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L’ Estetica della Voce in Radio

Parlare microfono

“Hai una voce radiofonica!” oppure :“Non sembri tu!”, sono queste le affermazioni che alcuni speaker si sentono dire dagli ascoltatori, un complimento che accresce maggiormente quella propensione, magari innata, per la conduzione radiofonica. E qui la dizione c’entra poco.

Indubbiamente essa è utile, come abbiamo detto più volte, per correggere eventuali difetti di pronuncia e/o per eliminare le tipiche “cadenze” del territorio di appartenenza. Ma in questo caso il discorso è legato all’estetica della voce, elemento non secondario in vista di un possibile reclutamento in un emittente radiofonica.

Infatti il proprio timbro vocale potrebbe essere un motivo in più per spingere un direttore artistico ad optare verso una precisa scelta. Se poi ad esso si aggiunge una fluidità di linguaggio unita ad un’attenta articolazione delle parole, il risultato potrebbe essere soddisfacente. Solitamente anche quando parliamo con un conoscente, rimaniamo sorpresi dal suo timbro di voce e dalla capacità di alternare correttamente il tono, a seconda di quello che ci racconta. Allo stesso modo rimaniamo persuasi dal tono vocale di promoter che, al telefono, sponsorizzano determinati prodotti, stimolandoci all’acquisto.

Scorrendo tra le varie emittenti, potrebbe capitare di imbatterci in voci che ci spingono a cambiare frequenza, non per i contenuti trasmessi ma per la voce dello speaker , magari stridula, che potrebbe “infastidire” il nostro orecchio. Al contrario, invece, un timbro di voce piacevole, “caldo”, quasi “confidenziale”, oltre ad invitare l’ascoltatore a soffermarsi su una determinata radio, sembra dare maggiore “corpo” e rilevanza alle argomentazioni trattate.

Sulla base delle scelte editoriali degli ultimi tempi, forse oggi la cosiddetta “voce radiofonica” è relazionata alla personalità dello speaker, caratteristica che sta sempre più influenzando le scelte dei direttori artistici. Una personalità che soprattutto in determinate emittenti radiofoniche è richiesta ai fini di una conduzione un po’ “fuori le righe”, che possa incrementare lo “share” d’ascolti.

Una propensione naturale alla dialettica, è sicuramente un vantaggio per chi decidesse di condurre in radio, così come naturale è il proprio timbro di voce, non modificabile, e forse anche per questo motivo, secondo alcuni, la radio non è per tutti. E voi, credete che l’estetica della voce conti per un possibile reclutamento?

Articolo a cura di Maurizio Schettino

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