HomeMagazineWorld Radio DayAngelo De Robertis al World Radio Day: “Non bisogna ambire a un posto migliore, bisogna essere bravi dove si è”

Angelo De Robertis al World Radio Day: “Non bisogna ambire a un posto migliore, bisogna essere bravi dove si è”

Angelo De Robertis al World Radio Day: “Non bisogna ambire a un posto migliore, bisogna essere bravi dove si è”

Al World Radio Day 2026, sul main stage organizzato da Radio Speaker, è salito Angelo De Robertis, oggi station manager di Radio Norba, ma soprattutto una delle figure che hanno attraversato da protagonista quasi cinquant’anni di radio italiana.

Una carriera iniziata negli anni Settanta, quando la radio era ancora lontana dall’essere un’azienda strutturata. De Robertis lo ha raccontato con grande lucidità: “all’inizio la radio non era un’azienda, non era un’industria, era un momento dove i ragazzi si ritrovavano”, condividendo musica, esperienze e passione.

Dagli anni Settanta a Radio Norba: il percorso di Angelo De Robertis

Angelo De Robertis ha ricordato gli inizi, quando chi faceva radio spesso si portava i dischi da casa, perché “se non avevi dischi non andavi in onda”. Un racconto che restituisce un’epoca pionieristica, fatta di entusiasmo, improvvisazione e amore puro per il mezzo.

Dopo una lunga esperienza a Radio 105, dove ha lavorato dal 1981 al 2019, De Robertis è approdato a Radio Norba, definita durante l’intervista “la radio del Sud”. Una realtà che, secondo lui, ha una forza precisa: parlare al proprio territorio.

Radio Norba e il valore delle radio areali

Parlando di Radio Norba, De Robertis ha spiegato che una radio areale ha la fortuna e il compito di rivolgersi a un pubblico vicino, concreto, riconoscibile. “Parli la sua lingua, parli delle sue abitudini, parli delle sue tradizioni e quando riesci metti anche la sua musica”, ha raccontato.

Per lui, dirigere una radio nazionale o una radio areale cambia nei contenuti e nel pubblico di riferimento, ma non nella responsabilità. Il lavoro del direttore resta quello di valorizzare chi va in onda, perché “se c’è un problema è mio, se c’è un successo bravi tutti”.

Cosa deve avere oggi un conduttore radiofonico

Uno dei passaggi più importanti dell’intervista riguarda i giovani speaker e chi sogna di lavorare in radio. Alla domanda su cosa debba colpire oggi in un conduttore, De Robertis ha risposto puntando tutto sull’originalità.

In un panorama pieno di piattaforme e contenuti, la radio deve farsi riconoscere. Per questo, quando ascolta una demo, Angelo De Robertis ha spiegato di fare attenzione anche alle imperfezioni, perché “la tecnica la impari, l’indole o ce l’hai o non ce l’hai”.

Il consiglio ai giovani speaker: fare bene dove si è

Il messaggio finale di Angelo De Robertis è forse il più forte per chi vuole lavorare in radio. L’ambizione è importante, ma non deve far perdere il valore del presente. Secondo lui, “noi siamo aziende di noi stessi” e bisogna performare bene ovunque ci si trovi.

Per questo il consiglio ai giovani è chiaro: non pensare solo alla radio più grande o al prossimo traguardo, ma lavorare bene nel posto in cui si è. Perché “non bisogna ambire a un posto migliore, bisogna essere tanto bravi a fare quello che si sta facendo che il posto migliore arriva da solo”.

E in chiusura, un invito che riassume perfettamente il senso della sua esperienza: godersi il viaggio, perché ogni diretta può essere un’occasione per crescere.

Rivivi il World Radio Day 2026 su www.worldradioday.it.

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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