. Il caso gestione Cecchetto resta il Dj Ancelo, parodia del dj tamarro, che con Amadeus conduce “Uno due dieci”. Nel 1995 Capital arriva al mezzo milione di ascoltatori al giorno, ma perde Amadeus: Anche Fiorello lascia e alla fine del 1996 abbandona l’emittente anche Manuela Doriani.

Da Videomusic, però, arrivano Alberto Lorenzini e Gianfranco Monti mentre Marco Mazzoli affianca Dj Ancelo nel programma rimasto orfano di Amadeus. Jovanotti, che per ragioni artistiche ha difficoltà di collocamento, appena trova il tempo, non si lascia sfuggire l’occasione di tornare al microfono. Sempre nel 1996 Cecchetto e Roberto Piccinelli presentano“Night Evolution”, il primo Gr dedicato al mondo della notte:le discoteche. Alla fine del 1996 un colpo grosso: Cecchetto si rende conto che le risorse non bastavano per competere con gli altri grandi collossi nazionali, cosi decide di cedere Radio Capital, dando l’annuncio della vendita di Capital all’Espresso, la stessa azienda che due anni prima aveva acquistato Radio DeeJay.

Il gruppo trasferirà la nuova emittente a Roma, rafforzando il segnale con il completamento della copertura nazionale. Nel 1997 il gruppo l’Espresso nomina direttore artistico Carlo Mancini (leggi l'intervista a Carlo Mancini). Scatta un potenziamento degli impianti, la radio cambia Target, rivolgendosi ad un pubblico diverso che varia dai 25 ai 45 anni. Il palinsesto musicale si modifica e, viene dedicato, per la maggiore, ai classici pop dell’ultimo trentennio e, per il resto, alla promozione dei grandi artisti italiani ed internazionali. Lo stile di conduzione degli speaker risulterà più morbido e rilassato. Maggiore spazio sarà dato dalla redazione al giornale radio.

Dopo vari e non sempre fortunati rilanci, Radio Capital è decollata soprattutto come Magazine di informazione radiofonica, oltre che stazione radio di grandi classici anni 70-80-90. Riassumendo, tre le più importanti generazioni al comando: il rivoluzionario Cecchetto, il sobrio Mancini e il frizzante Linus che tentò di svecchiarne il registro con tutte le dovute polemiche del caso (Leggi l'intervista a Linus). Oggi Radio Capital, assieme a Radio DeeJay e m2o rientra nel gruppo l’Espresso. Direttore di redazione Vittorio Zucconi, mentre direttore dei programmi è Danny Stucchi (leggi l'intervista a Danny Stucchi).


Il palinsesto si avvale come tutti i grandi network di programmi musicali, di intrattenimento e informazione. Slogan, attuale e moderno, che caratterizza il marchio è: “Solo classici, solo Capital”. Ulteriori novità nel 2011 sbarcano in radio: dal novembre 2011 Capital trasmette in esclusiva radio il programma “Servizio pubblico” di Michele Santoro e, contemporaneamente, nasce anche Radio Capital Tv(canale 158 del digitale terrestre), interamente incentrata sui classici musicali.

Oggi voci di Radio Capital: Andrea Prezioso, Benny, Betty Senatore, Assante & Castaldo, Emilio Marrese, Andrea Lucatello, Edoardo Buffoni, Doris Zaccone, Fabiana Bisulli, Giancarlo Cattaneo, Luca De Gennaro, Luca Bottura, Mary Cacciola, Gigi Ariemma, Fabio Arboit, Sergio Mancinelli, Vittorio Zucconi, Silvia Mobili, Riccardo Quadrano, Mixo, Massimo Oldani, Mario De Santis.

Scheda Radio
Anno di lancio: 1985 
Editore: Elemedia S.p.A.
Claim: Solo classici, solo Capital
Indirizzo web: www.capital.it
Diffusione terrestre: analogico(Fm);digitale ( DVB-T, DAB); satellitare(Sky); streaming web( internet)

Articolo a cura di Nicoletta Zampano