Buon Compleanno Radio Siani: cinque anni per la web radio della legalità

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Buon Compleanno Radio Siani: cinque anni per la web radio della legalità

Sono trascorsi cinque anni da quando un gruppo di giovani studenti dediti al volontariato ha fondato Radio Siani, con lo scopo di raccontare la periferia, le sue storie di emarginazione e disagio, di coraggio ed impegno sociale.

Impegno soprattutto nella lotta alle mafie e da qui la dedica, nel nome dell’emittente, al giovane cronista napoletano Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra a soli 26 anni (era il 23 settembre 1985), perché considerato una voce scomoda. Impossibile non risalire, con la memoria, a Radio Aut, la radio di Peppino Impastato (anche lui ucciso dalla mafia, il 9 maggio 1978), usata proprio per denunciare i potenti mafiosi del paese.

Di grande valore simbolico è anche la sede dell’emittente campana, una casa confiscata al boss della camorra di Ercolano Giovanni Birra. E proprio dal balcone dell’appartamento oggi l’emittente ha trasmesso in filodiffusione, con le casse rivolte su corso Resina e via Cuparella, per festeggiare il suo quinto compleanno, per festeggiare questi 5 anni di attività, di impegno, cinque anni in cui le voci dei collaboratori si sono levate libere e hanno gridato forte e chiara la loro denuncia alla criminalità organizzata.

Tutta la giornata è stata dedicata alla divulgazione di messaggi di legalità, con interventi di esponenti delle forze dell’ordine, giornalisti e colleghi di altre radio, con cui si è fatto il punto sulle mafie in Italia. Ecco alcuni nomi: il Tenente Colonnello Antonio Petti Comandante del Gruppo di Torre Annunziata, Danilo Sulis di “Radio 100 Passi”, Andreana Illiano giornalista calabrese de “Il quotidiano del sud”, Ester Castano de “Il Fatto Quotidiano”, Marilù Musto de “Il Mattino” e tanti altri. Significativa anche la presenza di artisti e scrittori.

A tutti coloro che hanno preso parte alle attività odierne, ma anche a chi le ha seguite e supportate, a chi ha inviato una parola di stima, un messaggio di riconoscimento o un augurio, sono rivolte, in primis, le parole di ringraziamento di Giuseppe Scognamiglio, Presidente della Cooperativa sociale Radio Siani, raggiunto telefonicamente: «Abbiamo ricevuto la risposta che ci aspettavamo, forse anche di più – afferma – perché ricevere messaggi di stima e di vicinanza dalle personalità di spicco del mondo dell’antimafia, ma anche di tanti artisti, per noi significa tanto. Senza tralasciare gli amici che in questi anni sono passati qui in radio e che hanno contribuito a farci crescere, tra cui anche le associazioni impegnate nel sociale con cui collaboriamo».

Sui social, infatti, sono dilagati messaggi di augurio da parte di Roberto Saviano, The Jackall, Angela Cortese (Consigliere Regionale della Campania e Presidente della Commissione anticamorra del Consiglio regionale), Rosy Bindi (presidente della Commissione parlamentare antimafia) e tantissimi altri.

«Radio Siani è un mezzo di denuncia sociale – spiega Giuseppe - ma quando ci siamo resi conto che non arrivavamo al cento per cento alle persone, per scuotere le coscienze e creare coscienze critiche abbiamo deciso di scendere per strada, prenendoci cura dei minori a rischio, delle fasce deboli. Dunque il nostro lavoro non è più solo comunicativo, ma di recupero sociale, ludico e creativo vero e proprio, così da allontanare i giovani dalle logiche della camorra, della mafia e del malaffare, avvicinandoli alla bellezza, un po’ come ci insegnava Peppino Impastato, ai valori veri di un tempo, che si stanno perdendo. Attraverso la cultura, le arti e i mestieri si può uscire dall’oscurità, assicurarsi un futuro migliore, un futuro diverso e libero».

La speranza di Giuseppe è che il progetto Radio Siani possa essere un esempio anche per altre parti d’Italia, «per altri posti in difficoltà come il nostro». Con la sua attività quotidiana, col suo costante impegno al fianco delle forze dell’ordine e delle associazioni, i giovani di Radio Siani rappresentano il buono che fa di tutto per emergere nel marcio che lo circonda e che fa di tutto per non farsi sopraffare.

Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!» . Peppino Impastato/Luigi Lo Cascio, I cento passi

 

Articolo a cura di Giusy Dente