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LolliRadio compie 14 anni: intervista a Marco Lolli

LolliRadio compie 14 anni: intervista a Marco Lolli

Il 28 Agosto di 14 anni fa nasceva LolliRadio, webradio fondata da Marco Lolli, nome noto per chiunque lavori o abbia lavorato nella radiofonia Italiana. All’epoca internet era ancora poco diffuso, non esistevano i social eppure fin dall’inizio l’esperimento di Marco Lolli è stato vincente ottenendo da subito importanti risultati.

Negli anni LolliRadio è arrivata a totalizzare ben 6 radio tematiche fruibili sul web raggiungendo numerosi traguardi come la recente partnership con TeamRadio, concessionaria pubblicitaria che per la prima volta si affida al digital oltre che all’FM.

In occasione di questo importante compleanno abbiamo fatto quattro chiacchiere con Marco Lolli per parlare del suo progetto radiofonico sul web, all’epoca considerato il futuro per la radio e che oggi dovrebbe essere diventato il presente… oppure no? partiamo proprio da questo!

Ciao Marco! Intanto come nasce LolliRadio? Secondo te che ci sei dentro da anni, il web è ancora il futuro per la radio o va fatta una distinzione a priori?

“Ciao Adriano! Noi siamo nati il 28 Agosto del 2006 ma i miei primi esperimenti di  web radio sono molto antichi, ti parlo del ’98 addirittura quando internet non era così diffuso; mi inventai una radio che si chiamava “Radio Trash” e trasmettevo solo canzoni di cartoni animati e sigle televisive; tra i miei amici che avevano internet ebbe anche un buon riscontro.

Nei primi anni 2000 cominciano effettivamente a nascere le prime radio sul web; noi abbiamo aspettato un pochino perché volevamo avere la certezza per quanto riguarda le licenze e il poter operare in maniera tranquilla e così siamo partiti dopo mesi di sperimentazione con un canale chiamato Happy Station. L’anno dopo si è aggiunta LolliRadoo Italia che ancora oggi è la radio vetrina del nostro gruppo e poi l’anno dopo ancora sono nate tutte le altre; quindi diciamo che il book si è completato fra il 2008 e il 2009.

Io allora pensavo che il web sarebbe stato il futuro e che da li a pochi anni affiancandosi all’FM avremmo assistito a un boom della radiofonia e in effetti così è stato. Proprio voi di Radiospeaker nel 2009 infatti siete partiti col primo Web Radio Festival.

In realtà il boom vero in Italia non c’è mai stato; ci sono stati tanti esperimenti ma nel frattempo sono nate altre fruizioni del contenuto musicale: i Podcast ad esempio così come non c’erano i servizi di streaming come Spotify o Apple Music. La “webradiofonia” oggi è ancora un fenomeno di nicchia.

Parlando della nostra webradiofonia – che io oggi chiamo radio digitale perché ormai non siamo più legati al web, nel frattempo sono nate le app, è possibile ascoltare anche su altri device – è ovvio che noi vogliamo sempre migliorare il nostro prodotto e imprimere anche una svolta in questo settore; devo dire che siamo stati i primi a farlo in maniera professionale.

La vera svolta di LolliRadio c’è stata a metà Luglio dell’anno scorso quando ho cominciato i primi esperimenti di radio digitali commercializzate da una concessionaria; dopo una collaborazione durata un anno con una prima concessionaria pubblicitaria, il Primo Luglio 2020 è iniziata la partnership con un gruppo importante come TeamRadio.

Mi sento di dire che noi un po’ come dei precursori abbiamo lanciato un sasso importante per tutto il settore: credo non si possa non riconoscere a LolliRadio di aver portato un vento di innovazione nel digital audio.”

In occasione di questa nuova collaborazione hai pensato a nuovi progetti e novità per la prossima stagione anche per raggiungere nuovi target?

“Il nostro è un target che volutamente io ho sempre improntato su una fascia di età adulta, quindi dai 30 in su. In tutte le radio, anche in quelle più giovani tipo LolliRadio Dance ho sempre pensato a un ascoltatore più adulto perché, diciamocelo chiaramente, i ragazzi non ascoltano più la radio.

Quello che sto già facendo è uno svecchiamento delle radio quindi un nuovo layout editoriale, un nuovo sound design e una nuova modalità di messa in onda.

Ho la fortuna di avere un gruppo di lavoro nuovo, fatto di persone che conoscono bene la radio sia digital che FM, il suono ad esempio è curato da uno dei massimi esperti d’Italia di suono della radio che è Max Pandini. Noi dal Primo Luglio trasmettiamo con Fluidstream che è una società che lavora con i grandi network; siamo orgogliosi di lavorare con dei grandi professionisti.

Ringrazio inoltre la famiglia Comin, Mattia Comin tra l’altro editore di Sphera Holding, perché da socio di TeamRadio mi ha fortemente voluto in questa avventura insieme a Enrico Sindico che ha già lavorato con noi; è stato bello trovarsi con editori puri!”

Hai mai pensato di puntare sui grandi nomi della radiofonia italiana, amici tuoi e di LolliRadio, per la crescita del tuo progetto? Penso ad esempio alle recenti novità di Radio Vigevano

“Posso sorridere un po’? Trovo che si faccia un po’ di confusione tra i grandi annunci e la realtà dei fatti.

Premetto che ho grande rispetto per tutti quelli che in questo momento si sono buttati sul digital quindi anche per Marco Biondi che è un grande professionista e per la sua esperienza di Radio Vigevano. Io credo che, esattamente al contrario di quello che stanno facendo loro, le grosse presenze al microfono non portino a nulla perché la radio digitale è un’altra cosa. Che senso ha avere grandi nomi per uno o due programmi a settimana? NESSUNO. Come in una radio FM, ci vuole continuità.

Su LolliRadio da 14 anni abbiamo continuità: a ogni ora del giorno o della notte abbiamo trasmesso sempre la stesso tipologia di formato al quale erano legate le varie reti; giusto, sbagliato, bello o brutto che sia, la radio è fatta di continuità, non di nomi che vanno e vengono.

Detto questo ovviamente io ho pensato di coinvolgere in iniziative speciali alcuni amici o professionisti che hanno lavorato con me; ovviamente alcuni sono inarrivabili nel senso che ho la fortuna di averci lavorato ma certamente non posso andare a chiedere a Fiorello di fare un programma su LolliRadio se non una tantum una partecipazione; tra l’altro Fiorello è stato uno di quelli che ha sponsorizzato di più LolliRadio fra tutti; Lui, Fabrizio Frizzi, Max Giusti, Tiberio Timperi, sono stati quelli più vicini alla radio; Fiorello la citava a Radio 2 e ancora oggi è un grande ascoltatore di LolliRadio e se sente qualcosa che non va bene mi chiama immediatamente; gli sono grato.

Naturalmente auguro tutto il successo possibile a Marco e a Radio Vigevano ma leggere “è arrivato tizio o caio” che cosa sposta? La differenza dovrebbe essere: “Marco Biondi lascia la radio FM e trasmette tutti i giorni su Radio Vigevano”; questo farebbe la differenza.”

C’è stato mai un momento in cui hai pensato di mollare?

“Si e riguarda voi tra l’altro; Giorgio lo sa molto bene perché nel 2009 ci fu il primo Web Radio Festival e io iscrissi LolliRadio Happy Station; secondo me e tanti altri è la radio più figa; mentre con le altre radio sono partito da formati già preesistenti, Happy Station è un formato del tutto originale. Mi sembra che arrivai 23esimo e radio molto meno ascoltate e “banali” rispetto alla mia hanno ottenuto classificazioni migliori; io discussi anche con Giorgio, poi diventammo amici, anzi quello fu il momento per me di fare diverse riflessioni; decisi di non mettermi più in gioco e di andare avanti per la mia strada senza mettermi in esposizione; pensai “se piaccio va bene, se non piaccio chi se ne frega”.

Ci sono stato proprio male finché un editore, Bruno Benvenuti che io ringrazierò sempre, mi chiese di vedere i dati della radio; visti i dati mi disse che sarei dovuto andare dritto per la mia linea senza preoccuparmi di niente e di nessuno.

Noi eravamo come gruppo fra le prime 200 radio in tutto il mondo per ascolti; eppure a me rodeva di non essere considerato da una platea ristretta di giudici che non avevano nulla a che fare col digital. Ho fatto male a prendermela e ne parlai con Giorgio infatti poi i 10 anni di LolliRadio li abbiamo festeggiati al Web Radio Festival.

Le web radio possono essere un trampolino di lancio per chi poi vuole arrivare all’FM o dobbiamo pensare al web già come punto di arrivo quando parliamo di grandi realtà come la tua?

“Apro una piccola parentesi: noi non abbiamo programmi in voce, ma io di scouting ne ho fatto tanto; ho diretto un’importante radio dove sono nati il Trio Medusa o Pierluigi Pardo; ho sempre creduto nei giovani, credo più nei giovani che in me stesso, loro sono sempre stati la linfa di nuove intuizioni per me. Il problema è che mentre all’estero sto scoprendo ragazzi incredibili che a 18 anni vogliono fare la radio perché credono nel mezzo, qui a 18 anni pensano di essere arrivati perché fanno una storia Instagram o un Tik Tok e vogliono diventare influencer; la radio la vogliono utilizzare per arrivare in altri modi.

Ai giovani dico: “Vi volete mettere in gioco? Benissimo! Sappiate che c’è un professionista che qualcosina può insegnarvela e giusta o sbagliata che sia può aiutarvi nel vostro percorso magari poi da proseguire altrove senza nessun problema; ma se non hai voglia di imparare e di metterti in gioco allora non voglio perdere tempo.”

È cambiato il modo di fare radio in questi 14 anni?

“Non è cambiato il modo di fare radio, la radio è un’azienda – parlo delle radio FM ma arriveremo a questo anche per le radio digitali – e mentre prima c’era la possibilità di sperimentare, improvvisare ora è molto più complicato; pensa solo alle radio che nei tre mesi del Covid non hanno incassato un euro. Oggi non puoi assolutamente permetterti di improvvisare, è tutto estremamente bilanciato e pensato; a volte leggo di gente che con presunzione si lamenta della mancata libertà; noi siamo qui per servire un pubblico di riferimento oltre che gli inserzionisti senza i quali non esisteremmo. Non possiamo permetterci di sbagliare e questo ha tolto forse della spontaneità ma era un processo assolutamente naturale.

Se uno speaker si lamenta di non avere libertà allora vada sul web, faccia la sua radio, come alcuni hanno brillantemente fatto; penso per esempio ad Antonio Gerardi che ha detto “Ho un altro mestiere che è fare l’attore e voglio fare la radio divertendomi”; così ha preso posizione in maniera importante mentre altri criticano senza fare nulla.

Mettetevi in gioco anche voi come ha fatto Antonio. Ricordiamoci che la radio è un’azienda che deve portare dei risultati.

Io ho grande rispetto per gli editori e capisco le loro ansie e paure, bisogna guardare entrambe le facce della medaglia; la libertà si paga quindi non può esistere libertà senza la possibilità di vendere il tuo prodotto; e poi ricordiamoci sempre che sono gli ascoltatori quelli che decidono: noi siamo i loro servitori.

Qual è il regalo che fai agli ascoltatori di LolliRadio per questo compleanno speciale?

“Quello che regaleremo agli ascoltatori è una radio più interattiva con un sito più ricco e dei social che vogliamo sviluppare in maniera più innovativa. Ci saranno inoltre due nuovi canali tematici.”

Grazie Marco e tanti auguri alla tua LolliRadio!

“Grazie a tutti quelli che ascoltano LolliRadio da 14 anni perché senza di loro non saremmo nulla!

E ringrazio infinitamente Radiospeaker che già dal primo Web Radio Festival, dall’amicizia con Giorgio ai 10 anni con voi, è sempre stato un partner importante in tutti questi anni; non posso altro che ringraziare tutti voi per aver creduto nel progetto. Senza di voi forse non saremmo arrivati a un certo livello quindi mi fa molto piacere festeggiare insieme.”

Adriano Matteo

Adriano Matteo

Tecnico del suono radiofonico, live e broadcast, giornalista iscritto all'albo pubblicisti della Puglia e grande appassionato di radio in tutte le sue sfaccettature. Leggi i miei articoli

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