Radio Rai: I Vincitori del Concorso La Radio è di Parola

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Radio Rai: I Vincitori del Concorso La Radio è di Parola

A metà novembre Radiospeaker.it vi aveva parlato qui, di “La radio è di parola”, il concorso radiofonico indetto da Radio Rai Uno, spiegandone le modalità per parteciparvi. Oggi, sono arrivati i tanto attesi risultati.

Una giuria composta dai membri più importanti della RAI come il Direttore di Radio Rai Bruno Socillo e il Direttore artistico del concorso Igor Righetti, da voci come Luca Ward e dai maggiori quotidiani come il Corriere della Sera, Repubblica e Il Tempo, ha decretato, davanti ad un notaio presente nella Sala A, di Via Asiago a Roma, i vincitori della terza edizione del concorso “La radio è di parola”.

I fortunati sono: Alfonso Maria Avagliano (“Radio 1 sport”);
Gino Manfredi (“Il ComuniCattivo”);
Vito Capozzo (“Baobab”);
Marta Squicciarini (“Radio 1 musica - Start”);
Simona Volta (“Radio anch’io”);
Francesco Errante (“Attenti a Pupo”). Quello che vedete tra parentesi, è il nome del programma durante il quale ciascuno dei vincitori interverrà, affiancando i professionisti di Radio Rai Uno.

Un’opportunità di crescita molto importante per tutti quelli che sognano di entrare del mondo radiofonico. Il Direttore artistico del concorso, Igor Righetti, tracciando un quadro su questa terza edizione, ha dichiarato che in tre mesi ha ricevuto 1.141 mp3, un numero decisamente superiore rispetto a quelli dell’edizione precedente. Si sono presentati al concorso persone di un età compresa tra i 18 - 30 anni, provenienti da ogni parte d’Italia.

Trecento coloro che hanno inviato il proprio mp3 pur essendo speaker professionisti o già impegnati in altre radio. Tra gli errori più frequenti: la dizione, la mancanza di ritmo e di personalità, errori grammaticali e poca originalità nell’ideare programmi. Infine, molti si sono affidati all’improvvisazione, e quindi pur avendo un buon timbro sono risultati banali, altri, invece, esattamente il contrario. Nonostante delle buone idee non sono riusciti ad interpretarle.

Articolo a cura di Ilaria Frosi