Gabry Venus: vent’anni di gag e creatività a Radio Globo
Autore di format, gag e personaggi storici di Radio Globo, Gabry Venus racconta il suo percorso creativo tra radio, satira e nuove tecnologie.
Vent’anni di lavoro dietro le quinte (ma con effetti ben visibili) fatti di scrittura, intuizioni e comicità, che hanno contribuito a definire uno stile riconoscibile nel panorama radiofonico italiano.
Gli inizi tra satira e scrittura
Gabry come scopri la tua vena creativa in ambito umoristico?
“Così, di botto. Da piccolo rimango affascinato da questo TG satirico agli albori (Striscia la Notizia), senza neanche sapere cosa significasse davvero ‘satira’. Scopro una vecchia macchina da scrivere di una zia, arrugginita (sì, lo era proprio la zia) e inizio a scrivere notizie demenziali.
Lì capisco che mi diverte inventare storie, personaggi, mondi. Ovviamente senza immaginare minimamente che un giorno sarebbe diventato un lavoro.”
L’arrivo a Radio Globo e il lavoro di squadra
Da quegli albori a tutti i personaggi che scrivi oggi, ne sono successe di cose!
“Innumerevoli. Dopo l’università mi propongono uno stage a Radio Globo e io rispondo: ‘Ma che ci vado a fare?’.
Poi mi ritrovo in un ambiente iper stimolante, con compagni di viaggio speciali: Massimo Vari (con cui ho condiviso più tempo e più risate che con chiunque altro nella mia vita), Francesco De Carlo, Nandone e molti altri. Fino ad arrivare al quintetto di oggi, in cui oltre a Massimo ci sono Giovanni, Flaminia e Federica (Lucifòra, Cappelli e De La Vallè), che sono compagni di squadra pazzeschi.
In quello che scrivo c’è molto anche di loro: idee, spunti, contaminazioni continue. È un gioco di squadra vero.
Tra parodie di canzoni, supereroi improbabili, scherzi telefonici e parodie di personaggi, la scrittura è sempre stata il centro di tutto. Ancora oggi è la cosa che mi diverte di più.”*
Creatività e nuove tecnologie
Oggi che momento creativo stai vivendo?
“Un momento molto interessante. Se invece di spaventarti dall’innovazione la usi con intelligenza, si aprono possibilità incredibili. L’AI, se usata con correttezza, è uno strumento potentissimo.
Personaggi come il Sindaco Gualtoggi, lo chef Canevàcciolo o gli scoop del CoronaVirus sono potenziati dalla tecnologia, ma la parte fondamentale resta sempre la stessa: l’idea, la scrittura, la visione dell’autore.
La comicità non nasce dagli strumenti, nasce da una vena. E di sangue nell’AI non ce n’è… almeno per il momento!”

Radio e musica: due anime creative
Accanto alla radio, Gabry Venus porta avanti anche un percorso nella musica elettronica, tra produzione e DJ set.
Sei anche un DJ Produttore di musica House. Da anni ti vediamo in nomination agli Italian Dance Music Awards ed hai fatto anche molte cose a livello internazionale. Sono due intelligenze creative parallele che convivono?
“In effetti le vedo così! Perché sono ambiti differenti con un comune denominatore, che credo sia la caratteristica saliente di chi vive da artista: ritrovarsi spesso con gli occhi che apparentemente guardano il vuoto, ma in realtà stanno vedendo una storia, immaginando una melodia, creando una risata.”
Due soddisfazioni diverse
Quale delle due dimensioni ti da maggior soddisfazione? Produrre un brano Dance o una gag radiofonica?
“In realtà sono due soddisfazioni molto diverse.
Nel preparare una gag mi diverto e la soddisfazione è immediata: vedi subito il pubblico reagire, ridere, riconoscersi. È un filo diretto, quasi fisico.
Produrre musica house invece è qualcosa di più intimo: ballo da solo in studio mentre creo e arrangio, ed è una goduria personale fortissima.
Poi però devo dire che vedere DJ mondiali come Bob Sinclar, David Guetta o Lost Frequencies suonare un mio brano, o esser stato a suonare in India, a Miami, a Ibiza, sono una “peak experience” senza eguali!”
Il presente e le scelte artistiche
Hai reso l’idea! Oggi in quale dei due ambiti ti senti di più?
“Dopo il Covid ho creduto che il mondo delle discoteche sarebbe cambiato drasticamente. La radio, oltre ad un grande amore, è anche un mezzo che nonostante l’età, considero eterno, soprattutto considerando le sue evoluzioni multimediali di piattaforma. Ad oggi la considero passione ma decisamente il mio lavoro principale.
La produzione di musica rimane soprattutto una passione e, anche se ho ottenuto traguardi e soddisfazioni, mi piace considerarla tale.
Ritengo sia la dimensione giusta. È arte. E come tale quando la si fa con un fine prettamente commerciale, si inquina qualcosa. Si rompe una magia.”