World Radio Day 2026: OnePodcast tra intelligenza artificiale, storytelling e il futuro dell’audio
Tra i protagonisti del World Radio Day 2026, organizzato da Radiospeaker.it, anche Antonio Visca, direttore di OnePodcast e Station Manager di Radio Capital, insieme a Marco Maisano, autore e podcaster di OnePodcast.
L’incontro ha affrontato alcuni dei temi più attuali del settore: dall’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produzione dei podcast fino all’evoluzione dell’audio on demand e al rapporto tra radio e podcast.
Intelligenza artificiale: uno strumento, non un sostituto della creatività
Uno dei temi centrali dell’intervista è stato il ruolo dell’intelligenza artificiale nella produzione dei podcast.
Secondo Antonio Visca, oggi gli strumenti disponibili consentono anche di realizzare automaticamente un podcast, ma il vero valore continua a essere quello umano.
“Bisogna lavorare ancora meglio per essere davvero il valore aggiunto del contenuto.”
Visca ha però evidenziato anche gli aspetti più interessanti dell’AI applicata all’audio, raccontando l’esperienza di un podcast di OnePodcast tradotto in inglese mantenendo la voce originale del giornalista grazie all’intelligenza artificiale. Un utilizzo concreto della tecnologia, pensato per ampliare il pubblico senza modificare l’identità del prodotto.
Anche Marco Maisano ha invitato a un utilizzo consapevole degli strumenti di AI, spiegando come possano diventare preziosi nel lavoro di ricerca e documentazione, ad esempio per analizzare rapidamente migliaia di pagine di atti giudiziari o individuare informazioni specifiche all’interno di documenti molto estesi.
Il podcast come forma di approfondimento
Nel corso dell’incontro Marco Maisano ha raccontato anche il proprio modo di costruire un podcast giornalistico.
Per il giornalista, il podcast permette di approfondire i fatti e di sviluppare una narrazione che difficilmente trova spazio in altri mezzi, mantenendo sempre il rigore dell’informazione ma con tempi più distesi e una maggiore attenzione al contesto.
Secondo Maisano, il successo del podcast nasce anche dalla naturale predisposizione delle persone ad ascoltare storie, una modalità di trasmissione della conoscenza che accompagna l’uomo da sempre.
Il futuro dei podcast? Sempre meno confini tra audio e video
Alla domanda su come immagina il futuro del podcast, Antonio Visca ha ammesso che prevedere l’evoluzione del settore è ormai sempre più difficile.
Negli ultimi anni il podcast è cambiato rapidamente, aprendosi sempre di più al video, a nuove piattaforme distributive e a modelli di fruizione differenti.
Per Visca il futuro sarà caratterizzato da una progressiva integrazione tra linguaggi e piattaforme, con contenuti sempre più distribuiti tra audio, video e digitale, senza confini netti tra un mezzo e l’altro.
Radio e podcast: due linguaggi diversi
Durante il confronto si è parlato anche del rapporto tra radio e podcast.
Pur condividendo spesso gli stessi talent e la stessa casa editoriale, Visca ha spiegato che i due prodotti seguono logiche differenti: cambia la scrittura, cambia il modo di utilizzare la voce e cambia il rapporto con il pubblico.
Marco Maisano ha sottolineato come il podcast permetta di costruire community molto verticali attorno a singoli temi o autori, mentre la radio continua a rivolgersi a un pubblico più ampio e generalista.
La radio in auto resta centrale
Nel finale dell’incontro Antonio Visca e Marco Maisano hanno condiviso anche il sostegno alla campagna #RadioInAuto, promossa da Confindustria Radio Televisioni.
Entrambi hanno ribadito l’importanza di mantenere la radio facilmente accessibile nei sistemi di infotainment delle automobili, riconoscendo che radio e podcast possono convivere offrendo agli ascoltatori modalità di fruizione diverse ma complementari.
L’intervento ha così chiuso la sessione mattutina del World Radio Day 2026, offrendo uno sguardo sull’evoluzione dell’audio digitale e sul ruolo che radio e podcast continueranno a ricoprire all’interno di un ecosistema sempre più integrato.